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Chicche Salentine
Continua a "pizzicare" La Notte della Taranta

Di Chiara Giulia Micoccio

Eco di emozioni giungono dalla notte più "pizzicata" dell'estate 2014. A Melpignano (Lecce) 150.000 presenze hanno onorato quella che da ormai 17 anni è la notte più calda e vibrante dell'estate pugliese: la Notte della Taranta. Un pot pourri di manifestazioni ed eventi legati alla musica popolare e alla danza salentina per eccellenza, la "pizzica", ha acceso gli animi di residenti e non, nei torridi giorni di agosto, in un climax di emozioni che ha avuto la sua massima espressione il 23 Agosto scorso, a Melpignano, dove si è potuta scrivere un'altra pagina importante della storia e della cultura salentina e narrare quell'identità affascinante e coinvolgente di una terra e di un popolo che, di anno in anno, attira sempre più turisti e visitatori da ogni parte del mondo. La piazza dell'ex convento degli Agostiniani della splendida cittadina della Grecia Salentina, ha accolto il concertone finale con un parterre di circa un centinaio di artisti e musicisti, decine di ospiti nazionali e internazionali e un fiume umano che ha danzato fino all'alba. Quello che è giunto fino a noi è un unico cuore pulsante a ritmo di pizzica. Dagli ospiti internazionali come il 'rocker del deserto' Bombino, passando per gli italiani Roberto Vecchioni e Alessandro Mannarino, tutti pizzicati dalla tarantola, hanno attribuito all'evento un "ritrovato ruolo politico". "Taranta significa difesa del territorio e della propria identita - ha affermato sul palco il nigeriano Bombino - valori, questi, che anche il suo popolo sente molto vicini e che possiamo proteggere grazie a questa musica".

"Dobbiamo scrivere una nuova musica popolare, quella dei giorni nostri e che canteranno fra trent'anni - ha dichiarato invece Mannarino - con le nostre battaglie e le nostre lotte. E', questa, una musica più che mai attuale che oggi torna per risvegliare la coscienza sociale e sostenerne le ragioni". Ne è convinto anche il professore Roberto Vecchioni: "Dietro al 'tattarata'' della pizzica - ha spiegato il prof. - ci sono le lotte per il lavoro e i diritti, c'e' un grande spessore sociale e politico e poi è una manifestazione molto più moderna del festival di Sanremo".
Ed è, quindi, anche grazie a "La Notte della Taranta" che la Puglia esprime la sua voglia di emergere, partecipare. "E' uno degli eventi musicali più importanti d'Europa" - ha sostenuto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola - frutto di un investimento controcorrente in cultura, figlio dell'idea che investire in cultura non è una spesa parassita, ma è la benzina nel motore dello sviluppo".

Ma cos'è che fa de "La Notte della Taranta" una manifestazione di successo? La risposta è nella capacità di aggregare culture diverse, come ha spiegato lo stesso Nichi Vendola: "Mentre nel mondo cresce l'intolleranza, la guerra, la violenza, la musica può rappresentare l'esatto contrario: l'educazione all'accoglienza, allo scambio, alla tolleranza. "La Notte della Taranta" è una lezione magistrale di cultura della mescolanza perché, non solo si fa un lavoro di recupero della colonna sonora del nostro passato mettendo insieme un pentagramma composto dalle musiche popolari, dai canti di guerra, dalle serenate sentimentali, dalle nenie, ma tutto questo che è il nostro repertorio, lo contaminiamo con altre musiche popolari del resto del mondo. E' questa la magia del concertone: la musica come antidoto al fondamentalismo, all'integralismo, alla cattiveria del mondo".

Ed è proprio l'identità di questo meraviglioso lembo di terra, che continua a manifestarsi con sempre più prepotenza, attraverso la storia, le tradizioni, la gente, il buon cibo, che sa accogliere, coinvolgere, sorprendere e contaminare. E allora la storia, la cultura, la musica, la danza e le tradizioni popolari fanno rima anche con agricoltura, enogastronomia e biodiversità, come ha sottolineato l'Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni: "La Notte della Taranta è l'evento di tradizione più importante d'Italia. Una tradizione che si è saputa innovare e armonizzare con un tempo che cambia ma che comunque ha sempre bisogno di genuinità, di tornare alla terra, al misticismo dei popoli. Ecco perché, all'interno di una manifestazione che ha assoluto valore musicale, l'Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, svolge un ruolo in perfetta sintonia con l'anima vera e profonda dell'evento. Le nostre Masserie Didattiche -  continua Nardoni - luoghi di custodia della nostra ruralità, nel backstage del grande concerto, hanno saputo raccontare al mondo musicale e culturale la Puglia e il Salento offrendo un saggio gustativo di quanto siamo stati in grado di preservare: tradizione, recupero di vitigni autoctoni, grande qualità eno-gastronomica e biodiversità. Un elemento quest'ultimo che ci consente di essere "diversi" persino "rari" in alcuni casi, potendo contare su un paniere di prodotti tipici provenienti da varietà colturali che abbiamo saputo difendere di fronte al mercato selvaggio della globalizzazione. Come la "Taranta" l'agricoltura in Puglia è il segno di un "provincialismo" buono, in cui tutto quello che apparteneva ai nostri nonni, ai nostri padri e alla nostra terra è valore: sia il rito antico e ancestrale di una "pizzica", che quello altrettanto arcaico della cura della vite o dell'ulivo".

Così la "pizzica", con il suo ruolo catartico, non ci dà appuntamento tra un anno, come promette Massimo Manera, presidente della fondazione La Notte della Taranta, ma continuerà ad emozionare in giro per il mondo. Manera, infatti, soddisfatto del lavoro svolto fino ad oggi, anticipa le novità della prossima edizione annunciando le date dei prossimi appuntamenti "pizzicati". "Nel corso di questa edizione - ha affermato - abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi prefissati. I dati d'ascolto e la grandissima partecipazione dal vivo ci dicono che la manifestazione è ormai un bene comune, capace di emozionare e creare condivisione. Noi lavoreremo perché questa condivisione si allarghi ancora di più, ascoltando tutte le sollecitazioni che il nostro pubblico ci darà. Vogliamo intensificare i concerti della nostra Orchestra popolare durante tutto l'anno. Dal 13 al 15 settembre ad esempio saremo ad  Hamman, a novembre a New York, a dicembre in Kuwait e in Israele. E poi a gennaio abbiamo già fissato dei concerti a Bologna e L'Aquila. L'anno prossimo "La Notte della Taranta" compirà 18 anni.  Vogliamo ampliare ancora di più la nostra presenza all'estero, ma siamo già al lavoro per garantire servizi per un pubblico ancora più vasto e creare nuovi eventi e progetti speciali sulla scia del successo de "Il Cibo della Taranta," che porterà i prodotti di 30 aziende del nostro territorio a New York. Su questo fronte sono in cantiere progetti che puntano anche al Salone del gusto di Torino e a Expo2015".

 

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