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Coppie di... fato
La lettera/ "Perchè ci sono persone che strumentalizzano i sentimenti altrui?"

Violenza fisica e psicologica subita da parte di parenti o partner? Personalità devianti e disturbate con le quali vi relazionate ? Difficoltà a gestire la conflittualità familiare derivante da maltrattamenti ? A darvi una mano su Affaritaliani.it "Coppie di... fato: vittime, crimini e misfatti in famiglia", la rubrica al servizio dei cittadini tenuta dalla dottoressa Cinzia Mammoliti, criminologa, formatrice e autrice del saggio in materia di violenza psicologica "I serial killer dell'anima" (ed. Sonda). Per contattare la nostra specialista e avere consigli e aiuto scrivete a: lettereallacriminologa@affaritaliani.it

DOMANDA:
Dottoressa, nel rinnovarle i miei complimenti per il lavoro di "supporto" che svolge attraverso questa rubrica e non solo vorrei raccontarle la mia triste storia per avere un suo parere. Ho 39 anni, sono separato da 4. Matrimonio breve e senza figli e dopo diverse relazioni "sbagliate" nella primavera del 2012 conobbi quella che da subito considerai come la risposta di Dio a tutte le mie preghiere! La conobbi su un socialnetwork, lei 28 anni bellissima, eterea, mi disse da subito che si era appena lasciata col suo ragazzo dopo una convivenza di oltre 5 anni. La cosa che mi stupì sin da subito fu la velocità impressionante con la quale aveva dimenticato la sua vita precedente al punto di trasferirsi a casa mia dopo esserci visti solo 2/3 volte. All'inizio tutto sembrò filare liscio nonostante le mie difficoltà personali dovute al fatto che avevo da poco perso il lavoro e i soldi iniziavano a scarseggiare. Mi sentivo in luna di miele le nostre giornate trascorrevano serene tra giri in macchina e tour de force sessuali, ma, dopo poco tempo, iniziai a sospettare che qualcosa di strano stava accadendo. Questa ragazza, sempre più di frequente aveva scatti di ira paurosi non dettati da motivi plausibili ma da circostanze oggettivamente di poco conto; quando aveva questi scatti iniziava con le offese e le umiliazioni rivolte a me e alla mia condizione lavorativa cui attribuiva le sue problematiche. Ad aggravare la cosa si aggiungevano suoi attacchi di mal di testa "mortali"(così li definiva) che duravano anche 5 o 6 giorni e la riducevano un relitto. In quei momenti non poteva vedere nessuna fonte di luce ed io potevo aiutarla solo premendole la testa tra la fronte e la nuca (passavo nottate in quella posizione) e nei casi più gravi la portavo in ospedale per fare qualche puntura che lenisse quel dolore. I primi 2 mesi passarono cosi, si alternavano giorni tranquilli a litigate tanto furiose quanto immotivate, poi ogni tanto si ricordava che c'ero anch'io e mi diceva: "tranquillo amore adesso ci sono io non sei più da solo, risolviamo tutto!" Finito il periodo lavorativo che lei stava svolgendo nella mia città, a giugno, tornò al suo paese ma prima di andar via mi disse (senza preavviso): "stringiti ai tuoi cari", che le avevo fatto conoscere, " ai tuoi amici ma IO NON TI AMO". Così dicendo andò via senza nessuna possibilità di replica da parte mia. Lascio immaginare il mio sgomento; mi sembrò tutto così assurdo cioè la stessa persona che era gelosa di me (non potevo uscire senza di lei) che mi diceva che lei era quella giusta e che mi avrebbe aiutato a risolvere le cose di punto in bianco senza spiegazioni dopo 2 mesi di convivenza sparì nel nulla! Per 10 giorni la cercai al cellulare senza nessun risultato: non rispondeva mai, andai a cercarla 2 volte nella sua città per avere uno straccio di spiegazione ma nulla......in quelle 2 volte ebbi contezza di tutta la sua cattiveria, non potrò mai dimenticare il suo sguardo quegli occhi "spiritati"che avrei visto e ricordato per molto tempo ancora. Deve considerare che lei abitava a 700 km da casa mia quindi il viaggio era impegnativo. Ebbene la prima volta accettò di vedermi e dopo aver parlato io per 4 ore mi disse: è da 4 ore che parli del nulla e così mi liquidò, la seconda volta invece feci nuovamente 700 km per vederla ma non solo non la vidi ma nemmeno mi rispose al cellulare. Trascorsero altri 4/5 giorni e lei si ammorbidì, torno a parlarmi al telefono ed io andai a trovarla. Ebbene iniziò l'estate più bella della mia vita. Tra mille difficoltà ero sempre da lei, nella sua città, all'insaputa dei suoi che avevano di me una brutta opinione in quanto disoccupato e separato.......solo che quando ero da lei dovevo fare l'amante, sempre chiuso in un b&b ad aspettarla per non far capire nulla ai suoi! Passata l'estate lei decise di dire tutto ai suoi e dopo aver litigato con loro fuggì per tornare a casa mia,visto che a breve avrebbe nuovamente ripreso a lavorare nella mia città, ebbene da quel momento iniziò il calvario: litigate sempre più frequenti, urla, spaccava tutto quello che aveva a portata di mano per non parlare poi di quando alzava le mani ed io per evitare non reagivo.Mi creda in 1 anno di convivenza non c'è mai stato un solo motivo per litigare ma lei si aggrappava a tutto per attaccarmi con frasi cattive sulla mia incapacità lavorativa e sulla mia virilità che ora metteva in discussione, il tutto però alternato a slanci amorosi sia nei confronti miei che dei miei familiari. Questi messaggi ambivalenti mi misero in confusione, lei viveva con me, facevamo tutto assieme, mi controllava, era gelosissima e tutto questo mi condusse lentamente ad uno stato depressivo ed ad un deperimento fisico che non riuscivo acomprendere. Io progettavo e lei distruggeva, presto mi allontanò da tutti facendomi dubitare anche dei miei familiari, dicendomi ed inculcandomi che lei era il meglio che potesse capitarmi e che nemmeno potevo immaginare quanti altri sarebbero stati felici di essere al mio posto. Sentivo che stavo iniziando ad impazzire seriamente.....io che avevo girato il mondo, io che fino a poco tempo prima svolgevo un lavoro gratificante e ben remunerato, improvvisamente non valevo più nulla, non sapevo fare più nulla, ai suoi occhi ero "una merda" anzi come diceva lei "una piccola merda" e quando le facevo notare che non tolleravo tutto questo mi rispondeva "ma come io che ho fatto pazzie per stare con te, ho litigato anche con la mia famiglia", tutto questo mi devastava ma non riuscivo a liberarmene anzi tutte le volte, decine e decine, che lei minacciava di abbandonarmi io la trattenevo salvo poi non rivolgerle la parola in quanto troppe erano state le umiliazioni subite. Capisce bene che vortice si era creato carnefice e vittima ,2 ruoli ben delineati, complementari che si incastravano perfettamente! La sua opera di distruzione diventava sempre più incalzante e la sua cattiveria raggiungeva livelli indescrivibili, non riuscivo a capacitarmi sembrava quasi che più io amassi più lei volesse distruggermi. Il giorno in cui un mio familiare fu ricoverato per un intervento delicato, simultaneamente alla perdita di un altro mio familiare lei venne a casa e mi disse: "IO VADO VIA NON TI AMO PIU', sei tu che mi hai cacciato col tuo comportamento, una come me non ti capiterà più devi mangiarti le mani per tutta la vita". Esplosi senza capire più nulla, mi sembrò un incubo! Il primo pensiero fu: si vede con qualcuno.......glielo feci presente per sentirmi rispondere: "queste cose le fai tu e quelle poco di buono che hai conosciuto prima di me, io sono una ragazza per bene".........Per farla breve dopo 15 giorni usciva già con un suo collega. Ora mi chiedo: una storia può finire, ci si può innamorare di un'altra persona ma perché infierire nell'andarsene specie nei confronti di chi ti ha amata incondizionatamente e che versava in condizioni disperate? Che senso ha avuto tutto questo?può essere che questa ragazza abbia rimosso del tutto la nostra storia, che non abbia alcuna memoria affettiva? Adesso non la sento e non la vedo, da 11 mesi è scomparsa, so che convive con questo, ma non si fa vedere in giro ed il pensiero di poterla incrociare e che possa ritornare per completare il suo "misfatto" mi fa star male.......mi piacerebbe avere delle risposte da lei, cara dottoressa per comprendere meglio le dinamiche fermo restando che io il mio percorso terapeutico lo sto facendo (era inevitabile dopo questa devastazione) a prescindere ed è stato molto illuminante e mi ha fatto comprendere diverse cose! Mi è stato spiegato il disturbo borderline di personalità che racchiude tutto quanto mi è successo, idealizzazione e svalutazione, amore ed odio........grazie mille e mi scusi se mi sono dilungato.

RISPOSTA: Capisco il suo quantitativo di quesiti e capisco lo stupore e il dolore di quel che ha dovuto vivere ma i tratti di personalità che lei descrive sono purtroppo quelli tipici del narcisismo perverso. Seduzione, odio e amore (finto), crudeltà gratuitamente inflitta e denigrazione costante sono gli ingredienti base delle relazioni perverse. Quelle in cui il carnefice ha bisogno di tirare fuori il peggio della vittima per ritorcerglielo contro. Forse con lei la donna di cui parla non ce l'ha fatta e di fronte a tanta tolleranza, bontà e umanità (la sua) si è arresa e se ne é andata. Non le sto a descrivere le caratteristiche tipiche di questi soggetti. Le ritrova nei miei due saggi e nella sempre più numerosa bibliografia che sta contribuendo all'emersione di un fenomeno tanto oscuro quanto pernicioso. Se al narcisismo perverso si associano, come è frequente, pure tratti borderline di personalità il gioco (al massacro) é fatto. Ha avuto la sventura di innamorarsi di una donna squilibrata e cattiva, una vampira energetica che deve prosciugare chi la circonda e che c è fintanto che ha qualcosa da rubare ma che poi se ne va. E quello in cui se ne è andata dovrebbe trasformarsi nel giorno più bello della sua vita perchè questi soggetti son capaci di portare solo distruzione, malattia e morte. Non si chieda più nulla su di lei, non si senta in colpa per nulla, ha solo amato una persona sbagliata. Sparisca lei se torna, come dice bene tornano solo per ultimare l 'opera di distruzione. Si renda irreperibile, non cada nella trappola di una comunicazione impossibile. Lo so che sta male e non si da pace ma si concentri solo sulle cattiverie gratuite che ha ricevuto. Queste persone non hanno sensi di colpa, rimpianti o rimorsi, procedono per la loro strada come robot impazziti e mietono vittime senza guardarsi indietro. Dimentichi. Ci sono migliaia di donne là fuori sane e pronte a ricevere il suo amore

Un cordiale saluto
Cinzia Mammoliti
www.cinziamammoliti.it

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