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Roma

In occasione di ”Empty the Tanks”, giornata mondiale di protesta per la chiusura dei delfinari, in calendario proprio per sabato 24 maggio, l’Ente Nazionale Protezione Animali ha richiesto formalmente il ritiro della licenza concessa a Zoomarine ai sensi del D. Lgs 73/2005. “Si tratta peraltro di una licenza accordata solo dopo l’apertura della struttura – spiega l'Enpa - che proprio per questo era stato ritenuta illegittima dal Servizio Cites del Corpo Forestale e quindi sanzionata con una pesante multa.
Scrive l'Enpa: “Le gravi e palesi violazioni della normativa vigente ci hanno spinto a chiedere un immediato intervento dello stesso Servizio Cites affinché compia nuove verifiche sulla struttura, sulle attività che vi si svolgono e sul rispetto delle prescrizioni inserite nel decreto di licenza. Tra l'altro appare decisamente inconsueto che tali prescrizioni in questo tipo di atti”, spiega il direttore scientifico dell'Enpa, Ilaria Ferri. “Al contempo – aggiunge Ferri –, abbiamo inviato ai Ministeri della Salute, dell’Ambiente e delle Politiche Agricole una richiesta per l'immediato ritiro della licenza a Zoomarine. Abbiamo più volte dettagliatamente documentato che la struttura non risponde ai criteri previsti dalla normativa vigente e che la gestione è responsabile di continue violazioni del decreto legislativo 469/2001, il quale proibisce anche i contatti con i delfini per il rischio di trasmissione di patologie da una specie all'altra. Ricordo inoltre che circa due anni fa è stata organizzata addirittura una competizione di velocità tra un noto atleta italiano ed un delfino e in questi giorni un record di apnea; come se ciò non bastasse, al pubblico viene persino consentito di toccare i delfini e di entrare in contatto con essi anche in acqua. Per non dire poi degli spettacoli con musica assordante che si svolgono nel parco acquatico, dei programmi di “pet therapy”, dei concerti e delle altre iniziative prive di qualunque contenuto educativo/scientifico.”
“Si tratta inoltre – aggiunge il direttore scientifico dell'Enpa - di show degradanti per gli animali, costretti ad esibirsi in atteggiamenti innaturali e non rispettosi delle esigenze socio etologiche proprie della specie; atteggiamenti ottenuti attraverso un addestramento basato sulla deprivazione alimentare. Tali esibizioni nulla hanno a che vedere con l’educazione, la conservazione e la ricerca; invece, ripropongono una visione antropocentrica per la quale gli animali possono essere privati della libertà e sfruttati per il divertimento umano”.
Anche il Professor Marc Bekoff, professore emerito di zoologia, e Ric O’Barry, esperto di mammiferi marini e protagonista del documentario premio oscar 2010 The Cove, lanciano un appello alle autorità Italiane: chiudete i delfinari. “Abbiamo bisogno di far sapere al mondo intero che dietro il sorriso di un delfino in cattività c’è deprivazione, dolore, paura e sofferenza – ha detto O'Barry -. Noi, che pure abbiamo perso la nostra parte selvaggia e libera, dobbiamo lottare affinché questi splendidi animali siano lasciati liberi di nuotare come vogliono e devono. Non ci fanno del male, non vogliono niente e noi dovremmo lasciarli vivere nel loro mondo e in pace”.
Il professor Marc Bekoff, già docente di zoologia all’università di Boulder-Colorado e autore di numerosi libri e pubblicazioni scientifiche, esprime il suo appoggio alla campagna: “Sostengo la campagna Enpa contro la cattività dei cetacei che Ilaria Ferri conduce in modo scientifico da oltre 23 anni – ha dichiarato Bekoff -. Mantenere i delfini in gabbie minuscole è un crimine contro la Natura e contro la LORO natura. Questi esseri senzienti sorprendenti meritano di essere liberi di poter essere ciò che sono e non dovrebbero essere detenuti in gabbie minuscole, solo per essere utilizzati per l'intrattenimento umano e come macchine da riproduzione. E’ vergognoso detenere i delfini e gli altri animali in cattività, senza avere cura dei loro diritti naturali”.
La conclusione: “Nel nome di Violetta, Clio, Katia, Beta, Speedy, dei 4 cuccioli di Cleo, Bravo, Bonnie e il suo cucciolo, Mosè, Girl, Sandy, Kuby, Lola, Joanna e molti altri delfini deceduti in cattività in Italia, è arrivato il momento di ripristinare la legalità e di restituire la dignità e il rispetto dovuti a queste creature che appartengono al mare”.

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