La chef Cristina Bowerman ad Affari: "In cucina interpreto i sapori antichi in chiave moderna"

Di Maria Carla Rota

SPORT YOUR FOOD: la mostra, organizzata dall'associazione non profit EATART, rimarrà allestita fino al 20 maggio al Museo Nazionaledella Scienza e della Tecnologia 'Leonardo da Vinci' di Milano. Ingresso gratuito da Padiglione Olona, via Olona 6. Orari: da martedì a venerdì dalle 9.30 alle 17.00; sabato e domenica dalle 9.30 alle 18.30

 

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BLT, ovvero "bacon, lattuce and tomato", all'italiana. Uno dei più famosi sandwich americani, reinterpretati in salsa nostrana. Un  piatto che riunisce la doppia anima culinaria di Cristina Bowerman, chef di origini pugliesi con una lunga esperienza negli Stati Uniti, ora dietro i fornelli della sua "Glass Hostaria" a Roma, in zona Trastevere.  Lo ha "inventato" per la mostra Sport your Food (vedi box a lato), collaborando con il visionario pittore siciliano Fulvio Di Piazza: a unirli, la disciplina olimpica del lancio del disco.

"Ho cresciuto un prato di lattuga su cui poi si 'schianterà' il disco.  Ovvero un panino, fatto con lievito madre, vuoto come una pita: all'interno è riempito con controfiletto di maiale e mousse di pomodori secchi.  Al momento dell'impatto il disco si rompe parzialmente a indicare la lotta tra natura e uomo, ma senza volontà violente o negative. Lo vedo più come incontro di due forze".

Differenze tra cucina americana e italiana?
"Io ho vissuto quindici anni negli Usa. Non esiste una cucina migliore, ma esistono differenze culturali. Ogni 'cucina' offre aspetti avanzati da cui imparare. Quella americana ha fatto passi da gigante negli ultimi anni: la trovo una bellissima cucina e una bellissima società".

Tu sei una delle poche donne chef riuscite a emergere. Quanto è difficile farcela?
"Quello del rapporto uomo-donna è un tema molto 'scottante'. Non esistono differenze: se ci sono, sono dovute a un retaggio storico, come in politica o in altri campi, perché siamo partite in ritardo. C'è ancora molto lavoro da fare, ma non è impossibile. E' solo questione di tempo perchè la gente inizi a cambiare mentalità. Donne,  non rinunciate a far parte di un grande molto espressione di cultura e creatività come quello della cucina".

C'è un po' di Puglia nei tuoi piatti?
"Quello che mi è rimasto è soprattutto la purezza, la genuinità e l'intensità dei sapori. E' una delle migliori cucine".

E la tua filosofia del mangiar bene?

"Io suggerisco di mangiare quanto più naturale possibile, senza cotture troppo complicate, che rendano difficile l'assimilazione dei cibi. Essenzialità e concentrazione dei sapori. Ciò che più mi piace è interpretare in chiave moderna ingredienti tradizionali. Recuperare sapori perduti, facendoli riscoprire a chi li conosce già o facendoli scoprire per la prima volta alle nuove generazioni che magari mai li hanno sperimentati".


 

LA BIOGRAFIA/ Cristina Bowerman nasce a Cerignola, in provincia di Foggia. Dopo la laurea in Giurisprudenza continua gli studi forensi presso l'Università di San Francisco in California, USA. Ed è proprio a San Francisco, nel 1992, che ottiene il suo primo lavoro in cucina, in un noto breakfast place chiamato Higher Grounds. Negli anni successivi continua a coltivare la passione culinaria e, una volta trasferita ad Austin, in Texas, fonda la piccola compagnia The Two Skinny Ladies e cucina a domicilio. Maturata la decisione di diventare una professionista della cucina, si laurea in Arti Culinarie nel 2002 presso l'Università di Austin con il programma della famosa scuola parigina Cordon Bleu. Nel 2004, dopo svariate esperienze di rilievo e non negli Stati Uniti, risalenti anche al periodo del corso di laurea, tra cui spicca quella per il Driskill Grill (******), decide di ritornare in Italia per un'esperienza professionale, scegliendo il Convivio Troiani, noto stellato romano. Alle soglie del suo ritorno negli USA nel 2005, le viene offerta la direzione della cucina di un ristorante a Roma e, successivamente, la direzione della cucina del Cuoco a Domicilio in società con Andrea Golino, nonché un piccolo ristorante in gestione al centro di Roma. Successivamente, conosce i proprietari del Glass Hostaria, Fabio Spada e Silvia Sacerdoti, un giovane ristorante romano di circa un anno. Al termine del 2005, le viene offerta la direzione della cucina. Dal 2006, Glass, già pluripremiato a livello mondiale per la struttura architettonica, acquisisce visibilità a livello gastronomico, vantando oggi presenza con punteggi e recensioni di tutto rispetto in tutte le guide e un ampio numero di articoli ed interviste sia su carta stampata che in televisione nazionale. Riceve numerosi premi nazionali. Nel 2008 riceve le due forchette dal Gambero Rosso e nel 2010 riceve la Stella Michelin, unica donna per quell'anno. Cristina continua a coltivare la sua passione per la cucina studiando e facendo stage e sempre cercando un nuovo modo di proporre la "nuova cucina italiana". È da anni docente per corsi professionali di cucina presso varie scuole e all'University of Illinois.
 

 

 

LA VIDEOINTERVISTA - PRIMA PARTE

 

 

LA VIDEOINTERVISTA - SECONDA PARTE


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