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di Silvia Davite

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ExpoMANIA/ L'artigiano: "Date uno spazio espositivo anche a noi"

Ventiquattresimo appuntamento settimanale con ExpoMania, la rubrica di Affaritaliani che intende raccontare in modo non convenzionale esponenti della classe dirigente locale, nazionale e internazionale, per esporre le idee, gli stili di vita e i progetti concreti a cui lavorano le giovani leve che decidono, agiscono e immaginano il futuro: giovani anagraficamente, di testa, nel ruolo che occupano. Filo conduttore di questi incontri è Expo 2015, perché proprio da Expo2015 parte il riscatto delle comunità a tutti i livelli. Un riscatto economico, sociale, culturale.

Questa settimana rientriamo su Milano ed intervistiamo un artigiano, perché riteniamo che oggi la sua voce sia estremamente rilevante per il destino di Expo2015, di Milano e dell’intero Paese. Emanuele Macchi ha 40 anni e due figli avuti da due convivenze diverse, opera nel settore dei serramenti, finestre e tendaggi in una zona popolare di Milano appena a ridosso del quartiere Stadera che ben conosciamo per problematicità sociale e degrado. La prima volta che lo incontriamo avviene per caso, per ragioni di lavoro di chi scrive ma poi il rapporto di confronto si consolida quando Emanuele decide di partecipare allo sciopero Fermiamo l’Italia indetto per lo scorso 9 Dicembre dagli ormai noti Forconi. “Si, ho partecipato” dice serio Emanuele “ ma solo una volta e mi sono subito pentito, non sono più andato alle chiamate successive né tanto meno a Roma”.

Perché Emanuele? Che cosa ti ha portato ad aderire? E cosa non ti ha convinto poi?

“La situazione è molto critica, non devo certo dirlo io, è sotto gli occhi di tutti mi pare. Le famiglie non ce la fanno più, i disoccupati aumentano ovunque e le grandi imprese italiane non esistono praticamente più, da tempo ormai … Si, ho partecipato il 9 Dicembre allo sciopero e sono andato una volta in Piazzale Loreto, ma poi mi sono subito pentito. Doveva essere una giornata simbolica, di scossa nazionale, doveva essere un’unica giornata organizzata molto meglio e con tantissima gente per far capire alle Istituzioni che non c’è più tempo da perdere, che bisogna agire immediatamente altrimenti domani ci sveglieremo e del nostro Paese non rimarrà più nulla. Doveva essere tutto questo, ma così non è stato: forse per colpa degli organizzatori, oppure la mia percezione è ancora prematura e la maggioranza degli italiani ancora non ha fame. Ma di una cosa sono certo, più andiamo avanti e più sarà peggio se non agiamo subito.”

Che cosa ci racconti del presidio in piazzale Loreto?

“Ho visto troppi casini, troppa ideologia, non era la mia manifestazione e ho lasciato perdere. Per carità c’era diversa gente in buona fede,che era lì con il mio stesso spirito ma in molti dopo la prima volta hanno desistito. Ci siamo detti una cosa tanto semplice, quanto banale: ma se blocchiamo le strade creiamo disagio ad altri, se la nostra manifestazione fa perdere il lavoro a qualcuno, non solo non abbiamo risolto nulla ma siamo noi stessi causa dell’aggravamento della situazione di crisi. No, non va bene io, e in diversi che eravamo là, vogliamo aiutare gli altri, non metterli in difficoltà. Lo ripeto non era la mia manifestazione e non avrei dovuto nemmeno parteciparvi.”

Com’è la situazione oggi a Milano per un piccolo artigiano come te?

“Lo ripeto, la situazione è gravissima. Non viene gente in negozio, io sto giorni senza ricevere una telefonata, poi per carità ti chiama quello benestante e sbarchi il lunario ma anche questo è problematico: il ceto medio non esiste più. Ricchi e Poveri, questa è la Milano di oggi. Non ci sono soldi per la maggioranza delle famiglie e dei lavoratori, sono troppe le tasse. Vedi le famiglie oggi si trovano di fronte ad una scelta obbligata: o paghi le tasse oppure compri un vestito ai tuoi figli. Non c’è liquidità, l’economia è ferma, io i segnali di ripresa, non li vedo. Hai sentito l’altro giorno che cosa ha detto Tgcom24? Che loro, i politici si sono aumentati ancora lo stipendio, non so se sia vero, ma come fare poi a non apprezzare il Movimento5Stelle che restituisce i soldi, anche se magari non sono davvero la cifra che vanno dicendo, e li deposita in un conto corrente per aiutare le imprese in difficoltà?”

Che cosa dovrebbe fare il Governo secondo te?

“Semplice, abbassare le tasse. Vedi è tutto un brodo qui: se non dai da mangiare come si deve ai tuoi figli, carne una volta alla settimana se va bene, se non dai soldi alla < Signora Maria >, ai lavoratori dipendenti rimasti e ai pensionati, qui non riparte nulla.”

Come scusa il Governo deve abbassare le tasse a lavoratori dipendenti e pensionati, non ai lavoratori autonomi come te?

“Guarda il discorso è uno: dipendenti e pensionati sono quelli più tartassati perché la loro busta paga è là da vedere e lo Stato può controllare subito ed effettivamente quanto entra da lì, lo capisco, su di loro può fare conti certi per intervenire a sanare il debito che abbiamo contratto … Ma se abbassano le tasse a loro, quei 400euro in più che famiglie e pensionati si ritrovano in tasca, non li usano certo per comprare obbligazioni o altri prodotti finanziari, li usano per rifarsi un serramento di casa, per acquistare un mazzo di fiori per la fidanzata o l’amante, li usano per farsi anche solo un piccolo viaggio di un week end. Ridanno un po’ di ossigeno alla nostra economia bloccata. Quanto a noi artigiani se anche ci abbassano tasse solo del 5% va più che bene per ora… passare dal 40% della nostra tassazione attuale, al 35% è più che sufficiente oggi, se fanno quello che ho detto prima.”

Tu precisamente quanto paghi di tasse?

“In totale arrivo a pagare il 60% di quel che guadagno. Il 43% è l’aliquota di tassazione ma poi c’è l’IVA, la TARSU, l’INPS e l’INAIL e il 60 è presto fatto. Lo sappiamo noi artigiani fino a Luglio lavoriamo per lo Stato, da Agosto a Dicembre per noi stessi, ecco perché pure le ferie sono ridotte all’osso. Sono favorevole ad una riforma che si aspetta da tempo: pagare l’IVA all’incasso ed ero e sono favorevole alla no-tax area su Milano in vista di Expo2015.”

A proposito di Milano che mi dici di come è governata la città, differenze Moratti - Pisapia?

“Guarda io ricordo solo il Sindaco Gabriele Albertini. Detto ciò c’è una cosa che assolutamente non mi piace di Pisapia: sta lasciando decadere e degradare i quartieri popolari come non mai. Ci vado spesso allo Stadera, al Lorenteggio, a Baggio … la situazione non è mai stata così, lo so perché mia madre finchè era con noi qui, lavorava al SUNIA (ndr. la mamma di Emanuele,lo scopriamo per caso durante l’intervista, è una persona che chi scrive ricorda con molto affetto). Ho visto un servizio su Firenze, anche li le famiglie italiane vivono senza casa da anni in un camper, nel comune del Rottamatore … Mah! Qui ci vogliono riforme e subito, bisogna dare risposte ora!”

Riforme subito, risposte ora… sei d’accordo con il Presidente Napolitano?

“Certo! E ti dirò di più sono d’accordo con tutti quei politici che fanno, che danno risposte, che vengono da me e mi dicono guarda ho modificato questa legge e ho ottenuto questo risultato, ho aiutato queste persone, sono d’accordo con il Ministro Mario Mauro che ha detto settimana scorsa che le istituzioni sono garanti del patto con i cittadini, non padrone.”

Chi hai votato alle ultime elezioni?

“ Ho votato Forza Italia perché ho dato la mia preferenza a questo signore che c’è scritto qua su questa penna azzurra che mi ha regalato e tengo sempre con me, Giulio Gallera.”

Una proposta per Expo2015?

“Date uno spazio espositivo anche a noi piccoli, non abbiamo i soldi per pagarci uno stand dentro l’area dove si svolgerà l’evento ma la gente a Milano arriverà e allora dateci un’area anche a noi, in città o a Rho comune, dove volete. Metteremo un piccolo gazebo, un banchetto ma fate conoscere al mondo il saper fare delle piccole e piccolissime imprese. L’Italia siamo anche noi, soprattutto noi.

Le tre cose che ami di più in assoluto?

“I miei figli, il mio lavoro e viaggiare.”

Le tre cose che hai realizzato di cui vai più orgoglioso?

“I miei figli, l’aver tirato su la mia attività nonostante le difficoltà e l’aver convinto un amico tossico dipendente a farsi curare in comunità e disintossicarsi. Ce la sta facendo e sono felice.

 

 

 

 

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