Roma

"Ho suonato per i Casamonica". Alcune precisazioni

Affaritaliani.it riceve e pubblica alcuni chiarimenti che Alessandro Minervini, vuole precisare dopo la pubblicazione dell'intervista di venerdì 21 agosto in merito ai funerali di Vittorio Casamonica.

"Vorrei precisare che nell'intervista (forse per un malinteso col giornalista) ci sono delle inesattezze pubblicate come notizie ma che in realtà si trattavano di "voci di corridoio", ci tengo a chiarirle in quanto sono stato accusato di aver diffuso false informazioni.
Come prima cosa la banda quel giorno non si chiamava né Regione Lazio, né Frascati, come detto e ridetto durante l'intervista (e come ha ribadito il maestro) la banda era arrangiata sul momento composta da musicisti (non una ventina ma poco meno di 15, errore mio) provenienti da diverse bande tra cui quelle citate nell’articolo ma anche da altri comuni (se proprio volessimo fare una lista ci sarebbero molti altri comuni da menzionare). Certo non si può negare che il maestro era li presente e c'erano reporter sul posto che hanno ripreso tutti noi (sarebbe uscito lo stesso il nome?...chi lo sa), ma chiunque fosse presente a dirigere quel momento non fa testo su quale banda avesse partecipato.
Quando mi è stata chiesta la disponibilità per suonare al funerale (da terze persone), non mi fu detto chiaramente che si trattava di un funerale gitano, l'ho scoperto solo una volta arrivato lì sul posto, prima di allora lo si era solo ipotizzato dato che a Roma è difficile che una banda venga richiesta per le esequie, a meno che il defunto non sia un componente o a volte parente del musicante, comunque sia accettai per il fatto che la musica è la mia vita e amo suonare, in oltre ero libero da impegni e se ci fosse stata una paga (che in realtà si chiama rimborso spese), per me che sono disoccupato era una buona occasione.
Sulla questione del rimborso (che credevo una prassi) non c'è molta chiarezza. Il funerale dove presi 30€ non riguarda un funerale zingaro ed è stato svolto(anni fa) con un altra banda, come si usa fare nel sud Italia dove la cultura bandistica è fortemente sentita.
Riguardo le paghe sostanziose ho solo dei racconti di chi mi ha detto ci fosse già passato (ma quanto tempo fa?, con le Lire o con l'Euro? e chi era il defunto?), non sono mancate poi voci fuori controllo e/o battute ironiche che ipotizzavano su quanto sarebbe stato alto il compenso, o la richiesta del 30% in più per via del cambio di repertorio (che a pensarci bene, chi l'ha raccontato forse neanche si riferiva al funerale dove ho suonato)...e chi più ne ha più ne metta.
Alla domanda "Dalla villa alla chiesa, c'erano forze dell'ordine lungo il percorso?" c'è stata una piccola incomprensione, la mia risposta era riferita all'assenza di corpi come Polizia o Carabinieri(se non una pattuglia vista di passaggio) di fronte la chiesa, dove però c'erano vigili a regolare il traffico. Lungo tutto il corteo la banda non era presente se non per un brevissimo tratto di strada.
Informazioni come il curriculum di Francesco, e altre liberamente rintracciabili, non le ho fornite io ma sono state prese dall'autore dell'articolo facendo delle ricerche dopo la conversazione avvenuta la mattina del venerdì 21 agosto.
Tutto ciò che è stato detto, era solo per raccontare un esperienza del tutto personale e non pesavo che poi sarebbero stati fatti nomi (che io chiesi di non pubblicare) e che ne sarebbe nato un articolo diverso da come mi aspettavo, pensavo che sarebbe uscito fuori un semplice articolo su di un musicista che si è ritrovato a suonare per un funerale che poi ha suscitato scalpore e dissensi, Non era mia intenzione mettere in mezzo persone, la banda o chiunque altro, al quale chiedo umilmente scusa, forse sono stato troppo trasparente, o forse ingenuo".