Pensava bastasse cambiare città per non incappare nei controlli del sistema informatico sulle presenze nella varie strutture ricettive d’Italia, che obbligatoriamente devono essere comunicate all’autorità di Pubblica Sicurezza e così, partita da Viterbo, dove la stessa risiede e sta scontando una pena agli arresti domiciliari, si è diretta a Roma.
Ha prenotato una stanza in un albergo di periferia e, preso il treno diretto alla stazione Termini, ha iniziato il suo soggiorno nella Capitale. Ma le cose non sono andate proprio com’era nei suoi piani. Un controllo effettuato dalle forze dell’ordine il 6 dicembre scorso presso il suo domicilio, durante il quale la stessa non è stata trovata in casa, ha messo in allarme Polizia e Carabinieri.
Fondamentale, per la cattura della donna, il controllo automatizzato delle schedine alloggiati delle strutture ricettive, collegato con le questure di tutta Italia. Infatti, il sistema elettronico ha rilevato la presenza della ricercata in un hotel nella zona sud di Roma.
Subito è scattato l’allarme e sul posto è stata fatta convergere una pattuglia del Reparto Volanti che, giunta nell’albergo, dopo essersi sincerato della sua presenza, ha individuato la donna, romana di 39 anni, e l’ha accompagnata in ufficio.
Al termine delle procedure la 39enne è stata arrestata e accompagnata presso le celle di sicurezza della Questura in attesa del processo per direttissima che la vedrà imputata del reato di evasione.
Ha prenotato una stanza in un albergo di periferia pensando di poter eludere i controlli delle forze dell’ordine. Ma il piano è miseramente sfumato
