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Il notaio conferma?
Aiutare un figlio a comprare casa. I consigli del notaio

di Maura Manghi*

Una delle richieste che più spesso vengono rivolte ai nostri studi è di spiegare come essere d'aiuto ai propri figli nell'acquisto dell'abitazione. Spesso i figli, soprattutto se giovani, non hanno una disponibilità economica tale da consentire loro di acquistare un'abitazione senza il concreto aiuto dei genitori.

Tale aiuto può essere di tipi diversi:
- donazione diretta al figlio di un immobile già di proprietà del o dei genitori;

- donazione diretta, con atto notarile, della somma di danaro necessaria all'acquisto dell'abitazione; il figlio poi procede da solo alla compravendita dell'immobile;

- acquisto dell'immobile da parte del genitore e successiva donazione al figlio (soluzione che garantisce maggiormente i diritti degli altri legittimari, ma che assomma gli svantaggi di un doppio passaggio - e quindi di una doppia tassazione - con quelli della divisione);

- pagare direttamente il venditore facendo risultare dall'atto di compravendita, con o senza la presenza dei genitori, la donazione indiretta al figlio;

- sottoscrivere col figlio un vero e proprio atto di mutuo, dal quale risulti che la somma è stata data dal genitore quale "prestito", e quindi con obbligo di restituzione e non quale donazione e quindi senza obbligo di restituzione al genitore stesso.

Quello che è assolutamente sconsigliabile è fornire al figlio il denaro necessario per l'acquisto senza una documentazione comprovante l'importo fornito ed a quale titolo è stato dato.
La mancanza di questa documentazione comporta sia problemi fiscali per il figlio, che non potrebbe dimostrare come si è procurato la provvista necessaria all'acquisto, sia problemi civilisti per eventuali altri figli e legittimari che vedrebbero, almeno in parte, compromessa la loro possibilità di veder rispettare la loro quota di legittima al momento della successione del genitore che ha fornito il denaro.

Naturalmente la scelta dipende dalla disponibilità o meno da parte del genitore di una abitazione da donare: se il genitore non è proprietario della casa che interessa al figlio potremo certamente escludere la prima soluzione che viceversa diventa obbligatoria nel caso che il genitore sia già il proprietario della casa che vuole intestare al figlio.

In questo secondo caso è anche possibile che il figlio acquisti la casa dal genitore con una vera e propria compravendita. Sarà però possibile solo se il figlio ha la disponibilità economica per pagare la casa al genitore o se contrae un mutuo per questo scopo: per la normativa antiriciclaggio è infatti obbligatorio dare conto nell'atto dei mezzi di pagamento utilizzati ed è quindi assolutamente sconsigliabile stipulare atti simulati, cioè donazioni "travestite" da compravendite. Il pagamento del prezzo deve essere effettivo e i mezzi di pagamento devono essere dettagliatamente descritti in atto.

La scelta delle diverse soluzioni, per gli effetti che può avere sulla successione del genitore o dei genitori che hanno effettuato la donazione, dipende anche dall'esistenza o meno di più figli o comunque di più legittimari.

In presenza di figlio unico certamente semplifica le scelte, anche se occorre tener conto del fatto che è sempre possibile che successivamente alla donazione vi siano altri legittimari al momento non conosciuti (ev. figli nati successivamente, nuovo coniuge del donate ecc.).

*notaio di Correggio (Reggio Emilia)

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