ExpoMania

di Silvia Davite

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ExpoMania

Diciassettesimo appuntamento con ExpoMania, la rubrica di Affaritaliani che intende raccontare in modo non convenzionale esponenti della classe dirigente locale, nazionale e internazionale, per esporre le idee, gli stili di vita e i progetti concreti a cui lavorano le giovani leve che decidono, agiscono e immaginano il futuro: giovani anagraficamente, di testa, nel ruolo che occupano. Filo conduttore di questi incontri è Expo 2015, perché proprio da Expo2015 parte il riscatto delle comunità a tutti i livelli. Un riscatto economico, sociale, culturale.

Questa settimana altra donna, altro personaggio femminile perché ovunque andiamo finisce sempre che rimaniamo di stucco di fronte al talento femminile, che è anzitutto coraggio, capacità di adattamento senza smettere un istante di scalare la montagna, con le unghie e con i denti. Senza smettere un istante di vivere sulla base di valori precisi, la vera rottura e l’unica rivoluzione possibile in quest’Italia ancora troppo ipocrita, dove per alcuni è ancora tutto troppo facile e per altri/e, molti ancora tutto troppo difficile. La politica prima si accorge di un universo femminile che è “sangue, futuro e coraggio” per parafrasare Fiorella Mannoia, meglio è per tutti.

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Elisa Burlan, 34 anni di Telve in Provincia di Trento. Quando la incontriamo è tarda sera in una festa di comunità a metà tra la sagra per stare insieme e l’iniziativa di campagna elettorale. Le chiediamo come sempre quali sono le tre cose che ama di più in assoluto e lei risponde piano, senza bisogno di pensare “la libertà di espressione nello sport, che per me significa innanzitutto quello in montagna, l’amicizia e il lavorare con spirito di squadra, il senso della famiglia che a tutt’oggi però ancora non ho.”

Elisa è candidata al Consiglio Provinciale di Trento con la lista Cattolici Uniti Europei “Sì, è una lista che si presenta a queste elezioni amministrative ma dopo l’appuntamento amministrativo intendiamo proseguire un percorso, non fermarci … è già previsto un appuntamento di riflessione di tutto il movimento di cui faccio parte convintamente”

E’ la tua prima esperienza politica? “No a 24 anni mi candidai con una lista civica nel mio Comune, Telve poco più di 2.000 abitanti, a 40 Km da Trento in piena valle la Valsugana, un luogo splendido ma pure difficile, intendiamoci … io comunque amo la mia terra fin dentro le ossa. Comunque quella volta presi tante preferenze e vi fu pure la possibilità che mi occupassi al governo di servizi sociali, ma svanì subito: un altro candidato con lo stesso mio cognome prese il mio stesso numero di preferenze, solo era più anziano di me e quindi l’incarico lo ottenne lui. Oggi lavoro come educatrice, insegnante di scuola materna a Trento e, forse anche per questo, non ho mai smesso di occuparmi di servizi sociali.”

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Servizi Social in Trentino funzionano benissimo o no? Nel resto del Paese invidiano il vostro stato di provincia autonoma, anche se diversi a dir il vero dicono che sia un’ingiustizia, un privilegio enorme che non si spiega … “ allora andiamo con calma: intanto l’assetto istituzionale italiano è frutto di un processo storico e quindi giudico sbagliata qualunque valutazione che prescinda da questo dato, poi diciamoci la verità anche a Roma si fatica a trovare convergenze sulle riforme costituzionali e istituzionali ma forse il tema va necessariamente inquadrato a livello europeo, quale rapporto tra territori ed Europa, quali modelli istituzionali tra paesi ed euro. In secondo luogo i servizi sociali in Trentino funzionano??? Dipende qual è il parametro di valutazione. Sì è vero la Provincia di Trento gestisce parecchie risorse economiche ma come vengono effettivamente spese e quali siano i risultati concreti finali, ecco questo per me è oggetto di discussione, ed anche uno dei motivi per cui mi candido contro l’attuale amministrazione provinciale.”

Che cosa intendi, quali difficoltà sui servizi sociali della tua Provincia? “Allora intanto è vero che da noi arrivano tanti fondi europei per la formazione ed io stessa sono diventata educatrice grazie ad uno di questi corsi, ma poi qual è l’autonomia lavorativa che si ottiene, quale la certezza di lavorativa, quale la stabilità di vita? Precarietà. O ancora se vogliamo parlare delle donne e dei servizi alla persona: ci sono pochi asili nelle valli e quelli esistenti potrebbero trovare in un Provincia gestita diversamente un interlocutore affidare per creare un sistema di agevolazioni diverso alle famiglie e soprattutto alle donne sole con figli a carico. Come fa una donna sola con lavoro precario, che deve sbarcare il lunario e magari districarsi tra 2 o 3 lavoretti un po’ di qua e un po di là? E che dire del sistema ICEF con cui si parametra l’accesso ai servizi pubblici e convenzionati? Mi domando è ricca una donna sola con figli a carico, lavoro precario e però magari una casa di proprietà ereditata da nonni o dal padre? Io dico di no.”

Capisco. Veniamo ad Expo2015 che idea ti sei fatta? “ Oddio in vero nessuna. Qui non se ne sa praticamente nulla, sarò pure una delle valli ma non mi pare che manco a Trento dove lavoro colleghe e amici ne sappiano qualcosa. Quanto meno, mi viene da dire, c’è un enorme deficit di comunicazione e di coinvolgimento del popolo. Dici che dovrebbe essere un’occasione di riscatto per l’Italia??? Mah non mi pare che ad oggi vi sia la benché minima percezione di questo. Almeno qui.”

Se potessi decidere tu a riguardo un’idea, un’iniziativa o una proposta? “ se il tema è nutrire il pianeta qui in Trentino possiamo fare molto – ride – mettiamo al centro i nostri prodotti tipici locali, creiamo un programma televisivo dedicato interamente ad Expo e facciamolo realizzare alla gente comune, umile come noi, realizziamolo esportando in tutto il mondo, la nostra produzione culturale, artigianale e alimentare. Io farei subito una serie di video collegati all’evento che uniscano la filiera produttiva agricola della mia terra: dalla produzione alla distribuzione. In quali parti del mondo finiscono i prodotti tipici trentini? Mele, vino, castagne, patate, miele su quali banconi e città del mondo vengono venduti? Tu lo sai? Io no … eppure la Provincia spende un sacco di soldi in musei e solidarietà internazionale”

Che cosa ti aspetti dopo Expo? “Non mi aspetto nulla, ti posso dire quello che spero: rilancio di turismo in trentino e marketing del territorio, mezzi d trasporto notturni e inserimento delle nostre start up in un contesto di mercati internazionali nei quali oggi nessuno le accompagna.”

Le tre cose di cui vai più orgogliosa? “Il mio coraggio nell’affrontare situazioni difficili, l’essere stata accanto a tante persone malate di tumore ed essere riuscita a dare momenti di serenità e il contribuire con l’AIMI (ndr Associazione Italiana Massaggi Infantili) ad insegnare a coppie di genitori il massaggio infantile, un tipo di relazione che aiuta ad essere più sereni con il proprio bambino. Sai quando si è benestanti è comunque tutto più facile, lo stress dei giovani precari influisce anche sull’attaccamento emotivo tra genitori e piccoli.”

 

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