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Roma
Scandali, debiti e vocazione: in nove per salvare Sabaudia

di Silvia Brigida

Una perla sospesa tra il mare e le colline, in eterna lotta col Parco Nazionale del Circeo e con la testa persa nella scelta tra agricoltura, turismo e cemento. Quattordici liste per nove candidati a sindaco. Tra i 12 Comuni laziali con più di 15mila abitanti per le amministrative comunali del prossimo 26 e 27 maggio, il record nel numero dei candidati va sicuramente a Sabaudia, dove sono addirittura in 9 a contendersi lo scranno più alto.
Sabaudia torna alle urne per il rinnovo del Consiglio comunale in anticipo e con non pochi problemi da risolvere, a partire dal buco finanziario nelle casse del Comune e lasciandosi alle spalle un’amministrazione che non ha dato certo il meglio di se. Tra scandali giudiziari che hanno coinvolto molti consiglieri e litigi interni alla stessa dirigenza, non ci pensa due volte l’ex sindaco Maurizio Lucci a ripresentarsi, sostenuto da Fratelli d’Italia e dalla lista civica Lucci Sindaco, in sfida con il suo ex vice Giovanni Secci che vanta l’appoggio non solo del PDL e del La Destra, ma è anche lui munito di ben due civiche, Moderati per Sabaudia e Noi per Sabaudia.

Insomma, nel comune pontino si riparte da zero e per fare piazza pulita, anche in vista della stagione estiva, si candidano volti già noti, come quello del consigliere uscente Rosa Di Maio che, però, corre da sola, sostenuta dal suo neonato movimento La Sveglia, e altri meno noti
Si ripropone Rifondazione Comunista che candida il segretario del circolo cittadino Stefano Menin ma tra i partiti politici il grande assente è il PD, al suo posto tante liste civiche, associazioni di cittadini, movimenti nati ad hoc, in occasione del voto: il generale Vito di Ventura sostenuto da due formazioni, la Lista Civica per Sabaudia e l’Altra Sabaudia, l’ex Dca Antonio Ciriello, il primo a dichiarare la sua discesa in campo per il gruppo di Sabaudia Futura, Moreno Calabrese con la sua Sabaudia in Movimento, Cittadini al Lavoro guidata dall’avvocato Giada Gervasi e il commercialista Roberto Bordignon che per Viva Sabaudia Viva ha deciso di tornare a fare politica dopo 6 anni di assenza. Alla fine dei conti, sembra che a scendere in campo sia tutta Sabaudia, una vera e propria corsa in massa verso il Palazzo e con un’unica parola d’ordine: cambiamento.
“Rilancio del turismo e dell’agricoltura” sulla bocca di tutti i candidati, il motore dell’economia di Sabaudia ma entrambi i settori schiacciati negli ultimi anni dalla speculazione commerciale, l’abusivismo edilizio e lo sfruttamento del territorio. Perché la città delle dune, che sorge nel cuore del Parco Nazionale del Circeo, era considerata un tempo la “perla del Tirreno”, amata dai turisti romani e meta prediletta dei vip che ne hanno anche fatto la loro residenza estiva, ma oggi quell’immagine si è appannata e rischia di offuscarsi sempre di più.
Per recuperare sono tante le idee in campo, iniziando dalla disoccupazione giovanile per cui l’ex consigliere di Fli Antonio Ciriello parla di un “patto sul lavoro tra Cittadini e Amministrazione”, che prevede la costituzione di tante piccole cooperative a cui verranno affidati determinati servizi (pulizia degli arenili, delle dune e delle aree di sosta sul lungomare, aree attrezzate e parcheggi) e della necessità di trovare finanziamenti per le case popolari e rispondere così all’emergenza casa che a Sabaudia esiste nonostante “si continui a costruire decine e decine di appartamenti invenduti”.

Ma nella città balneare dell’Agro Pontino non si può parlare di turismo senza nominare l’Ente Parco Nazionale del Circeo, con cui da sempre il Comune ha un rapporto difficile, per problemi di gestione e competenze, un muro contro muro che va superato. Magari creando, come propone l’ex primo cittadino Maurizio Lucci “quel marchio di cui si parla da tempo, il marchio Sabaudia e Parco del Circeo, a certificare i prodotti ortofrutticoli del territorio sui mercati italiani ed europei”, perché, come ricorda Lucci, l’agricoltura “è l’attività del territorio per eccellenza come qualità e fatturato e per questo vanno attivate tutte le procedure possibili per rendere più agevole l’iter burocratico per le aziende del settore, unico vero limite”. E che l’agricoltura sia il bene primario di questa terra non ne ha dubbi l’ex presidente del Consiglio Comunale dei Giovani Moreno Calabrese che parla anche lui di “promozione dei prodotti locali, incentivi al commercio, sia tramite mercati ad-hoc che nei supermarket già presenti e creazione di un marchio di qualità del territorio”. L’ex comandante dell'Artiglieria Contraerei, Vito Di Ventura, è convinto che “Amministrazione comunale, Parco e proprietà del Lago, questa triade deve lavorare insieme per trovare soluzioni al turismo e all’agricoltura”.
Ma per risolvere i problemi di Sabaudia bisogna tornare al punto di partenza, il risanamento delle casse comunali e i candidati lo sanno bene: “Noi la ricetta ce l'abbiamo” dice sicuro Di Ventura “Cominceremo con l’eliminare le esose consulenze esterne, gli appalti e sub-appalti e i sub-sub-appalti”. E con l’intento di gettarsi alle spalle attriti e polemiche, l’ex consigliere dei Popolari Liberali Rosa Di Maio vuole “partire proprio dall’ordinamento della macchina comunale, al fine di eliminare sprechi, disservizi e tempi morti”. Mentre per il turismo, il sociale e l’agricoltura avviare “un tavolo di confronto con le categorie, una consuetudine da tenersi almeno due volte l’anno, per stabilire le priorità e adottare gli opportuni provvedimenti, sfruttando finanziamenti ed agevolazioni previsti da Regione e Comunità europea”.
Anche la cittadina candidata Giada Gervasi sa chiaramente come risanare le finanze: “Detrazione del 50% dello stipendio dei candidati eletti e taglio dei costi del comune, dalle auto blu ai contratti telefonici” e poi “interventi immediati per creare posti di lavoro, potenziamento dei luoghi di aggregazione per i giovani e miglioramento dei parcheggi e della viabilità sul litorale”.
“Il rilancio del turismo e dell’agricoltura, l’occupazione giovanile, il risanamento del bilancio e il riordino del territorio” sono, naturalmente, anche in testa al programma del revisore dei conti Roberto Bordignon che, però, aggiunge “la diminuzione della pressione tributaria sulle famiglie con l’eliminazione dell’IMU sulla prima casa e la riduzione dell’abbonamento annuale dei parcheggi per i residenti”.
Si può parlare di “un turismo tutto l’anno costruito insieme al Parco, alle associazioni di categoria e ai cittadini” ma per Stefano Menin, ex guida naturalistica del Parco e coltivatore agricolo diretto dell’azienda di famiglia, prima di tutto bisogna creare “nuovo lavoro, anche attraverso i fondi europei, una ristrutturazione dell’esistente edilizio e nuove costruzioni a residenza popolare” senza dimenticare “la riqualificazione del lungomare, la revisione dei parcheggi e della mobilità e la creazione di mercati contadini per una vendita diretta nelle aziende agricole”.
Giovanni Secci, alle spalle 10 anni di esperienza amministrativa, è convinto che sia arrivato il momento di parlare di “progetti concreti e fattibili anche con il contributo di privati, vicini alle esigenze dei cittadini, che partono da una corretta e trasparente gestione delle risorse dell’Ente” e che si sviluppano attraverso la creazione, tra le altre cose, “di uno sportello lavoro, di un ufficio agricoltura, di azioni mirate a favorire l’autoimprenditorialità, la sicurezza e il potenziamento degli impianti sportivi"
Tutti i candidati possono comunque tirare un sospiro di sollievo per un problema in meno da affrontare, perché l’unico cinema di Sabaudia, l’Augustus, dopo un mese di chiusura forzata, vittima dei costi della digitalizzazione e della crisi economica più in generale, ha riaperto i battenti grazie all’intervento del MiBac e dell’associazione di categoria, ANEC Lazio.

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