Nella sua spa al Coppedè le donne “stressate alla ricerca di momenti di serenità”, mentre giovanissimi e cinquantenni sono alla ricerca dell’abbronzatura e dell’eterna giovinezza”. E c’è anche la signora che prenota per il marito cerette e trattamenti. LA GALLERY
di Valentina Renzopaoli
La sua forza è racchiusa nelle sue mani, sotto i suoi polpastrelli lo stress si trasforma in energia positiva. Naturopata, estetista, fisioterapista, ortodermista, 49 anni e una lunga esperienza, Fabiola Casali è da circa un mese la neo presidente del settore Benessere della Cna di Roma. A poche decine di metri da piazza Mincio, centro del quartiere Coppedè, gestisce insieme alla socia Sonia Girgenti un piccolo angolo di paradiso terrestre, un profumato rifugio dalle angosce quotidiane dove disconnettere il cervello e pensare solo a sé.
Quanto è importante oggi la cura estetica?
“Faccio questo lavoro da quando avevo 26 anni: negli ultimi due decenni sono cambiate le persone ed è cambiato il modo di percepire la cura del corpo. Possiamo dire che oggi esistono due tipi di clientela: c’è chi entra in un centro estetico alla ricerca di un benessere esteriore, semplicemente per curare la propria immagine e chi invece è alla ricerca di un benessere psichico, di una coccola, chi vuole rilassarsi, spegnere il cervello e chiudere la porta al mondo esterno”.
Come è cambiato il modo di lavorare in questi anni?
“I centri estetici oggi si avvalgono sempre di più dei macchinari, che permettono di eseguire un numero maggiore di trattamenti ad un tempo ridotto, garantendo un più alto profitto. Il lavoro manuale è molto pesante: fare setto o otto massaggi al giorno da un’ora ciascuno è fisicamente sfiancante e necessita di una cura fisica e psicologica per ricaricare energia. La figura dell’estetista oggi è sempre più lontana da questa concezione”.
Cosa intende?
“Intendo dire che spesso si scambia la ricerca del benessere con la cura esteriore dell’immagine: oggi per esempio si è diffusa questa mania della cura eccessiva delle mani che è andata a conquistare un mercato più giovane ma che poco a che fare con la figura dell’estetista pura”.
Che tipo di trattamenti fate nel vostro centro?
“Nella nostra piccola Spa io e la mia socia, Sonia Girgenti, lavoriamo prevalentemente con le mani, quindi massaggi con prodotti naturali di nostra formulazione, che vengono prodotti in un laboratorio erboristico su esigenze personalizzate”.
Una volta entrare in un centro estetico era considerato un lusso, oggi?
“Lo è tuttora”.
La crisi si sente anche in questo settore?
“Meno che in altri, ma comunque si sente”.
Eppure c’è chi rinuncia ad una visita medica piuttosto che ad un trattamento estetico.
“E’ vero, può capitare, ma soprattutto si rinuncia ad vestito nuovo o ad un paio di scarpe nuove per potersi permettere un massaggio”.
Perché ha deciso di intraprendere questo percorso?
“Il mio sogno era quello di diventare fisioterapista ma, non avendo conoscenze adeguate, non sono riuscita ad accedere ai corsi a numero chiuso. Allora ho optato per la facoltà di psicologia ma dopo un anno ho deciso di iscrivermi ad un corso sperimentale parauniversitario di ortodermia: ho frequentato tre anni seguita da uno staff medico, mi sono diplomata con il massimo dei voti e nel frattempo ho iniziato il tirocinio per entrare nel mondo del lavoro. Dopo mi sono iscritta alla Scuola di Estetica e Massaggio Professionale Brunetti, una delle più qualificate di Roma, dove mi sono specializzata”.
Un lungo iter formativo?
“Direi di sì, niente a che vedere con la maggior parte delle scuole che oggi sfornano un numero altissimo di estetiste”.
Crede che oggi la media della preparazione sia inadeguata?
“Io credo di sì: nella maggior parte delle scuole per diventare estetista si trascura la preparazione medico-scientifica. I due anni di formazione più il terzo previsto per l’abilitazione sono insufficienti per avere una preparazione adeguata. La nostra è una figura di congiunzione tra il medico e lo psicologo: è necessario saper riconoscere una patologia. Le dico solo che molto spesso nelle commissioni d’esame di queste scuole non esiste la figura del tecnico esperto. L’età delle ragazze che frequentano questi corsi è sempre più bassa, molte giovani a quattordici anni lasciano la scuola per diventare estetista e a sedici hanno già l’abilitazione per aprire un proprio centro”.
Quando ha aperto il suo centro?
“Dopo aver lavorato per nove anni presso una palestra nella zona di Roma nord, ho lavorato altri cinque anni presso il negozio di una parrucchiera, poi otto anni fa ho deciso di aprire Vis Corporis, una struttura tutta mia insieme alla socia Sonia Girgenti”.
Il vostro centro è un piccolo angolo di paradiso nel cuore del quartiere Coppedè: com’ è la vostra clientela?
“Questo è un quartiere atipico formato soprattutto da libero professionisti con un tenore di vita medio-alto. Molti hanno ereditato una casa che vale una fortuna, ma che rappresenta anche un costo eccessivo per molte tasche”.
Cosa chiedono oggi le donne?
“Oggi le donne sono perlopiù esaurite per la vita frenetica, le esigenze professionali, l’impegno dei figli, le separazioni sono aumentate e molte vivono da sole. Quello che cercano è soprattutto un supporto psicologico”.
Insomma voi siete delle confidenti?
“Esatto: si sentono libere di aprirsi e confidare i loro problemi, i loro segreti, anche quelli più intimi. Sanno che quando sono sul nostro lettino sono fuori dal loro mondo, in un luogo neutrale, lontane dalla loro vita quotidiana e dalle loro angosce.
E gli uomini?
“Sono sempre più numerosi, ragazzi giovani ma anche cinquantenni che vogliono mantenersi giovani e sono perennemente abbronzati. Posso dire tranquillamente che mediamente gli uomini sono molto più vanitosi delle donne”.
Quali trattamenti richiedono?
“Va molto di moda l’epilazione, ma anche la pulizia del viso, la pedicure e naturalmente la massaggistica. Ma bisogna stare sempre all’erta”.
In che senso?
“Possono capitare episodi spiacevoli: molti uomini quando leggono “massaggi” pensano che possono approfittarsene. A quel punto sei costretta a sbatterli fuori”.
Alle donne piace l’uomo depilato e curato?
“A molte piace l’uomo imbellettato. Ci sono signore che vengono a prenotare cerette e trattamenti per i loro partner”.
Da circa un mese lei è la presidente del settore Benessere della Cna Roma: che peso ha questo settore all’interno dell’associazione?
“Il settore dell’estetica conta almeno quattrocento soci, io rappresento sia le estetiste che i parrucchieri”.
Quali sono i vostri obiettivi?
“Il primo è la lotta all’abusivismo, un fenomeno in crescita. Con la crisi che mette in difficoltà le piccole attività, sono in molti a chiudere i centri per lavorare a casa, ovviamente in nero. E poi c’è la questione della regolamentazione dell’uso dei macchinari, che va adeguata alle leggi europee”.


