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Roma

LA DIRETTA

RIFIUTI GALLEGGIANTI. La procura indaghera' sui rifiuti speciali e ospedalieri affiorati nell'area di Malagrotta dopo le forti piogge di questi giorni. All'attenzione degli inquirenti e' infatti arrivata una denuncia di un gruppo di cittadini della zona, accompagnati dal deputato del M5S, Stefano Vignaroli. I cittadini hanno avuto anche un incontro con il pm Alberto Galanti, titolare del procedimento che vede indagato agli arresti domiciliari il "re" di Malagrotta, Manlio Cerroni. Al pm sono state anche consegnate fotografie con sacche di sangue, siringhe e altri rifiuti ospedalieri che galleggiano sull'acqua. Nelle prossime ore il pm affidera' una delega di indagine ai Nas per svolgere ulteriori accertamenti.

ORTE-ROMA. Smottamento del terreno, treni rallentati. Circolazione ferroviaria rallentata dalle 10.20 fra Roma Tiburtina e Settebagni, sulla linea FL1 (Orte – Roma) per lo smottamento di un terreno adiacente la sede ferroviaria in prossimità della stazione di Fidene. I treni percorrono la linea Direttissima Roma – Firenze saltando le fermate di Roma Nomentana, Nuovo Salario e Fidene. Per garantire la mobilità nelle tre fermate è attivo un servizio sostitutivo con autobus fra Tiburtina e Settebagni. Lo comunica, in una notam Ferrovie dello Stato.

VIA DEL CORSO VERSO LA NORMALITA'. "Si è conclusa, intorno alle 5 del mattino, la riparazione della condotta che ha provocato una fuoriuscita d’acqua in via del Corso a Roma. L’intervento, che ha visto impegnate 4 squadre di pronto intervento di Acea dalla mattina di domenica, è stato particolarmente complesso, viste anche le avverse condizioni meteo, le particolarità del tessuto urbanistico e le diverse stratificazioni dell’asfalto del centro storico. E’ ora in corso di completamento la normale riapertura del flusso d’acqua". Lo comunica, in una nota, Acea.

CEDE UN PONTE. Via di Malagrotta chiusa al traffico a causa del cedimento di una giuntura del ponte di collegamento da Ponte Galeria all'ingresso della raffineria. Lo comunicano i vigili urbani su twitter.

 

Il cielo è nero e sino a giovedì non promette di cambiare colore mentre vomita acqua ad intermittenza. Tre giorni dopo il nubifragio la Capitale d'Italia è una città in ginocchio. Più che 150 millimetri d'acqua sembra che a Roma nord sia passato uno tsumani al contrario che ha risparmiato il centro e poi ha ripreso vigore in prossimità del litorale, verso il mare dove il Tevere non riesce a defluire.
Nella zona al di sotto del livello del mare, verso la foce del fiume, oggi è il giorno dell'Esercito, chiamato dal sindaco del Comune di Fiumicino piegato da migliaia di litri d'acqua e fango che hanno cancellato strade e coperto case. Scuole chiuse e idrovore in azione. E poi c'è il Prefetto di Roma che ha lanciato un “appello-invito”: “Se non è proprio necessario non venite a Roma”.
La fotografia di una città sotto bombardamento la danno le infrastrutture. E non sono il sistema delle fognature che si è piegato già all'alba di venerdì scorso: non c'è strada in città che non sia densa di insidiosi crateri colmi d'acqua. Buche e voragini profonde anche venti centimetri che sin sono aperte laddove la manutenzione “alla romana” ha portato a coprirle con la tecnica disperata dell'asfalto freddo: un po' di catrame, una rullata e, appena piove, la strana melassa solida torna allo stato di granelli e la strada è impraticabile.
Roma allagata, Roma bombardata. Il sindaco e la pletora di assessori demagoghi ci prova a far finta che sia stata una calamità naturale. Domenica persino la centralissima via del Corso si è allagata per la rottura di una tubatura, trasformando la strada della politica e dello shopping in una laguna fangosa. L'alter ego del sindaco Marino, l'assessore Cattoi, ha deciso di non decidere: scuole aperte e se proprio bisogna chiuderle dovranno deciderlo i capi d'istituto. Insomma, figli a scuola, traffico per andare e poi, se la scuola è inagibile, si torna indietro. Altro traffico e caos che si aggiungono a quello che il clima pazzo ha regalato. L'unica scuola ufficialmente chiusa è nel XIII Municipio, la materna Mastroianni. Qui siamo nella Valle Galeria e il rio omonimo ha superato gli argini da ben tre giorni.
Roma piegata. Se ne sono accorti i dipendenti dell'Ama di fronte al lago della Valle Galeria. Accanto a Malagrotta, madre di tutti gli inquinamenti, il piazzale dove vengono stoccati i rifiuti ospedalieri in attesa di essere inceneriti, ha visto galleggiare decine di migliaia di sacche i sangue svuotate, di siringhe che hanno già trafitto i corpi; garze e bende ancora intrise degli umori mefitici della malattia. Uno spettacolo da apocalisse della civiltà e dell'igiene. E vicino c'è la Raffineria di Roma che ha già sversato liquami neri maleodoranti. Ora l'intera area è sotto sequestro.
E poi il fiume. Anzi, i fiumi. Il Tevere ribolle e si riprende l'attenzione della città. Da sabato sera è stato vero show con migliaia di romani sui ponti per il più grande set fotografico della storia della città. Ponte “mollo” il vecchio ponte Milvio è una star degna di Cinecittà, seguito dall'Occhialone di Ponte Sisto. I romani sanno bene che se l'acqua supera il cerchio non c'è più speranza. E poi l'Isola Tiberina con l'ospedale protetto con i sacchi di sabbia. Il livello è sempre altissimo ma non sembra esserci pericolo che tracimi, cosa che invece ha fatto il torrente Aniene, superando gli argini di inizio secolo. Sembra una città in guerra, è Roma.
E poi c'è la politica. O meglio: non c'è più. Chi dovrebbe comandare, cioè decidere, mostra paura; chi incalza si affida alla satira che è sempre meglio che dire cose che nessuno vorrebbe sentire se ha perso casa per una pioggia tutto sommato non eccezionale. Di eccezionale c'è stata solo l'impreparazione di fronte ad un evento che ha scoperchiato la pentola: la Capitale è una città stuprata da decenni di mala gestione.

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