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di Fabio Frabetti

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L'arresto di Corona, il tracollo di Mps, le strategie politiche e le ultime vicende del calcio italiano. Anche questa settimana Facebook si conferma il centro del dibattito nazionale e il fulcro di notizie non sempre raccontate. Vediamo le principali.

CI PENSA LO ZIO

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Nella crisi generale spicca comunque una figura che sta veramente facendo di tutto per tenere unita quel che resta della famiglia: lo zio. Da quello tradizionale, a quello un po' hippy per passare a quello napoletano per cui uno diventa automaticamente nipote del vicino di casa, del benzinaio o più semplicemente del fratello del cugino di tuo genero. Ma i modelli che si impongono sugli altri si possono ricondurre a due, gente che si è sacrificata dietro le sbarre pur di tramandare i propri valori. Cosa si può dire ad uno come Zio Michele che nonostante la famiglia che si ritrova, ha fatto di tutto per preservarla. Cosa dovrebbe dire ancora per dimostrare il suo attaccamento? La riconoscenza, si sa, non è di questo mondo.
E Zio Fabrizio che è dovuto addirittura fuggire in Portogallo? I vincenti si sa hanno sempunque re e comunque una gran fortuna. In cella è finito con un'ex promessa del calcio turco subito sorpresa durante l'ora d'aria in strani atteggiamenti con un camionista macedone. Zio Fabrizio, in mancanza di una fotocamera, ha già disegnato la scena, minacciando di pubblicarla sulla sua ultima impresa editoriale: si tratta de “Il Secondino” una free press scandalistica distribuita ogni mattina a inferriate alterne. L'iniziativa gli è già valsa l'ospitata a “La cella in diretta”

AUSTERITY

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La crisi è sempre più avvolgente e non è più giusto tenere all'oscuro le nuove generazioni dai debiti che quotidianamente stanno contraendo. Nei corsi preparto ai futuri genitori verranno distribuite delle cuffie da posizionare sul pancione in cui la voce di Mario Monti spiegherà con la consueta pacatezza il comodo piano di rimborso del debito di cittadinanza che il decreto Salva Italia ha previsto per ogni bambino. Ovviamente gli importi varieranno in base a vari parametri. Particolarmente penalizzati i bambini che nasceranno vicino all'Ilva, tra bonifiche e risarcimenti danni dovranno saldare quasi il doppio di quelli nati ad esempio in Umbria. Oltretutto, se riusciranno a nascere, 2000 euro serviranno subito chiavi in mano al momento dell'installazione del braccialetto con nome, data di nascita e peso. I nuovi nati oltretutto saranno particolarmente avvantaggiati perché saranno automaticamente collegati con il nuovo redditometro. La crema tapioca, il latte in polvere e l'omogeneizzato al vitello vengono considerati consumi in linea con lo stile di vita medio. Attenzione però ad acquistare la maxiscorta di biscotti o più di tre vasetti di frutta: potrebbe scattare l'accertamento dell'Agenzia delle entrate. Sono comunque previste consistenti detrazioni per tutti quei bambini che come prima parola diranno “Bildeberg”.

DERIVATI

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Dopo giorni di silenzio Pierluigi Bersani è tornato prepotentemente sullo scenario politico, pronto a guidare il governo. E per farlo ha dato una clamorosa svolta alla campagna elettorale. Il Pd viene criticato per aver contribuito al disastro Mps?  “ Non hanno capito niente” confida Pierluigi ai suoi. Tutto fa parte di una strategia politica di più largo respiro. E infatti, proprio per andare incontro al nemico, ecco i nuovi manifesti elettorali del Pd in cui fa bella mostra lo stemma del Pd con sfondo rosso, per niente casuale. Il tutto non solo per sottolineare le scelte del partito negli uomini della fondazione bancaria senese ma anche per ricordare a tutti quale sia stato il principio cardine del Pd in questi anni: la legge di derivazione. Il Pd, infatti, non è altro che un derivato del Pci da cui poi sono derivati i Ds. Da Ds e Margherita poi deriva proprio il Partito Democratico. Che sta diventando il derivato di Vendola. E anche Monti vorrebbe farlo diventare un suo derivato: per lui, questa, è una stock option da non farsi sfuggire.

CALCIO SOLIDALE

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Il mestiere di allenatore è sempre più precario e soprattutto sempre più snervante. Non passa giorno che al centro Allenatori Sclerati Anonimi non arrivino segnalazioni e amari sfoghi. A raccoglierli, in un apposito centralino, un loro collega sempre pronto ad una parola di conforto: Arrigo Sacchi. L'ex allenatore del Milan e della Nazionale come in una sorta di confessionale cerca di assecondare le loro pulsioni. Nelle ultime settimane, malgrado l'anonimato, si è diffusa la voce che il 90% delle chiamate arrivino da Torino. Nonostante camuffi la voce e utilizzi il telefono di Vucinic, non ci sono dubbi: l'anonimo telefonista è Antonio Conte. A Sacchi ha raccontato momenti davvero difficili. Come la sera dopo la partita con il Genoa quando ha confessato di aver telefonato a tutti i numeri di Torre Annunziata chiedendo “ve la sentite ora di darci quel rigore, eh, eh, eh?'”. Poi, telefonino in mano, ha provato a riprodurre il metodo Galliani inserendo il fermo immagine del clamoroso rigore negato alla Juve. Ma la batteria ha ceduto: nemmeno lei se l'era sentita. L'allenatore era particolarmente agitato anche dopo l'eliminazione della Coppa Italia. In una Roma notturna semideserta, appena vedeva un porta aperta, ci scaraventava dentro un pallone. Un modo forse per superare il trauma del gol sbagliato da Marchisio. Sacchi comunque ha lanciato un televoto benefico: i tifosi juventini potranno infatti devolvere un contributo per ottenere rigori e fuorigioco nei momenti di maggiore difficoltà del loro allenatore. Alle prime proteste delle altre tifoserie e società, l'Aia ha tranquillizzato tutti: il televoto formalizza una prassi ormai consolidata.

PRESENTAZIONI

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Le elezioni incombono e bisogna farsi trovare pronti, soprattutto con i vecchi amici che non possono tradire nel momento del bisogno. Sia mai che per una vecchia convinzione, sbaglino a mettere la fatidica crocetta. Così Gianfranco Fini è apparso molto preoccupato: ha calcolato infatti di aver distribuito nel periodo Msi-An-Pdl migliaia e migliaia di biglietti da visita che oggi non vanno più bene e che vanno assolutamente ritirati o corretti. Si è quindi pensato, invece di raccogliere le firme, di istituire appositi banchetti informativi per l'occasione. L'arduo compito è toccato all'onorevole Bocchino che ha iniziato un tour de force amanuense più che elettorale. Penna alla mano si è messo a correggere nomi e simboli da ogni vecchio biglietto da visita che Fini aveva consegnato a vecchi amici e conoscenti. Il lavoro più lungo, come è comprensibile, è stato per quei biglietti dove ancora c'era lo stemma di Msi. Un'opera di elisione interminabile che comunque a quanto pare viene eseguita con grande velocità e prontezza. C'è stato solo un momento di grosso imbarazzo e indecisione. Quando un amico di vecchia data si è presentato con un biglietto da visita senza alcun simbolo politico e che riportava come indirizzo una via di Montecarlo.

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