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Roma
Il Diavolo esiste ed è anche nei cartoni animati. Ecco le prove
Dal film Un caldo corpo di femmina

di Patrizio J. Macci

Il Diavolo, Satana, il Maligno come neanche potete immaginarlo. Claudio Razeto, giornalista romano esperto collezionista di immagini rare e introvabili, ha dedicato un libro al più misterioso e seducente dei personaggi: il Principe del Male, il diavolo e le sue raffigurazioni nella storia raccontate in un volume accurato, scandito in sequenza temporale dall'antichità ai giorni nostri.

"Diabolicus - Le radici del male" (Imprimatur Edizioni), il volume ha in copertina una rara raffigurazione del Maligno che getta una luce sinistra sulla rassomiglianza con alcuni "pupazzi" presenti nei cartoni animati, a dimostrazione di come la penetrazione dell'immagine del demonio in ogni forma espressiva sia un dato di fatto.

Lo credevano gli antichi, dagli Assiri ai Maya, dai Romani agli Israeliti, ne erano convinti i dottori della Chiesa e gli inquisitori medievali tanto da portare alle estreme conseguenze la sua persecuzione, con roghi e patiboli sui quali hanno poi dovuto recitare il "mea culpa": il diavolo esiste, è immanente.
Si è evoluto fino a divenire il protagonista di trattati di demonologia, romanzi, poemi, quadri e affreschi, opere liriche, canzoni rock, film e fumetti manga giapponesi. I suoi simboli si sono moltiplicati, le sue raffigurazioni sono passate dalla pietra dei templi e delle grandi cattedrali, dove servivano da monito ai credenti, al web rigurgitante di siti, blog le e pagine dedicate apertamente al Maligno.

La cronaca nera ne ha fatto il mortale e occulto protagonista di quei delitti che sfuggono alla razionalità umana, dalle stragi alle sette sataniche, dai nuovi rituali occulti alle organizzazioni esoteriche più depravate.
Streghe, diavoli e loro adoratori, attori presunti indemoniati, killer stragisti. L'autore inquadra con il suo obiettivo fotografico anche nazisti, studiosi dell'occulto, adoratori di musica satanica, emulatori, spiritisti improvvisati fino ad arrivare al soglio di Pietro. Il fumo di Satana (come affermò solennemente un papa) da qualche fessura è riuscito a entrare anche nelle stanze del Vaticano, e per cancellarne l'odore non è bastata una passata di vernice o un cambio di marcia nella guida spirituale. Una sezione estremamente interessante del volume è dedicata alla "possessione diabolica", e al rituale dell'esorcismo praticato secondo il rituale di Santa Romana Chiesa.

Come avrebbe chiosato Guglielmo da Baskerville, protagonista de "Il nome della rosa" di Umberto Eco, un volume da tenere in biblioteca perchè "per combattere il male bisogna conoscerlo e identificarlo".

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