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Roma
Mafia Capitale 2, vacilla il Comune di Roma Manette a Gramazio, Caprari, Coratti, Pedetti...

Mafia Capitale, il secondo atto della maxinchiesta sugli appalti per l'emergenza accoglienza, decapita mezzo Consiglio Comunale di Roma e una serie di funzionari, anche della Regione Lazio. L'operazione del Ros dei Carabinieri ha avuto inizio all'alba. L'accusa è di associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori e altri reati. Le misure cautelari sono state sollecitate al gip dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma.

GLI ARRESTI. C'è anche Luca Gramazio tra i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare che i carabinieri del Ros stanno eseguendo da nell'ambito del secondo filone di indagine denominato 'Mafia Capitale'. Figlio del senatore di An Domenico, Luca Gramazio si era dimesso lo scorso dicembre da capogruppo di Forza Italia al consiglio regionale del Lazio quando risultò indagato a piede libero.

Oltre a Gramazio, vanno in carcere Massimo Caprari (Centro democratico), Mirko Coratti, Pd, ex presidente del consiglio comunale, Daniele Ozzimo, ex assessore alla casa e consigliere comunale del Pd, Pierpaolo Pedetti, consigliere Pd e presidente della commissione Patrimonio e politiche abitative Ai domiciliari, Giordano Tredicine, vicepresidente del consiglio comunale e vicecoordinatore di Forza Italia per il Lazio, l'ex minisindaco di Ostia Andrea Tassone, ma anche l'ex presidente della Legacoop Lazio Stefano Venditti e il commercialista Stefano Bravo.

Le indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia della Capitale, hanno consentito di documentare la partecipazione di Gramazio "all'associazione mafiosa, in qualità di esponente della parte politica che interagiva, secondo uno schema tripartito, con la componente imprenditoriale e quella propriamente criminale". Secondo il Ros, Gramazio "dapprima nella carica di capogruppo Pdl al consiglio di Roma Capitale ed in seguito quale capogruppo Pdl (poi Fi) presso il Consiglio regionale del Lazio, sfruttando la propria appartenenza ai suddetti organi amministrativi e la conseguente capacità di influenza nell'ambiente istituzionale, poneva in essere condotte strumentali al conseguimento degli scopi del sodalizio".

L'ORDINANZA SU GRAMAZIO. Scrive la dottoressa Flavia Costantini: “Gramazio mette al servizio dell’organizzazione le sue qualità istituzionali, svolge una funzione di collegamento tra l’organizzazione la politica e le istituzioni, elabora, insieme a Testa, Buzzi e Carminati, le strategie di penetrazione della Pubblica Amministrazione, interviene, direttamente e indirettamente nei diversi settori della Pubblica Amministrazione di interesse dell’associazione”.

IL FILONE REGIONE LAZIO. provvedimenti di custodia cautelare, firmati dal gip su richiesta della Dda della procura di Roma, hanno riguardato, tra gli altri, Angelo Scozzafava, ex assessore comunale alle politiche sociali, il dirigente della Regione Lazio Daniele Magrini nella veste di responsabile del Dipartimento Politiche Sociali, e poi Mario Cola, dipendente del Dipartimento Patrimonio del Campidoglio, e Franco Figurelli che lavorava presso la segreteria di Coratti. Arresti domiciliari per il costruttore Daniele Pulcini.

AL CENTRO LUCA ODEVAINE. Le indagini dei carabinieri del Ros sul 'Mondo di Mezzo' hanno "permesso di documentare come Luca Odevaine (nella veste di appartenente al Tavolo di Coordinamento Nazionale sull'accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale, ndr) fosse in grado di garantire consistenti benefici economici ad un 'cartello d'imprese' interessate alla gestione dei centri di accoglienza, determinando l'esclusione di imprese concorrenti dall'aggiudicazione dei relativi appalti". Secondo gli investigatori, "gli ulteriori approfondimenti in direzione di Odevaine, i cui contatti con Salvatore Buzzi (gia' presidente della cooperativa '29 giugno', ndr) erano emersi in relazione al coinvolgimento delle relative imprese nella gestione dell'emergenza immigrati, hanno confermato l'articolato meccanismo corruttivo facente capo allo stesso Odevaine che, per il ruolo svolto, e' risultato in grado di ritagliarsi aree di influenza crescenti nello specifico settore". Quanto allo stesso Buzzi, le indagini hanno poi ulteriormente confermato "la centralita'" della sua figura, riferimento di una rete di cooperative sociali che si sono assicurate, nel tempo, mediante pratiche corruttive e rapporti collusivi, numerosi appalti e finanziamenti della Regione Lazio, del Comune di Roma e delle aziende municipalizzate".

I NUMERI DELL'ORDINANZA. Carcere per 19 indagati, arresti domiciliari per altri 25, no a misure cautelari per quattro indagati. Questi i numeri che emergono dal provvedimento cautelare del gip Flavia Costantini nell’ambito della seconda tranche dell'inchiesta denominata Mafia Capitale. Nello specifico il giudice ha bocciato la richiesta della procura di arrestare Luca Odevaine (già in carcere a Torino da sei mesi) Giovanni Fiscon, ex dg di Ama (attualmente agli arresti domiciliari a Roma) Fabrizio Amore e Gabriella Errico, rappresentante della cooperativa Il Sorriso.

 

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