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Roma

La fantasia non ha limiti e si arricchisce di un altro stratagemma la gamma dei sistemi di occultamento utilizzati dai corrieri di droga per superare indenni il filtro apprestato dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma all’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino.
Due donne, in diverse circostanze, avevano pensato bene di ricorrere alle loro  parrucche, regolarmente indossate, per occultare cocaina purissima. Una donna di  nazionalità portoghese, proveniente dal Brasile e diretta a Lisbona, era da poco sbarcata agli arrivi internazionali e la sua appariscenza non è sfuggita all’occhio dei militari del Gruppo di Fiumicino e dei funzionari dell’Agenzia delle Dogane, incuriositi per la strana capigliatura della passeggera. Infatti, dopo un accurato controllo, è stato appurato che si trattava di una parrucca contenente circa un chilo di cocaina.

Un’altra donna, originaria della Guinea Bissau (Africa Occidentale), anch’ella proveniente dal Brasile ma diretta in Spagna, aveva attirato l’attenzione dei finanzieri per l’incedere frettoloso ed il nervosismo con cui ha risposto alle prime domande. Sulla sua testa “pesava” non una taglia, ma oltre un chilo di cocaina, riposta in un involucro bene nastrato alla base della parrucca.  
Un cittadino italiano, proveniente da Buenos Aires e diretto a Roma, ha invece tentato di introdurre circa quattro chili di cocaina occultandola in un doppiofondo ricavato in un bagaglio al seguito, uno dei metodi più utilizzati dai narcotrafficanti. Grazie allo straordinario grado di purezza, i carichi di polvere bianca intercettati avrebbero potuto fruttare alle organizzazioni criminali oltre un milione di euro.
I tre corrieri sono stati tutti arrestati per traffico internazionale di stupefacenti ed  associati alle carceri di Civitavecchia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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drogaleonardo da vinciparrucchenarcosguardia finanza



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