ICTLaw/ The Pirate Bay: Svezia-Italia 1-0

Mercoledì, 22 aprile 2009 - 10:50:00

di Luca Maria de Grazia
avvocato

The Pirate Bay/ Condannati a un anno di carcere quattro responsabili del sito di file sharing
Il titolo dell’articolo non tragga in inganno, non si parlerà di calcio, ma delle vicende di un sito (The Pirate Bay) che da tempo è stato oggetto di “attacchi legali” in vari paesi, tra i quali l’Italia e da ultimo la Svezia.
Ora, come al solito, le decisioni dei tribunali vengono spesso prese come espressione della volontà di reprimere, censurare la Rete, mentre, molto più semplicemente, tali decisioni non fanno altro che applicare il diritto vigente in un determinato momento storico e in una determinata nazione.

Cosa fa il sito in questione? “Semplicemente”, mette a disposizione degli utenti gli strumenti per condividere file, di qualunque genere essi siano. Cosa succede nella pratica? Che molto spesso gli utenti utilizzano questi “servizi” per scambiarsi file protetti dalla normativa del c.d. “diritto d’autore”, commettendo quindi sicuramente un illecito civile e a volte anche un illecito penale (un reato, ricordando che il concetto di reato è proprio del diritto penale, quindi non esiste il “reato penale”).
Da un punto di vista giuridico penalistico, occorre in linea di principio esaminare se effetttivamente in capo ai proprietari / titolari del sito si possa configurare o meno un obbligo di astenersi dal facilitare lo scambio di file “protetti” in generale; se questo obbligo esiste allora permettere lo scambio può configurarsi come concorso di persone nel reato, se non esiste, ovviamente non vi sarebbe alcuna conseguenza.
In genere la difesa dei legali del sito si basa, appunto, sul principio di non sussistenza di alcun obbligo di “controllo” o “sorveglianza” su quello che gli utenti del sito medesimo compiono attraverso le risorse messe a disposizione, ma come sempre occorre poi scendere nel dettaglio per vedere se questo assunto, in linea di massima, possa essere sostenibile o no.

Il sito si definisce come “the worlds largest bittorrent tracker. Bittorrent is a filesharing protocol that in a reliable way enables big and fast file transfers.”; quindi si tratta di un sito che permette di ricercare attraverso vari canali altre “risorse” che attraverso il protocollo “bittorrent” permettono di scaricare file di ogni genere e tipo.
Orbene, nella parte “legal” non vi è cenno alcuno (come per esempio almeno succede con Facebook, se ne è parlato) a eventuali avvertenze del tipo “quello che fate lo fate a vostro rischio, noi non siamo responsabili di quello che fate, ecc. ecc.”
Molto semplicemente si può ricercare quello che si desidera ed il motore di ricerca propina il risultato della ricerca medesima.
Ora, certamente si potebbe sostenere che come in genere Google si dichiara non responsabile del contenuto delle proprie ricerche (anche se da ultimo sta mutando la propria posizione, anche a seguito di fatti accaduti proprio in Italia, nonché in altri paesi) così anche The Pirate Bay non sia responsabile del risultato della ricerca.

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