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Coppie di... fato

Violenza fisica e psicologica subita da parte di parenti o partner? Personalità devianti e disturbate con le quali vi relazionate ? Difficoltà a gestire la conflittualità familiare derivante da maltrattamenti ? A darvi una mano su Affaritaliani.it "Coppie di... fato: vittime, crimini e misfatti in famiglia", la rubrica al servizio dei cittadini tenuta dalla dottoressa Cinzia Mammoliti, criminologa, formatrice e autrice del saggio in materia di violenza psicologica "I serial killer dell'anima" (ed. Sonda). Per contattare la nostra specialista e avere consigli e aiuto scrivete a: lettereallacriminologa@affaritaliani.it

 

DOMANDA : "Come si puo amare dopo che ti hanno ridotto il cuore in un puzzle ?"

 Buongiorno Dottoressa, sono una ragazza di 27 anni di Torino. Dopo esser caduta tra le grinfie di più manipolatori relazionali alcuni dei quali anche violenti ho sempre paura di non essere veramente guarita e di ricaderci. E' normale?? Con gli uomini ho un pessimo rapporto, non riesco proprio a vedere del buono in loro e questo mi fa soffrire moltissimo.Sara' sempre cosi'? Li uso..non li uso..mi faccio usare..non si capisce nulla !! Eppure cerco di ridimensionarmi ma è dura sa...sono una di quelle che a suo tempo ha usato il sesso come droga...ma poi passo a periodi di disintossicazione assoluta..senza vie di mezzo..da un estremo all'altro.

Sto leggendo il capitolo stress e ansia del suo libro "I serial killer dell'anima" e posso confermare tutto quanto lei dice. Io sono vittima della mamma fin da piccola credo. Mi imbarazza dirlo ma io io fino all'età di 6 anni facevo la pipi a letto quasi tutte le notti. Non dormivo...e oltretutto al parto ho avuto 1 danno anossico cerebrale per asfissia e un'insufficienza renale. Una nascita non facile insomma che ha portato i suoi problemi a carico del sistema nervoso. A 2 anni avevo paura che la mamma morisse...e stavo ore sul comodino seduta a guardare se lei respirasse o no.

Ma mia mamma giovane e sola non pensava che potessero essere segnali forti di disagio. In effetti soffro d'ansia angoscia e paura fin dalla tenera età. Poi crescendo ed aumentando i disturbi è aumentato tutto. Una delle mie più profonde paure ancora è quella di non liberarmi mai della paura della morte...ma ancora di piu' della vita.

Il  mio psichiatra mi ha diagnosticato un disturbo borderline di personalità: lui dice che i miei momenti bui e le mie sofferenze interne non passeranno mai; mi spiega che i sentimenti di vuoto mi accompagneranno a vita: devo solo imparare a conviverci e che non si possono curare perchè non derivano da una parte specifica del corpo ma bensi dall'anima... a differenza di molte patologie psichiatriche che sono a carico del cervello.

Ma non bastano i dolori dell'anima, ci sono anche quelli fisici: al di là di intolleranze ed allergie ( a tutto) a 10 anni ho avuto una  forma di porpora che mi ha preso i reni, ho schivato il trapianto e la dialisi per un pelo. Le conseguenze di 2 anni di cortisone sono state fisicamente e psicologicamente devastanti.Ho lasciato la scuola in terza media perchè  ero grassa!!! A 16 anni poi sono diventata ipotiroidea e a 25 anni mi sono ammalata di artrite rumatoide e di hpv. Soffro inoltre di micosi: ne ho avute di tutti i  tipi, tutte dolorose e lunghe da curare, ma nonostante esami, prelievi ed altro non è MAI risultato nulla. Mi chiedo se sono psicosomatica.  Il fatto che la tiroide è sotto cura e io ingrasso in modo sproporzionato rispetto a quanto mangio e nonostante le diete non scendo..può essere causa dello stress??

Perchè veramente ho fatto cure, diete, speso soldi su soldi e mi trovo ancora punto a capo. Fisicamente intendo...mentalmente sono molto migliorata ma vivo col terrore di ammalarmi!! La paura del dolore fisico..di soffrire ancora. Dormo sempre...o meglio..ho sempre sonno...anche dopo 10 ore di sonno...sono sempre stanca e affaticata. Come posso distinguere quanto è derivante dalla mia mente e quanto dalle malattie fisiche??

Questa cosa mi fa una rabbia che lei non può immaginare.Non posso accettarla..non riesco.....perchè non mi è stata data una vita più facile meno dolorosa...e più serena?

Queste domande mi tormentano ogni maledetto giorno e non trovo alcuna motivazione valida. Si può mettere fine a questo malessere fisico curando solo la testa?? Mi piacerebbe poter tornare ad amare. Ma come si puo' aver voglia di amare quando per  anni siamo stati usati, feriti maltrattati...da tutti? Si ha sempre paura di venire ancora feriti o strumentalizzati o peggio manipolati...Caderci ancora sarebbe imperdonabile. Spesso mi sembra di vivere un'incubo, una vita parallela,  non mia: è bruttissimo anche perchè ci troviamo sempre più spesso davanti a persone povere di rispetto, di considerazione, di sentimenti e di amore. Io attualmente cerco di amare di più le donne perchè mi fanno meno paura, perchè ho bisogno di loro, perchè non mi hanno mai ferita in modo tanto violento ( a parte mia  mamma ma è tutt'altro genere di dolore).

Ma gli uomini proprio non ci riesco ..........

Come si puo amare dopo che ti hanno ridotto il cuore in un puzzle ?

 

Valeria

 


RISPOSTA:

Cara Valeria,

tenterò di rispondere al gran numero di domande che mi pone, parte delle quali ritengo, però, essere più di pertinenza medica che mia. Mi fornisce, tuttavia, la possibilità di affrontare un argomento che mi sta a cuore e che ritengo strettamente correlato alle tematiche delle quali mi occupo. Ho letto con attenzione le sue numerose mail che ho scelto di far confluire in questa e l'idea che mi son fatta della sua situazione vede uno stretto collegamento tra salute dell'anima e salute del corpo. Tanta la sofferenza che trapela dalle sue parole. Ed è una sofferenza troppo datata che la accompagna fin dai primi anni di vita e vede come protagonista sua madre. Segue poi una serie di uomini uno più sbagliato dell'altro ma lei sembra molto consapevole delle scelte che fa e scorrendo il lungo elenco che mi invia (degno, mi passi la battuta, più di un casellario giudiziale che di una giovane donna alla ricerca di un principe azzurro) viene da pensare se non sussista più una coazione a ripetere che la spinga all'autolesionismo. Non ci vuole un esperto per comprendere che il relazionarsi con soggetti da galera o con dipendenze difficilmente può portare a qualcosa di buono e questo non per demonizzare aprioristicamente i delinquenti (ce ne sono anche di redenti e relazionalmente competenti) ma per aiutarla a comprendere che il continuo cadere "dalla padella alla brace" non può essere sempre frutto di un caso.

Quanto al suo stato di salute ripetutamente minato da una serie di disturbi e malattie (molte delle quali autoimmuni) viene da pensare che disagio e sofferenza tenuti dentro per troppo tempo siano andati a sfociare in una sintomatologia fisica dagli agenti patogeni non ben identificati. Si sa da tempo che lo stress può fare ammalare e la psicosomatica, quella branca della medicina che pone  in relazione la mente con il corpo, ha ampiamente dimostrato che il benessere, così come il malessere, fisico hanno una  loro influenza su sentimenti ed emozioni e che a loro volta questi ultimi hanno una certa ripercussione sul corpo. Io stessa, iniseme a un'equipe di ricercatori in ambito criminologico, sto dimostrando che le persone esposte per troppo tempo a violenza (sia fisica ma soprattutto psicologica) possono sviluppare disturbi fisici e malattie anche molto gravi. Mi domanda perchè non le sia stata concessa una vita più facile, meno dolorosa e più serena? Non posso rispondere a questa domanda. Da credente posso dirle che c è un disegno su ognuno di noi ma quale sia quello su di lei non mi è dato sapere.

Mi dice che le piacerebbe poter tornare ad amare ma che le risulta troppo difficile perchè non riesce più a fidarsi di nessuno. Questa è una problematica che accomuna molte donne che son state ferite o hanno avuto delusioni in ambito sentimentale. Certo lei è ancora molto giovane per essere così disincantata, ma il quantitativo e la qualità delle esperienze avute sembrano averla profondamente segnata. Vorrei provare a darle un consiglio invitandola ad osservare la sua vita da un'altra prospettiva.

Provi per un attimo ad abbandonare il collegamento tra il suo stato di salute (fisica ed emotiva) e la sua vita relazionale. Provi a pensare che per stare bene nella vita non é obbligatorio avere un uomo o una relazione sentimentale. Lei mi parla di buono e non buono che vede negli uomini ma non di quello che lei pensa nel profondo di se stessa. Provi a ripartire dai suoi punti di forza, dal suo buon cuore, dalle sue abilità e competenze, quelle che si riconosce. E accantoni per un attimo l'altro. Riprenda tra le braccia la parte di sè bambina che non si è sentita sufficientemente amata e provi ad ascoltarla e coccolarla. Cerchi qualcuno che possa accompagnarla in questo percorso di riscoperta che non si limiti a stigmatizzarla come malata inguaribile ma che abbia voglia di fare un passo in più. Penso che potrà trarre giovamento da una nuova e diversa prospettiva di partenza.

 

Nel frattempo l'abbraccio e saluto affettuoamente

 

Cinzia Mammoliti

www.cinziamammoliti.it

 

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