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Roma

di Fabio Carosi

La Protezione Civile l'allarme meteo l'ha diramato quasi last minute; la Regione Lazio l'ha rimbalzato nella tarda serata di giovedì. Silente quasi assente il Comune di Roma. Eppure c'è chi l'arrivo della bufera lo aveva previsto. E da tempo.
Esperto di clima, assertore della teoria dell'Era Glaciale e autore di un libro choc sulla catastrofe prossima ventura, Roberto Madrigali, già da settimane aveva alzato l'asticella del pericolo, prevedendo non solo ondate di maltempo, ma addirittura la possibilità che Roma si ricopra nuovamente di neve.
Madrigali, dica la verità. Si poteva prevedere questo disastro?
“Gli effetti sulla città non lo so, quello che il cielo ci avrebbe regalato, direi ampiamente”.
Cioè vuol dire che il nubifragio era nell'aria e nessuno ha fatto niente?
“Ecco, precisamente era nell'aria. La situazione degenerativa di questi giorni, era ampiamente preventivata, poiché era legata ad una nuova offensiva della componente a getto, mossa e bloccata sull’Italia dalla forza delle maree. Cosa succede l'ho spiegato bene nella mia ricerca climatica sulla pubblicazione “il futuro della terra è scritto nella Luna”.
E su Roma, in particolare?
“Cercherò di esser meno tecnico e più divulgativo. Siamo in un nuovo ciclo climatico degenerativo, con aria fredda che invade prepotentemente le medio basse latitudini, favorendo per contrasto termico con aria umida, forti precipitazioni. Le piogge intense di Roma con gravi disagi per la popolazione della Capitale, con Tevere in piena e torrenti in esondazione, è stata la causa-effetto di un affondo del jet stream di aria fredda, che è penetrata addirittura nell’entroterra Algerino e Tunisino, innescando forti venti meridionali e umidi, con abbondanti precipitazioni”.
Così le previsioni sono capaci tutti a farle. Si spieghi meglio.
“Il clima è a pezzi, l'aria fredda arriva a latitudini impensate. Poi quando incontra l'aria umida si scatenano i temporali e i nubifragi. Tra giovedì e venerdì è accaduto questo: l'aria artica è arrivata sino alla Tunisia e quando si è ritirata ha scatenato il finimondo. Va bene così?
Molto chiaro, grazie. Prevedibile?
“Prevedibile come lo scioglimento rapido delle nevi dovuto al rapidissimo rialzo delle temperature. Tre giorni fa si battevano i denti, oggi a Roma la massima è stata di 14 gradi. La neve caduta sul bacino idrografico del Tevere è diventata acqua tutta insieme ed è arrivata tutta insieme”.
E nei prossimi giorni?
Un miglioramento atmosferico arriverà graduale solo nel finire della settimana, per il colmamento della forte depressione presente sul Mediterraneo, che non sarà più alimentata da aria fredda e portandosi verso Levante, richiamerà aria più fredda, portandoci nuovamente dall’autunno all’inverno. Un miglioramento più deciso nel corso della seconda parte della prima decade di Febbraio, con attenuazione dei fenomeni atmosferici, che farà registrare un periodo stabile e con temperature più invernali, che durerà solo fino ai primi giorni della seconda decade”.
E poi?
La forza mareale risulterà incidente nuovamente da metà mese, e in concomitanza oramai, di un processo climatico degenerativo conclamato, aspettiamoci nuovi peggioramenti atmosferici anche intensi, che potrebbero favorire non solo piogge intense ma anche freddo e gelo, visto che l’area Italica per il momento è stata risparmiata da neve e freddo intenso, e la Capitale potrebbe nuovamente ammantarsi di bianco nel corso della seconda parte di Febbraio”.
Nemo profeta in patria?
“Di solito sì. Peggio per loro”.

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nubifragio romamaltemporoberto madrigaliclima jet stream



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