ExpoMania

di Silvia Davite

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ExpoMania

 

 

Emanuela Donetti ha 40 anni, leggi il suo profilo Twitter e pensi subito ad un’equilibrista “in bilico su linee immaginarie. Attraversare confini è un processo perpendicolare someplace over the rainbow”.

 

Emanuela Donetti è la prima giovane donna ospite di ExpoMania. Nata a Como, sposata, senza figli. Ama la tecnologia, i contesti urbani, guardarsi attorno.

Perché abbiamo voluto lei come prima donna ce lo ricordiamo immediatamente quando la incontriamo a pranzo ai giardini della Triennale di Milano “ vedi io non rinuncerei mai a questo” ci dice mentre iniziamo questo terzo nostro incontro e lei comincia a parlare senza smettere di abbracciare le sue gambe rannicchiate sulla sedia. “mi piace molto venire qui a fare le riunioni di lavoro, perché dovrei rinunciare ad un’idea di lavoro che mi dà benessere in tutti i sensi? Le riunioni stressanti, al chiuso di una stanza, dove la parte migliore di noi non esce perché siamo tutti impegnanti a mantenere un ruolo invece di concentrarci sui contenuti … ebbene, quelle le lascio ad altri!”

Emanuela Donetti è geografa di formazione, direttrice scientifica di Urbano Creativo, Amministratore delegato di Mobirev. Si occupa quotidianamente di consulenza per la Pubblica Amministrazione sui temi della partecipazione, delle smart city e delle green city.

A dispetto del suo profilo professionale ma certo in linea con quello formativo Emanuela ama stare all’aria aperta, camminare e andare in bicicletta.

Altro che smart city Emanuela come ce lo spieghi? “ sul concetto di smart city poi ci torno e se vuoi ti do la mia personale definizione, sul resto la mia passione nasce da lontano … quando studiavo all’università uscivo di casa, prendevo l’autobus, poi il treno, poi la metropolitana. Sempre dentro ad un tubo, sempre al chiuso, tutto il giorno. Ad un certo punto ho detto adesso basta: da ora in poi solo strade a piedi!”

Ridiamo con Emanuela perché anche chi scrive fa lo stesso.

Le città per conoscerle, amarle, cambiarle bisogna percorrerle a piedi, in tutte le direzioni. Solo così puoi governarle.

Chi lo diceva? Carlo Tognoli Sindaco.

Ma torniamo all’intervista Emanuela, dicevi che hai una definizione di smart city… ce la proponi? “ la smart city è il luogo della trasformazione di informazioni in comunicazione; la smart city crea conoscenza, intelligenza, prospettiva, guarda caso quello che serve al Paese oggi, quello che serve ad Expo per riuscire; se la PA intende la smart city con l’obbiettivo di far cassa, è una sconfitta per tutti, la smart city va intesa come strumento per moltiplicare le casse di un ente pubblico, crea svariate casse virtuali che poi virtuali non sono”

Che cosa manca secondo te perché si affermi la tua visione di smart city? “La fede. C’è poca fiducia nel progetto nuovo”

Ok d’accordo l’Italia è per natura un paese tradizionalista anche se tutti ci riconoscono come un paese di artisti, viaggiatori e di cuochi sapienti … insomma teoricamente dovremmo essere i più innovatori di tutti? Perché questo non accade secondo te? “ Ti faccio un esempio molto concreto. Nel 2011 vinciamo il premio di Regione Lombardia Startup 2011. Sai chi ci chiama per primo per conoscerci e capire le nostre idee, i nostri prodotti? Italo”.

Ah si certo! La capacita intuitiva di Luca Cordero di Montezemolo e dei suoi uomini è visibile ovunque: con Italo, con ItaliaFutura, con SceltaCivica. E poi come è andata? “ bene, direi … ci hanno detto che ci rivedremo sicuramente. Prima di lasciarci ci hanno chiesto da dove venite, chi siete, dove andate?”

ExpoMania capisce benissimo cosa vuol dire Emanuela. Di solito la sottoscritta a questa domanda risponde con una nota citazione “3 fiorini!!!” e tira dritta. Già perché l’Italia, Expo, Milano sino ad oggi non sono tradizionalisti, sono diffidenti e invece di concentrarsi su cosa stai proponendo, ti fanno la radiografia col recondito pensiero, il dubbio amletico, la domanda non posta... ma tu, a chi rispondi?

Che mi dici di come il Paese vive l’innovazione? “ la vive male. Fare innovazione significa poterci vivere. Qui siamo ancora al punto in cui moltissimi che han fatto la scelta di creare impresa sull’innovazione vivono e mantengono le società ancora grazie ai soldi di genitori e nonni. Così si resiste ma non si cresce, non si fa il salto di qualità.”

Certo, il ragionamento fila, nell’attraversare a piedi il nostro mondo vediamo ovunque quello che dice Emanuela. Nel welfare, nelle nomine, nei ruoli e nelle posizioni di potere, nelle organizzazioni che perpetuano se stesse senza cambiare di una virgola le loro pratiche quotidiane.

Un’idea per risolvere questo annoso problema? “la leva fiscale o il baratto”

Scusa??? Spiegaci meglio … “ provo con esempi concreti. Abbiamo partecipato ad un bando della Regione Trentino e abbiamo ottenuto 140.000 euro “per comprare servizi” ebbene ora dobbiam pagare le tasse, l’IVA… ma ancora il prodotto non ce l’abbiamo, nemmeno abbiamo avuto un euro di profitto … ti pare possibile?”

Si capisco, però i finanziamenti per partire ci sono dunque, non sono solo quelli dei genitori e dei nonni, sono soldi pubblici derivanti dalle tasse di chi le paga, un investimento della collettività su di voi. Qualcosa bisognerà pur ridare, soprattutto ora non credi? “ Si Silvia, certo! Su questo non c’è dubbio. Ma quel che vorrei ritornare alla comunità è innanzitutto sviluppo, posti di lavoro, benefici ai consumatori-utenti. Per farlo devo avere almeno il prodotto sul mercato … poi quando arrivano le entrate ridò quanto devo in termini di tasse”

Ok chiarissimo. E il baratto?“ Le banche non riescono a farci credito? Ci diano servizi! Consulenze su business plan etc..

Siete iscritti ad Organizzazioni di rappresentanza? “No. Urbano Creativo ha sei collaboratori. Mobirev siamo tre soci, tre persone intelligenti che hanno studiato alla Bocconi, all’Università degli studi di Milano, in Israele.

Una tua idea per Expo? “riuscire a suscitare il sogno che convinca una ragazza di Boston a mettere da parte i soldi per venire a Milano nel 2015”

Un tuo progetto concreto? “ sono contenta perché abbiamo avviato con TreNord una sperimentazione su Moviq, un sistema di gestione integrata del trasporto: permette di pianificare il viaggio e di acquistare i biglietti necessari integrando sistema elettronico col cartaceo e senza perdere posti di lavoro.

Un tuo progetto indipendentemente dal tuo ruolo sociale? “riuscire a trovare un luogo di discussione femminile sul ruolo della donna scevro da ipocrisie, nostri blocchi mentali, stereotipi”

A proposito se le chiedi qual è il suo esempio femminile Emanuela risponde convinta “Mia nonna!”

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