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Roma
Effetto Raggi bis sull'M5S: a Roma è spaccato, in provincia come Forza Italia

La solitudine dei numeri 1. L'effetto Virginia Raggi sul M5S: dall'annuncio della ricandidatura alle prossime comunali è iniziata la lente fine del Movimento. In un mese i 5 Stelle si sono ritrovati con una base scoppiata dopo le elezioni regionali bombardata dai big Di Maio, Di Battista e Fico; un Gruppo in Campidoglio imploso, colpa del fuoco amico dei vari consiglieri ribelli e De Vito e una provincia dove i grillini contano quanto Forza Italia.

A circa otto mesi dalle comunali romane, l'attuale sindaco si ritrova quindi a combattere contro i spettri di un fallimento che, dati alla mano, pare annunciato. Salvo alleanze sempre più improbabili dell'ultimo minuto con il Pd, la Raggi si ritroverà in campagna elettorale senza alcuni storici componenti del Movimento capitolino. Con Marcello De Vito, il presidente del Consiglio Comunale, la rottura c'è dal giorno in cui è stato indagato nella vicenda del nuovo stadio della Roma. Da lì in poi è stato un susseguirsi di bastoni fra le ruote, proposte bocciate e frecciatine con il numero uno dell'aula Giulio Cesare che più di una occasione ha ribadito di non aver apprezzato la ricandidatura della Raggi e che ha fatto intendere che la sua esperienza tra i grillini è alle pagine finali.

De Vito non però l'unico nemico interno della Raggi. Dalla sua parte, ma soprattutto contro il “Raggi-bis” ci sono anche i cinque consiglieri ribelli Donatella Iorio, Angelo Sturni, Marco Terranova, Alessandra Agnello ed Enrico Stefàno, con quest'ultimo che, forte della sua storica militanza nel Movimento (Stefàno era uno dei quattro consiglieri comunali M5S con Marino sindaco insieme alla Raggi, a De Vito ed all'attuale assessore allo Sport Daniele Frongia), dall'annuncio della ricandidatura ha iniziato una politica di quasi opposizione alla Raggi partendo proprio dal suo “pane quotidiano” nonché una delle spine nel fianco della Giunta Raggi, ovvero la Mobilità.

Le elezioni nei Comuni della Provincia di Roma: M5S al minimo

Oltre che per le sempre più presenti e pressanti spaccature interne, un forte campanello d'allarme per la Raggi è suonato lunedì sera dopo lo spoglio delle urne nei Comuni al voto della provincia di Roma: il Movimento 5 Stelle, rispetto a 5 anni primi, non esiste praticamente più. Su 7 Comuni con più di 15mila abitanti al voto, solamente in 6 l'M5S si è presentato ed in nessuno di questi è riuscito a sfondare il “muro” del 6%. Quello dove è andato meglio è stato Albano Laziale, dove il candidato sindaco grillino ha raggiunto il 6,22% ed ha perso 4 punti rispetto alle passate elezioni (nel 2015 il M5S raggiunse il 10,49%). Dal migliore si passa subito a quello dove il Movimento 5 Stelle ha fatto peggio, ovvero quello di Anguillara Sabazia. Qui si tornava al voto dopo che la Giunta M5S, eletta nel 2016 con un 27,43% al primo turno ed un 55,07% al secondo turno, era stata sfiduciata anzitempo dalla stessa maggioranza: l'M5S non si è neanche ripresentato dopo il disastro della sindaca Anselmo. Passando ad Ariccia, qui il 5 Stelle è arrivato ultimo con il 3,45%, dietro anche a tre candidati di liste civiche. A Colleferro, dove il Pd si è imposto con il 75%, il candidato M5S si è fermato ad un misero 1,93% (nel 2015 erano al 7,86%). Spostandoci a Genzano di Roma, anche qui il M5S era stato anzitempo sfiduciato dopo che nel 2016 aveva vinto le elezioni al ballottaggio con il 59,59% e dopo un 21,82% al primo turno: qui il candidato pentastellato Ippolito è arrivato ultimo con il 5,89%. Le disfatte grilline non sono ancora finite: a Rocca di Papa il candidato del Movimento 5 Stelle si è fermato al 4,18%, stessa percentuale raggiunta da quello che ha tentato la scalata a sindaco a Zagarolo. Alla Raggi, che ha esultato per la vittoria del Sì al Referendum costituzionale, servirà un mezzo miracolo per raggiungere il ballottaggio alle comunali della prossima primavera romana.

La candidata sindaco M5S spingerà ora sull'acceleratore vista la mancanza di candidati avversari, bisognosa di doversi riavvicinare ai compagni di partito prima, e ai romani poi. Partendo dall'unico asso che ha in mano: lo stadio della Roma.

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