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Il notaio conferma?


Gentili lettori,

vista la grande quantità di quesiti inviati alla rubrica "il notaio conferma?", vi segnaliamo che i notai potranno rispondere solo alle questioni di interesse generale formulate in un testo che non superi le 800 battute in modo da consentire a tutti, tramite la lettura della rubrica, di trovare un primo orientamento ai propri dubbi.

Per approfondire specifiche questioni personali vi suggeriamo  di rivolgervi direttamente agli sportelli di consulenza gratuita - a cura dei consigli notarili locali - attivi in quasi tutti i comuni italiani. Per informazioni e indirizzi:

http://www.notariato.it/it/notariato/chi-siamo/consiglio-nazionale-notariato/sportelli-cittadino.html

 


QUESITO
Io e il mio compagno abbiamo comperato una casa, ma l'abbiamo intestata solo a lui, ora vorremmo diventare comproprietari. Avrei bisogno di sapere se attraverso una scrittura privata può farmi una donazione, se siamo obbligati a far vedere la scrittura privata o l'eventuale atto di compravendita all'amministratore. Nel caso in cui noi non volessimo dargli il documento se l'amministratore è legittimato legalmente ad effettuare degli accertamenti per vedere se veramente è avvenuta le cessione del 50% dell'immobile, o se invece sono informazione riservate che possono essere richieste solo da un avvocato.

RISPOSTA
Per fare una donazione non è sufficiente una scrittura privata, ma è necessario un atto pubblico notarile a pena di nullità. Anche per la vendita ci vuole la forma dell'atto pubblico o della scrittura privata autenticata dal notaio. Dovete avvisare l'amministratore del cambio di intestazione, anche se non siete obbligati a consegnargli copia dell'atto pubblico. Tenga presente però che gli atti che trasferiscono la proprietà degli immobili non sono coperti dalla riservatezza perché sono consultabili da chiunque presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari, l'ufficio pubblico che è destinato proprio alla pubblicità legale di tutti i trasferimenti e le ipoteche sugli immobili.


QUESITO
Io e la mia compagna ci siamo sposati con rito civile, lei aveva già una figlia nata dal suo precedente rapporto. Poi abbiamo avuto un figlio.
Vorrei lasciare in parti uguali l'immobile di mia proprietà a mio figlio legittimo e alla figlia della mia convivente non riconosciuta legalmente.
Come mi dovrei comportare per evitare che vada tutto a mio figlio il quale è consenziente affinchè ci sia una giusta divisione?

RISPOSTA
Il lettore può fare testamento e lasciare l'immobile, come dallo stesso  precisato, per metà al proprio  figlio e per metà alla figlia della propria  convivente. Infatti nel  caso prospettato, se il lettore non è coniugato, al figlio legittimo spetta- a titolo di legittima- la quota di un mezzo dell'eredità; l'altra metà il lettore può quindi destinarla liberamente a chi vuole e quindi alla figlia della  convivente. Il testamento può farlo da solo, scrivendolo tutto di suo pugno (non a macchina o con il computer), ed apponendovi in calce la data e la firma. Tuttavia, se il lettore  sente l'esigenza  che il testamento sia custodito in un luogo sicuro e  nelle mani di una persona fidata e che infonda sicurezza e certezza, può consegnarlo in deposito presso un notaio.


QUESITO
Io e mio marito stiamo per finalizzare l'acquisto di un appartamento nella stessa città dove abitano i miei genitori. Vorremmo intestarlo a mio nome, ma abbiamo saputo che qualora dovessi ereditare la casa dei miei genitori avrei altissime tasse da pagare, in quanto verrebbe considerata una seconda casa. Premetto che io e mio marito siamo sposati in separazione dei beni. Sarebbe quindi più conveniente che l'immobile venisse intestato a mio marito?
Vi ringrazio in anticipo per il Vostro gentile riscontro, cordiali saluti.

RISPOSTA
Per orientarvi nella decisione, è bene considerare che in relazione alla successione dei suoi genitori lei godrà di una "franchigia" per quanto attiene all'imposta di successione, che non sarà dovuta fino a concorrenza del valore di un milione di euro. Tuttavia, sul valore degli immobili che cadono in successione si devono comunque pagare le imposte ipotecaria (di trascrizione) e catastale (di voltura). Queste due imposte ammontano rispettivamente al 2% e all'1% del valore degli immobili ereditari, qualora non ricorrano agevolazioni "prima casa"; se invece spettano le agevolazioni, le due imposte (per il solo immobile in merito al quale le agevolazioni vengono invocate) vengono applicate con l'importo fisso di euro 168,00 per ciascuna. In altre parole, il costo fiscale presumibile delle future successioni dei suoi genitori dipenderà dal valore degli immobili caduti in successione. L'intestazione del nuovo immobile a suo marito in via esclusiva potrà quindi rivelarsi conveniente. La convenienza economica potrebbe però (se il carico fiscale, nel caso specifico, risultasse modesto) non giustificare la decisione dell'intestazione a favore di un solo coniuge.

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