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di Mariella Colonna

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Grecia, l'economista Sapelli ad Affari : "La soluzione passa solo dal taglio del debito"

di Mariella Colonna

La Grecia ha detto ‘no’ al piano proposto dalla Troika. Ha così rilanciato l’azione politica del premier Alexis Tsipras ed ha mandato un messaggio sia Berlino sia a Bruxelles: l’austerità è stata sconfitta e l’Europa non potrà non tenerne conto. Ne è convinto Giulio Sapelli, storico ed economista, il quale analizza il risultato ellenico comprese le prospettive del referendum di Atene e spiega che l’esito delle urne greche dice molto chiaramente che la Grecia vuole rimanere nell’euro e nell’Unione, ma in maniera più sostenibile. Ed auspica gli Stati Uniti d’Europa con una Bce sul modello della Federal Reserve.

Ciò che emerge dal referendum è che non si può governare a lungo contro la volontà dei popoli con la quale - prima o poi - tutte le tecnocrazie devono confrontarsi. È un dato storico. Come è evidente la consapevolezza – sia da sinistra sia da destra e probabilmente presto anche dal centro – che l’uscita dalla recessione in cui siamo scaturirà solo da una soluzione politica del caso ellenico. Il crollo dell’euro non conviene a nessuno perché nella vicenda greca l’aspetto geostrategico è più importante di quello economico. Per un positivo epilogo di questa storia occorre risolvere alcuni ostacoli.

Uno di questi ostacoli è la presenza americana - dirimente in tutta questa vicenda - che non può celarsi dietro Christine Lagarde, alla guida del Fmi. E non sottovalutare un possibile accordo tra Cipro, Grecia e Turchia relativo all’installazione di una base navale a Cipro, nel cuore del Mediterraneo, che torni utile a Mosca. È necessario scongiurare il pericolo che la Grecia ceda a probabili richiami di sirene. Gli attori europei (Francia e Germania, diarchia poco accorta secondo Sapelli) insieme a Usa, Russia e Cina devono incontrarsi per discutere dei nuovi assetti geopolitici che sono prioritari rispetto al piccolo debito greco.

Una grande conferenza internazionale promossa proprio dall’Italia sarebbe auspicabile per ridare a Roma il ruolo diplomatico che oggi sembra mancare, dimostrata sinora dal ministro Paolo Gentiloni che pare adeguato al raggiungimento di questo obiettivo. Viceversa non ci sarebbero alternative. Se si vuole evitare che la Grecia esca dall’euro o che vada in default, la strada è una sola: Berlino deve fare un passo indietro e accettare che i debiti di Atene vengano abbonati come si è fatto in passato con i suoi. Ciò è difficile, ma non impossibile.

segreteria@mariellacolonna.com

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