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Roma

C'è chi sale su un aereo e gira il mondo alla scoperta delle bellezze uniche del pianeta e magari non sa che uno dei 10 giardini più belli del mondo è a pochi passi da Roma. Già, perché il giardino di Ninfa, città morta alle pendici dei Monti Lepini e a due passi da Latina e dal mare, di premi ne ha vinti molti.
L'ultimo in ordine di tempo glielo ha ha attribuito il quotidiano inglese The Telegraph che ha pubblicato una lista con i dieci giardini più belli del mondo da dover visitare,  secondo Rory Stuart, autore specializzato in libri di giardinaggio e ambiente.
La perla del territorio pontino se la batte con l'Alambra spagnola, l'Hidecate inglese, l'americana Lotiusland e il cinese Wang Shi Yan mentre in Italia ha come termine di paragone la celeberrima Villa Lante in provincia di Viterbo.
Per chi non conoscesse ancora la storia e la suggestione che esercita il guardino di Ninfa, ecco un po' di storia estratta dal sito internet della fondazione Caetani.

Il giardino di Ninfa è stato dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000 al fine di tutelare il giardino storico di fama internazionale, l’habitat costituito dal fiume Ninfa, lo specchio lacustre da esso formato e le aree circostanti che costituiscono la naturale cornice protettiva dell’intero complesso.
L’istituzione del Monumento Naturale è l’ultimo tassello di un percorso che ha avuto inizio in epoca romana quando, nei pressi dell'attuale giardino, fu costruito un tempio dedicato alle divinità delle acque sorgive, le Ninfe Naiadi, da cui l’omonimo fiume Ninfa.
A partire dal VIII-IX secolo, quest’area aveva assunto un ruolo strategico per la presenza della Via Pedemontana: trovandosi ai piedi dei Monti Lepini, era l’unico collegamento alle porte di Roma che conduceva al sud della penisola quando la Via Appia era ricoperta dalle paludi. Per questo motivo il territorio di Ninfa, ricco d’acqua e non distante da mare, fu l’obiettivo sia di molte famiglie baronali romane sia della Chiesa.
La storia di questo luogo iniziò nel VIII secolo quando l’Imperatore Costantino V Copronimo concesse a Papa Zaccaria questo fertile territorio, chiamato Marittima, che al tempo contava solo pochi abitanti.
Dopo l'XI secolo Ninfa assunse il ruolo di città e fra le varie famiglie che la governarono ricordiamo i Conti Tuscolo, legati alla Roma pontificia, e i Frangipani, sotto i quali fiorì l’architettura cittadina e crebbe la considerazione economica e politica di Ninfa, tanto che nel 1159 vi fu incoronato il pontefice Alessandro III. Il futuro papa, Cardinale Rolando Bandinelli, fuggendo dall’Imperatore Federico Barbarossa trovò rifugio a Ninfa dove fu eletto nella Chiesa di Santa Maria Maggiore. Per vendetta l’Imperatore saccheggiò la città con il suo esercito.
Nei secoli Ninfa subì altre razzie e saccheggi a causa di controversie legate alle famiglie baronali che volevano ottenerla.
Nel 1294 salì al soglio pontificio Benedetto Caetani, Papa Bonifacio VIII, figura potente e ambiziosa. Anch’egli volle impossessarsi della Marittima. Nel 1298 aiutò suo nipote Pietro II Caetani ad acquistarla, segnando l’inizio della presenza dei Caetani nel territorio pontino e lepino.
Nel 1382 Ninfa fu saccheggiata e distrutta da parte di Onorato Caetani.
A causa della malaria che infestava la pianura pontina, la città non fu più ricostruita, i cittadini sopravvissuti se ne andarono lasciando alle spalle i resti di una città fantasma e la famiglia Caetani si spostò a Roma e altrove.
Ninfa non fu però del tutto dimenticata. Nel XVI secolo il cardinale Nicolò III Caetani di Sermoneta, molto legato al territorio della Marittima e amante della botanica, volle creare un giardino delle sue delizie. Il lavoro fu affidato a Francesco da Volterra che progettò un hortus conclusus, un giardino delimitato da mura con impianto regolare, proprio accanto alla rocca medievale dei Frangipane. Alla morte del cardinale quel luogo di delizie, in cui furono coltivate pregiate varietà di agrumi e allevate trote africane, fu abbandonato.

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