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Il notaio conferma?
Successione, come risparmiare sulle tasse con i benefici prima casa

Di Emanuela Lo Buono*

Oggi parliamo della possibilità di richiedere i benefici prima casa in sede di denuncia di successione. La legge italiana  richiede che, entro un anno dalla morte, venga presentata una denuncia di successione che  elenchi di quali beni immobili, crediti, conti correnti o titoli, il defunto fosse titolare. 

Nella predetta denuncia risulterà pertanto indicato l’intero patrimonio della persona defunta (con la sola eccezione degli autoveicoli, ed in genere dei beni mobili registrati), nonché gli eredi cui i beni vengono devoluti.
La denuncia di successione ha come fine l’imposizione tributaria; essa cioè rappresenta lo strumento che consente allo Stato di escutere le imposte correlate all’evento morte. Essa, invece, non individua con certezza chi siano gli eredi, né tanto meno comporta accettazione di eredità.

Tant’è che i chiamati all’eredità, anche se indicati in denuncia, potranno comunque rinunciare all’eredità nel termine di 10 anni (solo qualora non siano stati nel possesso dei beni ereditari). Qualora nel patrimonio ereditario siano compresi beni immobili, ciascun erede ha la facoltà di richiedere i benefici prima casa.

Di quali benefici stiamo in concreto parlando?
Per comprenderlo è necessario fare un passo indietro.
Nell’ipotesi in cui cada in successione un bene immobile sono dovute:
- l’ imposta di successione, che si applica in una percentuale diversa secondo il grado di parentela. Ad esempio, in caso di successione del coniuge o di figli, l’aliquota applicabile è pari al 4% da calcolarsi sul valore dell’immobile, ferma una franchigia di Euro 1.000.000,00 per ogni erede;
- l’imposta ipotecaria, 
- l’imposta catastale, pari rispettivamente al 2% ed all’1% del valore dell’immobile.
I benefici prima casa riducono l’imposta ipotecaria e quella catastale a due imposte fisse, pari ciascuna ad Euro 200,00.
Dunque con un significativo risparmio d’imposta.

Quali sono i requisiti che l’erede deve possedere per poter richiedere i benefici prima casa?
I requisiti sono tre: avere (o portare)  la residenza nel Comune in cui si trova l’immobile, non avere altre abitazioni in proprietà esclusiva o in comunione con il coniuge su abitazione sita nel medesimo comune, e non possedere altri immobili acquistati con i benefici prima casa siti in tutto il territorio nazionale.
Quest’ultimo requisito merita un approfondimento perché vi è una differenza di disciplina seconda che si tratti di acquisto con atto di compravendita, o acquisto a titolo di erede.
L’avere acquistato un bene immobile per successione richiedendo i benefici prima casa non preclude la richiesta dei benefici prima casa anche in un successivo atto di acquisto.
Al contrario, avere acquistato un immobile richiedendo i benefici prima casa, preclude la possibilità di richiederli in sede di denuncia di successione.   

Ultima precisazione: se vi sono più eredi e più immobili, ciascun erede potrà richiedere i benefici prima casa su un immobile diverso, ed i benefici richiesti da un coerede vanno a vantaggio anche degli altri.
Un esempio può aiutare a capire la norma.

Se Tizio lascia una moglie e tre figli, e nel patrimonio ereditario sono ricompresi quattro immobili, ciascun erede potrà richiedere i benefici prima casa su un immobile a vantaggio anche degli altri (ovviamente tutti devono poter godere delle agevolazioni prima casa).
Ne segue che se, come normalmente accade, il patrimonio ha un valore inferiore a 4.000.000 di Euro, opererà la franchigia ( 4 figli, dunque 4.000.000 di Euro di franchigia) ai fini dell’imposta di successione, che dunque non è dovuta, e si pagheranno 4 imposte fisse ipotecarie (200 Euro per 4, per un totale di 800 Euro) e 4 imposte fisse catastali (200 Euro per 4, per un totale di 800 Euro).  

Affronteremo prossimamente la questione della decadenza dalle agevolazioni prima casa richiesti in sede di denuncia di successione.

*Notaio in Padova

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