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Roma
Zingaretti e D'amato indagati per nomine Asl. Salvini: "E il M5s che fa?"

Il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti e l'assessore alla sanità Alessio D'Amato sono indagati dalla Procura di Roma in relazione alla vicenda delle nomine nelle Asl regionali, avvenute nel 2019.

Nell'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, si ipotizza il reato di abuso d'ufficio. Il gip di Roma ha notificato la proroga delle indagini anche per altre 7 persone, tra cui Andrea Tardiola, segretario della giunta della Regione Lazio, Renato Botti, all'epoca dei fatti responsabile della direzione della Salute della Regione Lazio e a Vincenzo Panella, direttore generale dell'ospedale Umberto I.

Ora la procura dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio per gli indagati o sollecitare l'archiviazione del procedimento. Sulla vicenda, mesi fa, il consigliere regionale di Fd'I Antonello Aurigemma aveva presentato un'interrogazione, sollevando polemiche. Ora lo strascico giudiziario.

SALVINI, 'INDAGINE SU ZINGARETTI E' UN PROBLEMA PER I CINQUE STELLE?'

''Prorogate le indagini che coinvolgono il governatore Zingaretti per le nomine nelle Asl del Lazio. I cittadini meritano chiarezza e rapidità, anche per le eventuali ricadute sul governo nazionale: i guai del leader Pd complicano il reclutamento di voltagabbana o per il Movimento 5 Stelle i politici indagati non sono più un problema?''. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini. 

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E sulla vicenda è intervenuta anche l'europarlamentare della Lega, Simona Baldassarre: “Mancanza di trasparenza, irresponsabilità e provvedimenti privi di ogni legittimità. La sanità laziale è sempre più malata. Persone incompatibili e senza titolo che si occupano della salute e della vita delle persone. Vergogna! Per guidare un’azienda sanitaria è necessario “aver svolto per almeno cinque anni una qualificata attività di direzione tecnica o amministrativa in enti o strutture sanitarie pubbliche o private di media o grande dimensione. Questo dice la legge. Ma per Zingaretti e D’Amato la legge non vale. Vale l’interpretazione”.

Secondo la Baldassarre che è anche un medico, “vi è stata infatti, un'interpretazione estensiva della norma, per dar modo a un'ampia platea di professionisti di partecipare", si è giustificato l’Assessore alla sanità D’Amato su un quotidiano. Stucchevole e offensivo. Caro D’Amato, la legge non si “estende”, si applica. E se non ha altre risposte da fornire, si dimetta. Insieme a Zingaretti”.

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