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Roma
Emorragia culturale. Crollano gli sponsor
L'Ara pacis (foto AP)

Tra il 2008 e il 2013 gli investimenti pubblici nel settore dei beni e delle attivita' culturali sono precipitati di 1,26 miliardi, ovvero del 23,7%. E' quanto emerge dal rapporto annuale di Federculture, presentato al Senato. In questi 5 anni, specifica il documento, la spesa del ministero dei Beni culturali e' scesa del 24,1%, quella dei comuni del 21,4% e quella delle province del 45,8%. Inoltre, il Fondo Unico per lo Spettacolo si e' ridotto dell'11,2% e i fondi del Lotto destinati al comparto sono crollati del 67,4%. Un disastro, insomma. E se si considera l'ultimo decennio, sottolinea ancora Federculture, la spesa pubblica destinata al settore e' diminuita del 27%. Lo Stato, a oggi, destina lo 0,19% dell'intera spesa pubblica alla cultura. Questa emorragia, si legge ancora nel rapporto, riguarda anche gli investimenti da parte dei privati: sempre tra il 2008 e il 2013, le sponsorizzazioni sono crollate del 40,9%, le erogazioni liberali del 25% e gli investimenti da parte delle fondazioni bancarie del 48%.

Ma a tagliare sono anche le famiglie, che nel 2011-2013 hanno speso 5,8 miliardi in meno per cultura e tempo libero, e 1,2 miliardi in meno per servizi culturali e libri. Perciò il presidente di Federculture Roberto Grossi nella Sala Capitolare del Senato chiede "una leva fiscale a favore delle famiglie, prevedendo la detraibilità delle spese culturali".

 

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