ExpoMania

di Silvia Davite

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ExpoMania

Quindicesimo appuntamento con ExpoMania, la rubrica di Affaritaliani che intende raccontare in modo non convenzionale esponenti della classe dirigente locale, nazionale e internazionale, per esporre le idee, gli stili di vita e i progetti concreti a cui lavorano le giovani leve che decidono, agiscono e immaginano il futuro: giovani anagraficamente, di testa, nel ruolo che occupano. Filo conduttore di questi incontri è Expo 2015, perché proprio da Expo2015 parte il riscatto delle comunità a tutti i livelli. Un riscatto economico, sociale, culturale.

Questa settimana incontriamo finalmente la quarta figura femminile della rubrica e ne siamo felici perché anch’essa, come Emanuela Gandini, Manuela Donetti e Anita Pirovano, ha la stessa caratteristica: è una donna che insegue quello in cui crede con determinazione, sapendo che in questo Paese le donne che fanno le donne pagano un prezzo infinitamente superiore a quello di chiunque altro.

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Ketty Franzolin ha 32 anni è nata a Venezia, lavora ed è responsabile divisione amministrativa della HI-LOG logistica e trasporti di Padova “sono sposata e ho una bimba rompiscatole… le dediche son sempre tutte per lei, per mia figlia”.

Ketty lavora, Ketty è sposata e manda avanti la famiglia, Ketty non rinuncia al suo sogno di scrittrice.

Le tre cose che ami di più? “La mia famiglia, gli amici che non hanno mai smesso di credere in me e il riuscire ad insistere con me stessa e con gli altri in un cammino spirituale interiore, il tentativo quotidiano di capirsi, scoprirsi e superare i propri limiti … ecco perché amo così tanto la letteratura.”

Allora diciamolo subito, tu sei un’artista, scrivi romanzi dico bene? “ Si’ certo! E’ una passione che coltivo da tempo, da quando la mia professoressa delle medie lesse un mio tema e ne fu entusiasta. Ricordo benissimo come fosse ieri quel momento … Ci chiese di scrivere un finale diverso all’Odissea ed io raccontai la storia di Ulisse, che dopo molto perigliare, riesce finalmente a toccare la patria, libera Itaca e poi muore stremato tra le braccia dell’unica donna che abbia mai amato davvero, Penelope.”

Capisco… quindi poi hai preso coraggio e hai deciso di provarci davvero? “ Veramente no… Sai qui in Veneto abbiamo i nostri sogni ma prima coltiviamo il pragmatismo, perché puoi fare qualunque cosa desideri ma prima viene la stabilità economica, il lavoro. Mi iscrissi all’istituto superiore professionale per diventare contabile e poi commercialista, con buona pace della mia Prof.” ride Ketty  mentre è assorta nei ricordi.

 Poi cosa accadde? “A sedici anni i primi concorsi in racconti, perché la prosa è più affine al mio modo di essere rispetto alla poesia: la prosa crea immagini, suscita visioni, genera atmosfera e stimola la proiezione di noi stessi nel fantastico. Per esempio mi colpì molto la lettura di Twilight, la sagra dei vampiri. Lo trovai molto bello anche se stilisticamente non così curato. Finii di leggerlo e mi dissi: se ce la fa lei posso farcela anche io!”

Nell’arte, nello scrivere per quanto ti riguarda, è più importante la forma o il contenuto? “Diciamo che il contenuto è importante ma è la forma che fa la differenza. Un libro è bello per quel che racconta ma soprattutto per come lo racconta. Poi sì certo non sono ingenua e so benissimo che anche la copertina di un libro, se colpisce, aiuta ad esser letti. Per esempio La Chimera di Praga di Lanny Taylor, è splendido, un libro di un’americana che consiglio a tutti, un fantasy in cui forma e contenuto sono eccellenti.”

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Bene, consiglio accettato! Ma parliamo del tuo di libro però ora, è una trilogia vero? “Si! Si intitola THIS IS ME. Il primo e il secondo libro sono già usciti, il terzo uscirà tra Dicembre e Gennaio sempre per la MGC edizioni, una casa editrice di Roma circuito Feltrinelli/Mondadori.”

Come sei riuscita a convincere l’editore? “Guarda i primi ad aver scommesso su di me sono stati una casa editrice di Vicenza, Altrimondi Editori a cui va ancora oggi tutta la mia gratitudine; poi lessi di un concorso letterario della MGC: i vincitori avrebbero avuto la possibilità di ripubblicare un proprio libro edito e non. Mi buttai e ce la feci. Arrivai 27° su oltre 40.000 partecipanti, un’enorme soddisfazione! E un grazie infinito alla Direttrice della MGC Maria Grazia Catanzani.”

Perché il titolo in inglese? “La trilogia è un fantasy in cui metto a nudo me stessa. Non ci crederai ma mi imbarazzavo e quindi ho preferito nascondermi un po’ dietro l’inglesismo. Poi diciamoci la verità a livello di marketing, l’inglese attira più di ogni altra cosa.”

Hai scelto un fantasy, perché? “E’ un progetto che ho sempre avuto in testa. Per anni ho lasciato perdere perché la storia mi sembrava troppo surreale per i lettori … il fantasy fino a poco tempo fa è stato tabù tra la massa dei lettori italiani. Poi pian piano grazie alla letteratura di genere americana prima, e inglese poi, anche noi siamo diventati meno snob e draghi, streghe e fate hanno avuto la cittadinanza che meritano. Il lettore italiano è molto coinvolto dagli imput d’oltre oceano, è un dato di fatto ancora oggi.”

E se facessimo il percorso inverso? Hai pensato di proporre la tua trilogia a case editrici straniere? In fondo lo sanno tutti Italia paese di cuochi,artisti e viaggiatori, o no? “ Hai ragione certo! Ma sai non è così semplice raggiungere il mercato europeo, i circuiti non sono sempre così accessibili e poi riconosco che forse un po’ mi spaventa.”

Perché questo libro allora, che cosa racconta THIS IS ME? “E’ un romanzo di formazione in stile fantasy, sì lo definisco cosi. Ho cercato di raccontare la mia realtà attraverso l’essenza delle sensazioni, attraverso l’importanza delle sfumature: del fiore non racconto il profumo, ma la sensazione tattile. Se usi la dimensione fantastica è più facile che la tua realtà arrivi a tanti altri, ci si incontra in un mondo che è l’altrove. E nell’Altrove siamo tutti uniti perché l’immaginazione rende più facile far comprendere che il destino di ciascuno di noi è indissolubilmente legato a quello degli altri. Nei prossimi giorni intendo organizzare la presentazione del mio libro nelle scuole superiori.”

Veniamo ad Expo2015 che giudizio ti sei fatta? “E’ un’occasione grandissima, che racconta un tema per nulla banale! Dobbiamo riuscire a sfruttarla al meglio per conquistarci visibilità e credibilità in Europa. E’ il vero motore con cui possiamo ripartire. Turismo, ma anche logistica e trasporti possono trainare tutto il resto.”

Se venisse affidata a te la decisione su alcune scelte Expo, tu su che cosa punteresti? “ Sulla pubblicità. Su una comunicazione davvero di spessore, alla portata di tutti. Expo2015 deve diventare il nostro orgoglio nazionale e con esso l’orgoglio di un’ Europa che ha in Milano una sua preziosissima capitale.”

Un’idea per rendere la comunicazione Expo alla portata di tutti? “Un concorso letterario sul tema dell’Esposizione; lo immagino rivolto a tutti i giovani scrittori italiani qui e all’estero, per offrire a ciascuno di noi un’occasione ma anche per coinvolgere tutti nella promozione dell’evento.130 Paesi che aderiscono è qualcosa di straordinario, raccontiamoli questi Paese con l’occhio, la testa e la penna di noi italiani: qui non si tratta di una gara a chi è migliore. Nessuno è migliore. Per me lo spirito di Expo2015, che avviene in una fase delicatissima per tutti, è solo uno: fratellanza.”

Pensi che Expo2015 possa portare benefici misurabili al Veneto? “Si’ penso proprio di sì! Credo che alla fine saranno diverse le aziende venete coinvolte da protagoniste e per indotto… e poi Expo2015 è una vetrina in cui la capacità veneta di coniugare tradizione, innovazione e cultura del territorio finirà per essere premiata.”

Le tre cose di cui vai più orgogliosa? “La mia famiglia, i miei sogni e l’essere riuscita fino ad oggi a rimanere fedele alla mia natura.”

Un Veneto o una Veneta che stimi? “La famiglia proprietaria della Pizzeria Il Vecchio Corsaro a Padova. Per l’entusiasmo che mostrano verso di me: hanno scommesso sui miei libri da subito mettendomi a disposizione  il locale per le mie presentazioni a Padova e facendomi da sponsor in tutto.”

E ma devi sceglierne una sola di persona che stimi… “Ah davvero? La risposta di prima non vale? Devo dirne un’altra? Beh allora dico senza dubbio mio marito Andrea. Per la caparbietà con cui anch’egli insegue i suoi sogni senza cambiare se stesso.”

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