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Roma
Nella sede dell'Inail c'è l'amianto. Sicurezza sul lavoro, risponde l'Istituto

di Valentina Renzopaoli

Sicurezza sul lavoro: la maglia nera va all'Inail. Proprio negli uffici dell'ente pubblico deputato ad accertare le avvenute esposizioni all'amianto è stato trovato il materiale killer.Nell'Italia delle follie avviene anche questo: che il mega complesso di via Roberto Ferruzzi e di via Stefano Gradi, in zona Laurentina, non sia mai stato bonificato dalla presenza di materiale cancerogeno.
La conferma alla notizia choc arriva da un'informativa della stessa Inail del 7 aprile 2014, con cui l'azienda mette al corrente i dipendenti che “nel corso del mese di marzo sono stati individuati materiali contenenti amianto a isolamento del dismesso impianto di areazione”. Una confessione paradossale, se si pensa che in quel palazzone ci sono le sedi degli uffici che si occupano della consulenza tecnica per l'accertamento dei rischi professionali.
Secondo il documento, di cui è entrato in possesso l'Osservatorio Nazionale Amianto, i pezzi di amianto sono stati individuati sicuramente al primo e al terzo piano dell'edificio di via Ferruzzi, all'impianto di aerazione dismesso, al di sopra dei controsoffitti e in corrispondenza dei cavedi e vani tecnici che collegano i vari piani”. Ma “si ritiene che, presumibilmente, gli stessi materiali siano presenti nell'intero complesso” si legge ancora. Per per averne la certezza bisognerà completare un dettagliato censimento di tutte le aree.
Il monitoraggio finora effettuato è bastato comunque per accendere la miccia: per primo si è mosso Claudio Vernale dell'Ugl Intesa Funzione Pubblica che, sostenuto dall'Osservatorio Nazionale Amianto, ha spedito una diffida al Presidente dell’INAIL e ai vertici aziendali affinché si provveda all’immediata rimozione dei materiali incriminati oltre che ad istituire la sorveglianza sanitaria per i dipendenti INAIL esposti alla fibra killer.

LEGGI IL DCUMENTO

La replica dell'Inail:

"L’INAIL per salvaguardare la salute dei lavoratori dispone, secondo la normativa vigente, controlli di monitoraggio dell’aria con cadenza semestrale. Allo stato attuale il dato complessivo è di zero fibre aerodisperse sui totali 45 prelievi di aria finora effettuati.
Si può quindi affermare che i MCA presenti negli stabili non stanno contaminando gli ambienti di lavoro e che non vi è esposizione dei lavoratori alle fibre di amianto come confermato dal monitoraggio continuo e diffuso eseguito dagli specialisti che lavorano all’interno della Struttura Inail attraverso un laboratorio qualificato per l’analisi dell’aria. La mera presenza di MCA non comporta automaticamente un rischio per la salute in quanto lo stesso è legato alla possibilità che si liberino delle fibre nell’aria e che queste vengano successivamente inalate.
E’ comunque attualmente in corso la ristrutturazione edilizia dell’intero terzo piano dello stabile di via Ferruzzi che ha comportato la bonifica dei MCA ivi presenti avallata dai competenti funzionari ASL intervenuti per la verifica della regolarità delle operazioni effettuate; l’Istituto ha inoltre programmato l’estensione degli interventi di bonifica ad altre porzioni del medesimo complesso immobiliare, anche se nelle condizioni rilevate la normativa non dispone tale obbligo".

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