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Food da non usare
Doggy Bag: in Francia è legge ma gli italiani si vergognano

Il "Doggy Bag" in Francia è consentito dalla legge appena entrata in vigore e vale per i ristoranti con più di 180 coperti e tende a dimezzare gli sprechi di cibo.

Un box dove riporre gli avanzi del pasto da riportare a casa. Secondo un sondaggio di Coldiretti, un italiano su cinque è d'accordo con l'iniziativa e afferma di aver sperimentato la pratica almeno una volta. 
L'obiettivo è ridurre gli sprechi di cibo, che in Francia, nel solo settore ristorazione, raggiungono un milione di tonnellate di scarti alimentari all'anno.

Secondo la Coldiretti, che ha commisiionato un'indagine, oltre il 25% degli italiani ritiene che usare una doggy bag sia "da maleducati, da poveracci e volgare" o si vergogna comunque a richiederla. Il 12% la richiede raramente, il 15% non saprebbe che farsene, mentre il 28% non lascia alcun avanzo quando va a mangiare fuori.

In Francia la battaglia per la doggy bag l'ha lanciata Arash Derambarsh, avvocato, politico e editore che Le Monde ha definito "l'hyperactiviste contre le gaspillage alimentaire" (l'iperattivista contro lo spreco alimentare) e ha fatto i conti con forti resistenze culturali.
E in Italia purtroppo non siamo messi meglio.

Nelle ultime settimane, o meglio, negli ultimi mesi, si è fatto un gran parlare delle leggi anti-spreco alimentare varate in Francia. Leggi che prevedono, per riassumere brevemente la questione, che i supermercati di oltre 400 metri quadrati siano obbligati a «girare alle organizzazioni caritatevoli il cibo prossimo alla data entro la quale è “preferibile” consumarlo, oppure di trasformarlo in mangime per gli animali o ancora compost»

Anche il sofisticato periodico americano "The New Yorker" ha raccontato l'attivismo di Derambarsh citando ilsuo racconto di quando, in visita a suo fratello gemello in California, scoprì l'uso del "Doggy bag".

In Italia si vedono petizioni online sul sito Change.org come quella lanciata da Corrado Finocchiaro che chiede una legge, come quella francese, che obblighi "i ristoranti a offrire ai propri clienti la "Doggy Bag, letteralmente borsa del cane".

Oppure quella lanciata da Federico Francesco Ferrero, medico nutrizionista e vincitore dell'edizione 2014 di Masterchef, che propone "l'approvazione di una legge che permetta di preparare, vendere e consumare cibo all'interno dei mercati italiani, a patto che sia realizzato in giornata, e con materie prime fresche, prive di conservanti e vendute all'interno dell'area mercatale".

La legge italiana al momento vieta "che il cibo invenduto o in eccesso sulle bancarelle possa essere trasformato in semplici "piatti di strada", "cibi del mercato" da poter consumare in loco".

Anche la Coldiretti diffonde comunicati dove le posizioni contro lo spreco sono chiare.
"Dal ritorno in cucina degli avanzi ad una maggiore attenzione alla data di scadenza, ma anche la spesa a chilometri zero che, tagliando le intermediazioni, consente di acquistare prodotti piu’ freschi che durano di piu’". 

Sono queste le strategie messe in atto da sei italiani su dieci che hanno diminuito o annullato gli sprechi alimentari, secondo una indagine Coldiretti/Ixe’ alla vigilia della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco, che si celebra il 5 febbraio.  Un problema che riguarda in Italia l’interna filiera dove gli sprechi alimentari - sottolinea   la Coldiretti - ammontano in valore a 13 miliardi che sono persi per il 54 per cento al consumo, per il 21 per cento nella ristorazione, per il 15 per cento nella distribuzione commerciale e per l’8 per cento nell’agricoltura e per il 2 per cento nella trasformazione. Un tema di rilevanza mondiale ed europea tanto che è stato posto tra gli obiettivi del semestre di presidenza olandese dell’Unione Europea sotto il pressing dei diversi Paesi. 

Se in Italia con il progetto Sprecozero ci si è posti l`obiettivo di recuperare 1 milione di tonnellate di cibo nel 2016, il Parlamento francese ha approvato definitivamente il 3 febbraio una serie di misure contro lo spreco di cibo. I supermercati con una superficie superiore ai 400 metri quadrati - spiega la Coldiretti - sono obbligati a donare il cibo invenduto a organizzazioni caritatevoli con l’introduzione di multe fino a 75mila euro, ma anche la detenzione. La normativa prevede una gerarchia di azioni da mettere in campo per evitare lo spreco, dalla prevenzione con campagne educative nelle scuola al consumo umano, dall’utilizzo a fini energetici a quello per gli animali. Il provvedimento – conclude la Coldiretti - è stato approvato dopo che con il nuovo anno è scattato l’obbligo per i grandi ristoranti francesi di rendere disponibile a fine pasto ai loro clienti la doggy bag, un box dove riporre gli avanzi del pasto da riportare a casa.

Sempre Coldiretti per la giornata nazionale di prevenzione dello spreco ha lanciato una serie di suggerimenti. Eccoli: leggere attentamente la scadenza sulle etichette, verificare quotidianamente il frigorifero dove i cibi vanno correttamente posizionati, effettuare acquisti ridotti e ripetuti nel tempo, privilegiare confezioni adeguate, scegliere frutta e verdura con il giusto grado di maturazione, preferire la spesa a km 0 che garantisce una maggiore freschezza e durata, riscoprire le ricette degli avanzi, dalle marmellate di frutta alle polpette fino al pane grattugiato, ma anche non avere timore di chiedere la doggy bag al ristorante. 

La mobilitazione è in atto, le voci contro gli sprechi si levano alte, ma basterà a convinvere gli italiani abituati a riempire il carrello del supermercato come alla vigilia di una guerra nucleare?

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