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di Mariella Colonna

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Putin propone una zona di libero scambio con l’Ue. L’analisi

La zona, senza barriere doganali, garantirebbe lo scambio di risorse naturali (gas russo, per esempio) con tecnologia avanzata europea. Perché l'integrazione europea rappresenta la sfida più grande per la Russia? Potrebbe rivelarsi un incitamento od una minaccia? Fino a non molto tempo fa a Mosca ha prevalso la prima ipotesi. Ma da quando, nel 2010, è stato annunciato il programma di 'Partnership per la Modernizzazione', Mosca ha fatto sapere di non escludere eventuali altre collaborazioni con Paesi, come la Cina.

Nel caso l'iniziativa Russa/Ue dovesse concretizzarsi le relazioni con il Paese del Sol Levante si deteriorerebbero. Ciò significa che - secondo la tesi di Stanislav Tkachenko dell'Università Statale di San Pietroburgo - la Russia preferisce rimanere parte della grande comunità transatlantica. In cambio di tale scelta strategica, il Cremlino chiede di essere riconosciuto come uno dei principali attori del sistema politico ed economico globale, con uguali diritti tra l'Unione doganale e l'Ue. In altre parole, la proposta di Mosca sulla creazione di una zona di libero scambio con l'Ue è più una dichiarazione politica che economica. Il governo russo ha precisato di essere pronto a offrire una partnership paritaria all'Unione europea con una chiara prospettiva di integrazione economica tra le due parti.
La palla ora è nelle mani di Bruxelles.

di Mariella Colonna

 

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