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Roma
Mafia Capitale, la giostra dei legali. La difesa in "assetto da guerra"

di Valentina Renzopaoli

Un esercito di quasi sessanta avvocati: penalisti stranoti, giuristi ed esperti di diritto, veri e propri vip del Foro, ma anche le nuove promettenti leve dell'avvocatura romana. A partire dal difensore “in rosa” del principale imputato, il boss Massimo Carminati: accanto al papà Giosuè Bruno Naso, ci sarà la trentottenne Ippolita. Sarà un collegio “stellato” quello che siederà sui banchi della difesa di Mafia Capitale e che tenterà di smontare l'impianto accusatorio dei tre pm Paolo Ielo, Giuseppe Cascini e Luca Tescaroli. Gli staff al completo dei numerosi studi legali impegnati sono attesi alla prima udienza in aula Vittorio Occorsio, giovedì 5 novembre.
Gli imputati del giudizio immediato alla sbarra del maxi processo saranno 46: degli iniziali 59, infatti, nove hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato, altri quattro hanno chiesto il patteggiamento.
Nella classica dei legali con il più alto numero di assistiti, in pole position figura il romano Gianluca Tognozzi: classe 1967, difenderà l'ex funzionario di Eur Spa Carlo Pucci (insieme all'avvocato di Latina Domenico Oropallo), gli imprenditori Daniele Pulcini e Agostino Gaglianone, il collaboratore di Buzzi Claudio Caldarelli, Giovanni De Carlo e l'ex consigliere comunale Giordano Tredicine. Doppia difesa per l'esponente di Forza Italia: oltre a Tognozzi infatti, si scomoderà persino il “re” del Foro Franco Coppi.
Noto alle cronache anche per essere stato l'avvocato dell'immobiliarista romano Danilo Coppola, Gianluca Tognozzi in questo momento è impegnato anche su una altro fronte giudiziario, quello che vede coinvolto Mauro Balini, il presidente del porto di Ostia arrestato lo scorso 29 luglio con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale e riciclaggio, poi scarcerato ad agosto.
A sostenere la difesa del “signore” delle cooperative Salvatore Buzzi, secondo la procura il braccio destro di Massimo Carminati, sarà impegnato l'avvocato Alessandro Diddi. Difensore di punta anche del processo per la gestione dei rifiuti di Roma e del Lazio, noto come “processo Cerroni”, il penalista, oltre a Buzzi, difenderà anche i suoi collaboratori Emanuela Bugitti, Paolo Di Ninno e la sua compagna Alessandra Garrone. Avvocato anche di Giampaolo Tarantini, di Francesco Bellavista Caltagirone e di Francesco Rutelli, è stato lui a gettare le basi dell'impianto legale dell'inchiesta “Why Not”, una delle più note degli ultimi anni che si è conclusa con il ritiro dalla carriera di magistrato di Luigi De Magistris.
Quattro sono gli assistiti anche per il napoletano di nascita Filippo Dinacci: l'avvocato che ha difeso l'ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso e l'ex premier Silvio Berlusconi nel processo Ruby. Mafia Capitale lo vedrà indossare la toga per difendere l'ex presidente del Consiglio comunale di Roma Mirko Coratti, l'ex presidente del X municipio Andrea Tassone, e gli imprenditori Cristiano Guarnera e Giuseppe Letto.
Impegno da notti insonni anche per il romanissimo Luca Petrucci, nome parecchio noto a Roma anche per aver prestato in passato la sua esperienza per ruoli istituzionali. Ex presidente dell'Ater, Petrucci ha seguito l'ex presidente della Regione Piero Marrazzo nelle sue burrascose vicende giudiziarie. Ora sarà lui a dover gestire la posizione dell'ex vice capo di gabinetto di Walter Veltroni e membro del Tavolo di coordinamento nazionale sull'immigrazione, Luca Odevaine. Insieme a Buzzi è l'indagato che finora ha parlato di più: i verbali dei suoi interrogatori sono stati secretati.
Accanto all'ex amministratore delegato di Ama, Giovanni Fiscon ci sarà l'avvocato Salvatore Sciullo, già legale della figlia del boss di Ostia Carmine Fascini, Sabrina. Oltre che di Gianfranco Lande e dell'ex capo del personale di Ama Luciano Cedrone coinvolto nello scandalo di Parentopoli. Per Fiscon, l'avvocato Sciullo aveva chiesto il giudizio abbreviato condizionato all'audizione di ventisei testimoni: richiesta negata dal giudice che ha fatto nuovamente confluire la posizione del manager nella lista dell'immediato.

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