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Roma
"Sindaco, riparti dai Municipi" La città alza la voce: ora i fatti

di Claudio Roma

Il suo incubo è il declino e l'abbruttimento della città, in stallo ormai da 7 mesi. E se parla vuol dire che il vaso è colmo ed è bene che il Campidoglio apra le orecchie. A parlare non è la politica ma la “base della politica”, quella che vive ogni giorno a contatto stretto con la realtà e che mal digerisce i sette punti di consenso che Ignazio Marino ha perso in pochi mesi di governo.
Lo chiamano il presidente della “prima linea”. Sempre attivo, sempre presente nel suo piccolo “feudo” dove è vero che c'è la Garbatella dei “nuveau riche” e l'Appia Antica ma anche le case popolari e un'emergenza sociale da periferia ma a due passi dal centro. Andrea Catarci, 44 anni, vero “rifondarolo” confluito in Sel, presidente del Municipio Roma VIII (ex Roma XI) dal 2006 è stato uno degli attori del risultato elettorale che ha portato Ignazio Marino alla guida del Campidoglio. Lui che col 70 per cento dei consensi si è confermato “presidentino”, dopo sette mesi sceglie affaritaliani.it per un bilancio politico del lavoro della nuova sinistra romana. E non fa sconti
Presidente, partiamo dal cosiddetto decoro. Roma è sempre più sporca e il bilancio 2014 ancora non c’è, Marino e il centro sinistra hanno già fallito?
“Roma è in grande difficoltà tra rifiuti in eccesso, bilanci in deficit e aziende pubbliche dissestate ed inefficienti. Ogni giorno si incontrano tante persone che hanno bisogno di essere aiutate con risposte concrete su reddito, lavoro e casa, non sono più rimandabili interventi per rendere sicure le scuole, sistemare le strade, curare le aree verdi, migliorare gli standard di pulizia, assicurare una mobilità decente, aumentare i presidi culturali, allargare la sfera dei diritti civili. Finché non si riesce a ottenere risultati significativi su questi aspetti dell’esistenza non si può essere soddisfatti. Sono sfide da vincere e impegni da mantenere ad ogni costo per invertire la tendenza al declino ed all'abbruttimento”.
Come sono andati questi primi sei mesi di governo del Municipio Roma VIII?
“Il 2013 è stato un anno intenso, condito di soddisfazioni pur nelle immancabili difficoltà e contraddizioni. In ordine sparso, tornano in mente la ripresa della lotta all’abusivismo edilizio sull’Appia Antica, la realizzazione di altre riqualificazioni urbane attraverso opere di Street Art, lo sviluppo degli Orti Urbani presenti sul territorio, l’adesione alla Rete Re.A.DY contro le discriminazioni per orientamento sessuale, l’azione di contrasto all’edificazione di Piazza dei Navigatori e quella per la cancellazione del PUP Da Vinci, la ricostruzione in tempi record del Liceo Socrate, la difesa e il rilancio dell’Ospedale CTO attraverso la convenzione siglata tra INAIL e Regione Lazio”.
Detta così sembra tutto perfetto o quasi, un quadro idilliaco dove non c'è problema che non sia avviato a soluzione.
“No, assolutamente. Non da meno tra i ricordi si affacciano le delusioni, due su tutte. Primo, l'intervento della Magistratura che ha bloccato uno dei cantieri appena aperti nella Tenuta di Tormarancia, invalidando parte degli sforzi compiuti per avviare la realizzazione dell'area verde più grande di Roma. Secondo, gli incendi distruttivi che si sono abbattuti sul nostro territorio ed in particolare quelli che hanno demolito il centro sociale La Strada. Anche le negatività, come gli aspetti positivi, sono terreno di lavoro per il prossimo futuro. Ma aldilà delle singole questioni territoriali un po’ di irrequietezza c’è ed è legata all’andamento complessivo della città”.
Tradotto, se non cambia passo il Campidoglio è difficile far miracoli. Giusto?
“Per cambiare passo serve un lavoro di squadra tra Roma Capitale e i Municipi, nonché con la Regione Lazio ed il governo nazionale, che non può continuare ad ignorare i pesi sostenuti dalla Capitale della Repubblica. La Giunta Marino ha di fronte problematiche irrisolte ed ignorate da tempo e ‘novità’ portate dalla crisi infinita, povertà, disoccupazione e ansia sociale, quella che da voglia di cambiamento diventa disincanto e ostacolo alla trasformazione stessa. Bisogna fare in fretta a cambiare tutto, senza limitarsi ad avvicendare qualche dirigente e qualche CdA. Serve una rivoluzione più sostanziale, che in parte si fa scommettendo sul ‘federalismo municipale’, oltre che sulla nascente Città metropolitana. Responsabilizziamo i Municipi decentrando i rapporti operativi con la Polizia Locale e con Ama, Atac ed Acea, incarichiamoli di concordare preventivamente degli standard qualitativamente accettabili, di esercitare il controllo successivo, di adire a risarcimenti danni per la collettività, di promuovere la partecipazione diffusa a tali processi. Chiediamo ad essi di coniugare la rigenerazione urbana con la necessità di case e scuole. Affidiamo ad essi le entrate dei piani urbanistici per assicurare le necessarie opere pubbliche. Decentriamo la gestione della pubblicità, promuovendo regole, trasparenza ed innovazione tecnologica. Insomma, mettiamoli alla prova questi Municipi. Se falliscono sono per scioglierli o riportarli al ruolo di delegazioni, ma prima proviamoci”.

ignazio marino 3
 

Ma se proprio lei ha denunciato come i Municipi siano stati esclusi persino dalla discussione per selezionare i Comandanti territoriali di Polizia Locale, si va in direzione opposta, si accentra ancora.
“E’ stato un brutto segnale, nel merito significa aumentare la separatezza della Polizia Locale dai relativi Municipi, nel metodo prevalgono arroganza, supponenza e scarso rispetto. C’è stato al contrario qualche elemento positivo, come la scelta di includere nelle sedute di Giunta comunale un rappresentante degli Enti municipali. Adesso non è più il tempo dei tentennamenti e va valorizzati i Municipi come organi di governo locale a tutto tondo. Essi sono anche un’àncora di salvezza per il Campidoglio, una modalità differente di confronto con tante questioni complicate”.
E' evidente che alla Giunta Marino è mancato, cosa serve per il prossimo futuro?
“Sono mancate azioni conseguenti all’idea di città che si è proposta in maniera chiara, con al centro cura e valorizzazione del territorio e dei Beni culturali, senso di appartenenza ad una Comunità cittadina solidale ed inclusiva, sostegno al reddito, al lavoro e all’impresa, Green Economy, riconversione economica del terziario povero e delle componenti industriali, centralità della Cultura e dei diritti civili, priorità della questione abitativa. Alcuni spunti interessanti ci sono stati, come sui Fori, ma urge passare dall’enunciazione e dal piano simbolico-evocativo alla traduzione materiale, ai fatti. Nel Municipio Roma VIII sintetizziamo i nostri principi guida in cinque C, Concretezza, Creatività, Coraggio, Collaborazione, Condivisione. Penso vadano bene pure per la città intera: concretezza nella pratica degli obiettivi, come si è fatto per l’ospedale Cto; creatività nell’elaborare risposte inusuali, come fatto con le riqualificazioni urbane a mezzo di Street Art e Orti urbani; coraggio nell’azione politico-amministrativa, senza soggezioni verso nessun gruppo di interesse, come fatto sull’Appia Antica e a Piazza dei Navigatori;collaborazione di cittadini ed istituzioni per rendere possibili anche i miracoli, come fatto nella vicenda del Liceo Socrate; condivisione con la cittadinanza delle scelte strategiche e di quelle minute, sull’uso delle risorse e sui tratti essenziali dei servizi pubblici in primis. Perché cambiare Roma si può”.

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