I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
A- A+
Il Campione

 

Adolfo Vannucci 500

I suoi miti sono gli eroi romantici, idealisti e sfortunati. A cominciare da Don Chisciotte e Cyrano. Lui, Adolfo Vannucci, 72 anni, è un petroliere di successo  e di grandi ideali. Un uomo che ha voluto festeggiare il suo compleanno invitando 80 senzatetto a pranzo con lui ed i suoi amici in un ristorante di lusso e che ha stappato lo spumante per l'anno nuovo in Cambogia, tra i ragazzini della scuola salesiana che lui sostiene. "Sono stati il compleanno e il Capodanno più belli della mia vita - dice. - Ho avuto molto, sento il bisogno di restituire a chi ha avuto meno fortuna di me. I soldi? Servono. Per fare del bene. Altrimenti sono inutili."

Padre impiegato statale, madre casalinga, famiglia anconetana, il giovane Adolfo è un enfant prodige. Va a scuola un anno in anticipo: tanto sa già leggere, scrivere e fare i conti. Quando si laurea in Economia (ovviamente con la lode, e con due borse di studio) ha già fatto l'ufficiale in artiglieria. Un ragazzo così brillante viene adocchiato dalle aziende. Tra le tante proposte di lavoro, sceglie la Esso.  "Ho fatto carriera in fretta, il presidente Cazzaniga mi prese in simpatia" dichiara. Cazzaniga era il grande capo del petrolio privato; Enrico Mattei lo era del pubblico. "I giornali scrivevano che tra i due c'era rivalità: balle - assicura. - Erano amici, andavano in vacanza insieme. Conobbi Mattei; gli regalai il mio cappello di Principe della goliardia. Ci sono delle foto in cui lo indossa."

Lambito dallo scandalo del petrolio, Cazzaniga lascia la Esso e trasloca in Montedison, portandosi dietro il fidato Vannucci. Il quale, però, aveva già deciso che voleva mettersi in proprio. Nel 1975 si licenzia e inizia a fare il jobber; cioè il rivenditore di petrolio all'ingrosso. Negli anni la sua realtà cresce sempre più. Fino a quando, nel '94, fonda, con il determinante aiuto di Mario Contini,  la Italiana Energia e Servizi: una società con una raffineria a Mantova e 200 stazioni di benzina. Nel 2007 la vendono alla Mol, la più grande azienda ungherese. Vannucci avrebbe dovuto restarci per 6 anni, ma dopo 6 mesi i dissidi con i nuovi proprietari lo fanno allontanare da quella che era stata la sua azienda. Con i figli Alessandro e Pietro, e a 66 anni, Adolfo ricomincia daccapo. Investe nei campi più vari: compra 80 stazioni di benzina; investe in prodotti petroliferi; si lancia nell'importazione del metanolo; partecipa alla fondazione della Chimitrade, attiva nell'import-export di prodotti chimici; inaugura impianti fotovoltaici; partecipa alla costruzione di una raffineria biodiesel; con la famiglia, su suggerimento di suo figlio Alessandro,  investe nel settore ICT-Information Communication Technology; acquista un'azienda alimentare che vende panini, tramezzini, gelati ed altri prodotti in  5.500 bar nel Nord-Est Italia.

Un vulcano. Dalla volontà di ferro. Un uomo che vuole dare il suo contributo per un mondo migliore. Porta in Italia il Robert Kennedy Center for Justice and Human Rights, ente per i diritti umani ideato dalla famiglia Kennedy e sostenuto dal presidente Obama, che partecipa ad una cerimonia. Crea in Messico, con il tenore Ramon Vargas, la Fondazione Eduardo Vargas per aiutare i bambini con malformazioni alla nascita: "Perché Ramon è un amico, e suo figlio Eduardo, di cui ero il padrino, era nato con gravi problemi neurologici ed è morto a sei anni". Aiuta i salesiani ad aiutare i ragazzi di strada in Cambogia creando la Onlus Scuola, lavoro e felicità. Trascorre, nel 2011, l'ultimo dell'anno con il suo amico Gino Strada a Khartoum, presso l'ospedale di cardiochirurgia. E aiuta i City Angels ad assistere i senzatetto a Milano.

"I soldi - ama dire - vanno e vengono. Le vere ricchezze della vita sono a sinistra, nel cuore; non a destra, nel portafoglio. Non sappiamo mai cosa ci può capitare: la vita è una bistecca, l'osso non tocca solo agli altri." Lui ha addentato un osso duro a 40 anni, quando è finito in carrozzina in seguito a un brutto incidente. Sette costole rotte, la schiena lesionata, l'occhio ammaccato, il rischio di non tornare più in piedi. Ma ce l'ha fatta. E da allora, avendo provato una forte sofferenza, è diventato ancora più attento alle sofferenze altrui.

Scrive poesie: "Perché nel disegno e nella musica faccio schifo, ho studiato pianoforte ma non ho imparato nulla. Così, non riuscendo ad esprimermi con le note, lo faccio con le parole." Una delle sue ultime poesie si intitola Bambina sola. "Vidi una bambina che piangeva, mi commossi e questi versi mi sono venuti di getto: Perché piangi, piccola bimba sola? Dai le tue lacrime a me, che sono vecchio e stanco. E tu sorridi alla vita. E godi la tua tenera, meravigliosa età."

Iscriviti alla newsletter
Tags:
petrolierevannucci
in evidenza
Addio al padre della giacca decostruita e maestro di Armani

Nino Cerruti

Addio al padre della giacca decostruita e maestro di Armani

i più visti
in vetrina
Sanremo 2022, diffuse le canzoni: tanto sentimento e poco Covid

Sanremo 2022, diffuse le canzoni: tanto sentimento e poco Covid


casa, immobiliare
motori
WRC, Pirelli: “Tante incognite per la prima stagione ibrida”

WRC, Pirelli: “Tante incognite per la prima stagione ibrida”


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.