L’ultima "veltronata" vale milioni. L’epopea del Museo dei balocchi di Villa Ada

Nel 2005 la decisione del l’allora sindaco di realizzare un polo museale per custodire 5 milioni e quattrocentomila euro di giocattoli. Ma il progetto non va in porto. Eppure il Comune sborsa da allora le rate del mutuo per l’acquisto della collezione e le tasse mensili per la custodia dei preziosi giochi, che dal magazzino del venditore non si sono mai mossi


L'ex assessore Croppi rivela ad Affaritaliani: "Volevo darli in comodato a Zagarolo per risparmiare almeno le spese di custodia, ma mi hanno stoppato"


Il Comune di Roma sborsa 116mila euro all'anno per custodire a Perugia una collezione di giocattoli che nessuno vuole più.  In conto perfino l'abitazione del custode. L’ex assessore  Umberto Croppi  rivela ad Affaritaliani.it: “Ero d’accordo col Museo di Zagarolo per dargli i giocattoli in comodato, in Campidoglio mi hanno stoppato”.  
Ogni bel gioco dura poco. Ma quello del Museo dei balocchi di Villa Ada sembra proprio non conoscere la parola fine. La vicenda inizia nel 2005, quando la giunta Veltroni approva la delibera n 106 dal titolo  “Acquisto della collezione di giocattoli Leonardo Servadio". Uno stock di 10mila e 663 pezzi, per lo più d'origine svedese, degli anni fra il 1860 e il 1930. Modellini di dirigibili e caccia, carillon, giocattoli ferroviari, bambole di pezza, libri. Con la delibera il Comune di Roma comprava tutto in blocco. Il prezzo? 5 milioni e 400mila euro.

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Una follia? “Bisogna pensare ai bambini, la vita è anche un gioco” sostenevano i fedelissimi di Veltroni.  
Il progetto era ambizioso. La collezione  sarebbe stata il pezzo forte del Museo del gioco e del giocattolo, da realizzare a Villa Ada nel complesso degli  edifici  denominati Scuderie Reali, Casale delle Cavalle Madri e Serre. Bisognava dare però prima una risistematina a questi edifici.  Il costo del restauro? Una bazzecola: altri 4 milioni e 182mila euro, già in Bilancio.
Il Museo sarebbe stato su tre piani, con laboratori, servizi hi-tech modernissimi per i visitatori, biblioteca, bar, ristoranti, scale mobili, ampie vetrate dappertutto. Altri soldi, altre spese. Quanto? Mistero.    
Ma non è finita. In fondo alla delibera 106 c’era un allegato. Una sorta di codicillo.  In attesa del restauro delle Scuderie Reali, si rendeva necessario, infatti,  "provvedere temporaneamente alla custodia della collezione presso la stessa Servadio srl” a Castiglione del Lago (Perugia).  In conto al Comune di Roma finivano “la disponibilità del magazzino, la manutenzione ordinaria e straordinaria dei giocattoli, le utenze (luce, acqua, riscaldamento)”.  Ma anche  il premio assicurativo (19.843,90 euro), il servizio di custodia e perfino “l’appartamento a disposizione del custode”.
Il quantum?  Esattamente 99.991,90 euro all’anno + iva.  In totale 116.021,50 euro.
Tutto nero su bianco. Nel contratto di compravendita era specificato che - al momento della consegna -  a carico del Bilancio Comunale sarebbero finite pure le spese d’imballaggio e spedizione. Da quantificare al momento del trasporto.   
Tutto in seguito finì nel nulla. Nel 2007 Veltroni  rinviò il restauro dei Casali per mancanza di soldi.  Nel 2008 l’ex assessore alla cultura Umberto Croppi, oggi esponente di punta di Fli, disse bye bye al Museo: “Abbiamo altre priorità”.
Ma che fine hanno fatto i preziosi giocattoli? Sono stati venduti, messi all’asta? Prestati a qualche galleria?  Macché!  
“Stanno ancora lì, in un magazzino di Perugia” racconta ad Affaritaliani.it  Croppi, testimone diretto e protagonista dei fatti:  “E intanto il Comune continua a pagare la rata del mutuo dell'acquisto, 130mila euro all’anno, e le spese di custodia!”.  Insomma, i giocattoli sono rimasti lì, dal venditore. Non si sono spostati neppure di un centimetro.   
Una sbadataggine? Pare di no. ”Avevo dato disposizione alla Soprintendenza ai beni culturali di preparare gli atti per la gara di vendita - dice Croppi - Purtroppo non si possono cedere a meno di quanto sono stati pagati, altrimenti si configurerebbe il danno erariale”.  Ma a quel prezzo, 5 milioni, neppure Abramovich aprirebbe il portafogli.  Niente da fare.  
“Stavo stringendo un accordo  - prosegue Croppi - per darli in comodato al Museo del giocattolo a Zagarolo, almeno avremmo risparmiato le spese di stoccaggio. In Comune mi hanno frapposto una serie di ostacoli, non se n'è fatto niente”.  Dal 2005 ad oggi sono circa 700mila euro di custodia, più il mutuo. Un pozzo senza fondo di spese per dei balocchi svedesi. Ma in Campidoglio non hanno almeno una soffitta per ficcarceli?

Leggi il pdf dell'allegato alla delibera 106

Marcello Viaggio

 


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