ExpoMania

di Silvia Davite

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ExpoMania

Su Affaritaliani.it debutta la rubrica ExpoMania, un appuntamento per raccontare esponenti della classe dirigente locale, nazionale e internazionale. Ogni settimana Silvia Davite esporrà le idee, gli stili di vita e i progetti concreti a cui lavorano le giovani leve che decidono, agiscono e immaginano il futuro: giovani anagraficamente, di testa, nel ruolo che occupano. Filo conduttore di questi incontri sarà Expo 2015, perché proprio da Expo2015 parte il riscatto delle comunità a tutti i livelli. Un riscatto economico, sociale, culturale

 

Franco Colombo 1

Franco Colombo ha 40 anni, risiede a Varese ma è bustocco di nascita. Quando gli chiediamo cosa faccia nella vita risponde leggero “il padre di Viviana, 6 anni il prossimo 27 Maggio, l’imprenditore, il Presidente di Confapi Industria Lombardia”. Franco lo incontriamo in diverse occasioni: a pranzo, nel suo ufficio a due passi dalla stazione di Varese, tra i suoi associati, a merenda. Franco Colombo è appassionato “di tecnologia, di sport in genere e di sfide che si vincono”. Queste sono certo delle buone ragioni per cui abbiamo deciso di inaugurare questa rubrica proprio partendo da lui.  A Franco piacciono  anche il caffè fatto con la moka, i succhi di frutta e i finferli.

Non dobbiamo faticare molto con lui, Franco si lascia andare a conversare subito, racconta: ”finalmente abbiamo un governo – dice – questo è bene! Avevamo tutti bisogno di un interlocutore, abbiamo tutti bisogno di fiducia, di prospettiva. Ora come sempre misureremo i fatti. Personalmente vedo 3 priorità: sbloccare il credito alle imprese, organizzare un più efficace accompagnamento all’industria territoriale da parte delle istituzioni, riappropriarci del debito pubblico. Quest’ultima cosa però occorre farla in modo di essere proprio noi i primi ad investire sui titoli di stato”.

 “ Vedi – prosegue Franco Colombo – al di là di qualche caso i nostri istituti di credito, pur con necessarie riorganizzazioni, sono solidi; producono reddito. Il problema che poi faticano a redistribuirlo sul territorio: parlo prioritariamente per noi imprese, ovvio,  ma la stessa cosa vale per le famiglie e il no-profit. E in fondo, guarda caso, crescita, lavoro e coesione sociale deve vedere tutti questi attori protagonisti. Senza credito non c’è riscatto. Occorre senza dubbio un patto tra istituti di credito, istituzioni e risparmiatori, il giusto equilibrio. Il mio modello ideale ???? Senza dubbio il Giappone. “

Quando gli chiediamo un parere sull’ultimo provvedimento assunto da Mario Draghi relativo all’abbassamento dei tassi d’interesse, Franco risponde secco ”certamente, dopo l’Ok al decreto per sanare i crediti della PA alle imprese, questo è un ulteriore passo in avanti anche se ancora non basta, occorre intervenire sulle regole del mercato interno UE. Fornire credito risponde all’esigenza di prospettiva di cui parlavo prima, puntare sullo sviluppo è la risposta necessaria per dare fiducia, sperimentare forme di confronto tra istituzioni e imprese è il metodo di cui abbiamo bisogno per dare costanza ai nostri sforzi. Io voglio curare il malato, non tenerlo in vita” E questa è un’ulteriore ragione per cui abbiamo scelto Franco come nostro primo ospite di ExpoMania.

Va bene il ragionamento fila tuttavia viene una domanda semplice: qual è la contro partita che le imprese sono disposte a dare ad istituti di credito, istituzioni, risparmiatori che ovviamente non sono solo imprenditori ??? E con questa domanda non ci riferiamo tanto alle  garanzie che il singolo imprenditore deve fornire, pensiamo a ben altro,  ci chiediamo quale sia il contributo di responsabilità che le piccole e medie imprese sono disposte fornire alla comunità.

“ Capisco bene la sua domanda – prosegue Franco –  sgombriamo subito il campo: per quanto mi riguarda la dimensione aziendale è un problema quando non è una scelta. Mi spiego se sono costretto a mettermi in rete, a consorziarmi, ad avere soci, persino ad essere acquisito non va bene. Non ne uscirà nulla di buono. Se invece lo scelgo consapevolmente perché lo ritengo vantaggioso fiscalmente, per lo sviluppo della mia attività, per l’utile che creo allora sì che funziona. E certamente il beneficio sarà per tutti. Poi guardi perché non propone la sua domanda anche alle istituzioni?”

Eh già le Istituzioni… A cosa allude, ci spieghi meglio.

“ Una cosa semplicissima. La burocrazia pubblica. Meglio, questa burocrazia pubblica: così impedisce la crescita. Un esempio? Sul capitolo 236 relativo alla formazione c’era la possibilità di partecipare a dei bandi entro una certa data: ebbene già nel primo giorno utile il sistema informatico era bloccato. Così non va. O ancora, guardi l’elenco delle imprese fornitrici iscritte alla lista ONU… ebbene le nostre sono pochissime, l’Africa ci batte e di moltissimo. Moltissimi imprenditori nemmeno lo sanno: e certamente noi ai nostri associati lo diciamo, tuttavia non sono così presuntuoso da pensare che esistano solo gli imprenditori associati a Confapi. Poi ecco più imprese si associano a noi meglio è – sorride – Ovvio! Insomma quello che voglio dire è che tutti dobbiamo fare la nostra parte, tutti dobbiamo innanzitutto superare i nostri limiti culturali, tutti dobbiamo riacquistare sicurezza in noi stessi! Siamo o no i figli di Leonardo? Ho grande rispetto della politica, dei partiti, degli esponenti delle istituzioni ma è bene che considerino il fatto che il meglio del Paese resta quello che è fuori da lì!”

Quanto ai lavoratori che ci dice? “guarda, la miglior esperienza che ti posso citare è il fondo bilaterale CONFAPI-CGIL”

Una proposta per rilanciare Expo2015? “…dunque, credo ad un’idea che ci consenta di riappropriarci del nostro debito, un’operazione di marketing territoriale, un investimento sulla cultura… Creare i bond sui beni culturali! Brera ma non solo Brera è stracolma di opere prezione che rimangono negli scantinati e non vanno in giro … ebbene dico io: mettiamo quelle opere a garanzia di bond e facciamole girare per il mondo collegandole ad Expo2015. Il patrimonio che abbiamo facciamolo rendere, in tutti i modi possibili… vendendo qualcosa certo, ma non solo vendendo.”

Un Suo progetto concreto da imprenditore?  “… personalmente opero nei settori metalmeccanico, tessile, del turismo, dell’intrattenimento e dei servizi…se devo sceglierne uno, scelgo questo: il kartodromo elettrico! Un progetto in cui ho investito, con cui ho creato posti di lavoro nel settore dell’intrattenimento e che intendo replicare altrove perché ha tutte le caratteristiche di un modello vincente.”

Un Suo progetto concreto da Presidente di Confapi?  “ il mio impegno quotidiano per sostenere le imprese, essere strumento di sviluppo e rilancio del Paese.”

Un suo progetto da uomo a prescindere dal ruolo che occupa nella società? “continuare a far crescere la mia famiglia, ad investire e lavorare nel territorio che amo”.

Che mi dice della coppa che ha recentemente a bowling?  “ Te l ho detto mi piace vincere le sfide, la squadra è importante”.

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