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Roma
The king Cracco "scivola" sull'Amatriciana. "L'aglio in camicia" scatena la bufera

Andrà bene per le patatine e per la tv, ma quando si tratta di cucina tradizionale e di storia della gastronomia italiana, il "master" chef Carlo Cracco, signore e padrone dei fornelli catodici scivola clamorosamente e si becca la "prima gastro-smentita" della storia.
Peggio di lui fece solo una coppia di Americani che, agli albori di internet, raccontando un viaggio nel Belpaese misero l'aglio nella ricetta pubblicata. E il Comune di Amatrice, all'epoca non ancora in rete, inviò una protesta formale all'Ambasciata americana a Roma, chiedendo la rimozione di quei contenuti "eretici".
Cracco fa di più: davanti alle telecamere di Maria De Filippi, invece dell'aglio ci mette un segretissimo "aglio in camicia", una specie di espediente da stellati per attanuare il sapore e l'odore più odiato dalle donne e presenta il piatto come l'Amatriciana dei segreti. Apriti cielo. Dopo l'imbastardimento degli amatriciani immigrati a Roma e divenuti ristoratori e che di aglio e cipolla ne hanno aggiunti a iosa in onore dei turisti e dopo che l'originale "gricia" era stata trasformata con l'avvento del pomodoro, il Comune di Amatrice ha spedito sulla pagina di Fb una "nota ufficiale" con la quale definisce delicatamente "lapsus" lo slittamento di Cracco sull'algio della discordia.
Toni ufficiali di "sconcerto" per "quanto accaduto sabato sera nella trasmissione “C’è posta per te” di Canale 5 con ospite il celebre chef Carlo Cracco, il quale ha affermato che nella ricetta dell’Amatriciana ci va anche “l’aglio in camicia” (!?), da lui ritenuto un suo segreto".
E per chi ha poca memoria e confonde ricette con chimica e cucina con patatine, il Comune ha riproposto quell'orgoglio che ha trasformato il piatto dei pastori nella ricetta più famosa del mondo: "Ricordiamo che gli unici ingredienti che compongono la vera amatriciana sono guanciale, pecorino, vino bianco, pomodoro San Marzano, pepe e peperoncino. A rafforzare ancor di più l'autenticità della ricetta, rammentiamo l’istituzione del marchio DE.CO, che proprio qualche settimana fa ha visto fiorire i primi prodotti a Denominazione Comunale, tra i quali il guanciale Amatriciano ed il pecorino di Amatrice. Siamo sicuri che da parte del celebre chef sia stato un "lapsus", vista la sua storia professionale ed anche la sua capacità di stare al gioco, pubblicizzando una nota marca di patatine. Ribadendo che siamo certi della buona fede del noto chef, siamo convinti che lo stesso abbia comunque piena libertà di inserire “l’aglio in camicia” nel sugo da lui preparato, e siamo ancora più convinti che tale sugo potrà anche essere buono, ma non lo si può chiamare Amatriciana".

comune amatrice fb
 

E se Cracco tra i tanti impegni avrà tempo per un ripassino, "Il Comune di Amatrice sarà ben lieto di ospitarlo nei luoghi dove ha avuto origine il "primo" piatto più famoso al mondo".
Così fu scritto sulla "pietra di facebook". E per favore nessuno confonda più l'amatriciana originale con le stelle di masterchef. Se c'è l'aglio, lo scalogno, il porro o altri della famiglia si chiama in altro modo. E la rete di divide tra "fondamentalisti" e "innovatori".

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