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Il notaio conferma?

Gentili lettori,

vista la grande quantità di quesiti inviati alla rubrica "il notaio conferma?", vi segnaliamo che i notai potranno rispondere solo alle questioni di interesse generale formulate in un testo che non superi le 800 battute in modo da consentire a tutti, tramite la lettura della rubrica, di trovare un primo orientamento ai propri dubbi.

Per approfondire specifiche questioni personali vi suggeriamo  di rivolgervi direttamente agli sportelli di consulenza gratuita - a cura dei consigli notarili locali - attivi in quasi tutti i comuni italiani. Per informazioni e indirizzi:

http://www.notariato.it/it/notariato/chi-siamo/consiglio-nazionale-notariato/sportelli-cittadino.html

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QUESITO
Mi spiega la differenza tra i diversi tipi di aste? Come faccio a partecipare?

RISPOSTA
Il Consiglio Nazionale del Notariato e 11 Associazioni dei Consumatori, Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, hanno redatto una Guida per il Cittadino dedicata alle Aste immobiliari in cui può trovare tutte le informazioni utili. Il lettore può trovarla sul sito del Notariato e delle Associazioni dei Consumatori.
L'asta immobiliare è il processo di compravendita che si realizza mediante offerte e si conclude con la vendita dell'immobile al migliore offerente. Le aste immobiliari possono essere di due tipi: giudiziarie e di dismissione del patrimonio pubblico. L'asta immobiliare giudiziaria, nel processo esecutivo o fallimentare, è una particolare forma d'asta che realizza la vendita forzata di uno o più beni immobili di proprietà della persona fisica o giuridica, detta esecutato, che subisce l'espropriazione del bene a causa di debiti insoluti; si tiene presso il tribunale o gli studi di professionisti delegati dal giudice delle esecuzioni. Le aste immobiliari dismissive consistono in una procedura con la quale lo Stato o un ente pubblico offrono in vendita un bene immobile.

In Italia è possibile infatti partecipare alle aste anche via web,  presso lo studio di un notaio grazie al progetto RAN, Rete Aste Notarili, lanciato dal Consiglio Nazionale del Notariato, che si caratterizza per livello di sicurezza e la facilità di accesso al cittadino, incentivandone la partecipazione e riducendone i costi. Chi desidera partecipare all'asta potrà farlo da remoto, senza dover essere presente fisicamente nel luogo dell'asta. La RAN, inoltre, prevede la possibilità di presentare offerte residuali al ribasso. L'asta telematica in campo immobiliare attualmente è possibile solo per le dismissioni di patrimoni pubblici o di enti morali o per procedure esecutive concorsuali, quelle cioè derivanti dai fallimenti.

QUESITO
Cosa succede se vendo la prima casa nei cinque anni dall'acquisto agevolato? Non voglio comprarne un'altra a breve..

RISPOSTA
Il contribuente, che trasferisca la "prima casa" nei cinque anni dall'acquisto agevolato e non intenda procedere al riacquisto di un'altra abitazione (da destinare a proprio alloggio principale) entro un anno, può evitare di pagare la sanzione prevista per la decadenza dalle agevolazioni se presenta, prima della scadenza dei dodici mesi, un'apposita istanza all'ufficio dell'Agenzia delle entrate presso il quale è stato registrato l'atto di alienazione dell'immobile agevolato, manifestando espressamente la sua intenzione e chiedendo la riliquidazione delle imposte assolte in sede di registrazione dell'atto di acquisto.
In tal caso il contribuente sarà tenuto al versamento della differenza tra le imposte ridotte a suo tempo pagate e quelle ordinariamente dovute, nonché al pagamento degli interessi, ma potrà evitare la sanzione (pari al 30% delle imposte dovute). Decorso, invece, l'anno senza che il contribuente abbia acquistato un nuovo immobile o abbia presentato l'istanza, si verifica la decadenza dalle agevolazioni con l'applicazione anche della sanzione. In questo caso il contribuente può avvalersi, però, di una riduzione di quest'ultima. Questa è una delle soluzioni interpretative in materia di agevolazioni "prima casa" che l'Agenzia delle entrate ribadisce nell'ambito della Guida operativa.

QUESITO
Buongiorno, sono un socio accomandante di una Sas costituita da 3 persone (di cui 1 accomandatario). Vorrei sapere quali sono i vantaggi e gli svantaggi economici e giuridici della sas rispetto alla srl. Quali costi fissi ha la srl in più rispetto alla sas? Quanto costa il passaggio da sas a Srl o alla srl semplificata? Che costi fissi ha l'srl semplificata? Grazie.

RISPOSTA
Nella sas (società di persone) l'accomandatario rischia il proprio patrimonio personale. Il rischio per gli accomandanti è invece limitato al capitale conferito, come per i soci di srl (normale o semplificata). Spesso la limitazione del rischio è vanificata qualora la società chieda affidamenti bancari, in quanto gli istituti di credito tendono ad acquisire sempre garanzie personali (fideiussioni) da parte dei soci. Normalmente i costi fissi annuali per la contabilità e le formalità risultano superiori per la srl (normale o semplificata) rispetto alla sas: per la quantificazione è bene consultare il commercialista o l'associazione di categoria a cui la società fa ricorso per la tenuta della contabilità e gli adempimenti di legge. Il passaggio da sas a srl costa - grosso modo - quanto la costituzione ex novo della srl, con avvertenza che, anche se la trasformazione è in srl semplificata, non ci sarà l'esenzione dalle spese notarili, prevista solo per la costituzione.

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