Non Sprecare

a cura di Antonio Galdo
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Di Antonio Galdo

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Ogni volta che arrivano le statistiche sulle vendite trimestrali delle auto in Italia, i giornali gridano al “crollo” e sembrano quasi meravigliarsi della caduta libera. Ma perché tanto stupore? La verità è che abbiamo ancora troppe macchine, siamo i primi in Europa per questo genere di acquisti e dunque il mercato è saturo, mentre gli stili di vita dei cittadini si stanno modificando scegliendo alternative all’uso compulsivo dell’automobile.

MEDIA DI AUTO PER CITTADINO. Gli italiani hanno 606 vetture ogni 1.000 abitanti, rispetto a una media europea di 473 auto a cittadino: i tedeschi, per esempio, arrivano a 500 auto. Allo stesso tempo, però, dall’inizio della Grande Crisi, secondo l’Aci, l’uso dell’automobile in città è diminuito di circa il 20 per cento.
E siamo solo agli inizi, considerando le politiche degli amministratori locali che scoraggiano l’uso dell’auto e dovrebbero sviluppare le alternative in termini di mezzi pubblici e di piste ciclabile attrezzate.

PER SAPERNE DI PIÙ: Come spendere meno con l’automobile, tutti gli accorgimenti pratici

CROLLO DEL MERCATO DELL’AUTO. La caduta verticale dell’auto ha tre origini, ben chiare.

1. La prima riguarda i costi, sempre meno sostenibili. La spesa per l’automobile, dal parcheggio all’assicurazione passando per la manutenzione e il bollo, è la terza nel budget di una famiglia, dopo la casa e il cibo. Roma, per fare un esempio, è la quarta città del mondo in quanto a costi di gestione dell’automobile: la precedono soltanto Shanghai, San Paolo e New Delhi. Inoltre all’interno di questo consumo c’è un evidente spreco: il 70 per cento dell’uso dell’auto è ancora concentrato per spostamenti inferiori ai 50 chilometri.

2. Il secondo fattore che incide sul crollo degli acquisti è quello del traffico. Ormai insopportabile. Restando al caso della capitale, un cittadino romano non passa meno di 100 ore l’anno bloccato nel traffico. Se ci pensate bene, sono diverse giornate di lavoro: tempo sprecato.

3. Infine pesa il fattore inquinamento. Tra il 1990 e il 2011 i gas serra prodotti dai trasporti sono aumentati dal 21 al 26 per cento, proprio per colpa dell’automobile. E se a Parigi, Londra, Berlino, ormai più di un terzo degli abitanti hanno rinunciato all’uso della macchina in città, perché in Italia, dove siamo stati dei grandi consumatori di auto, dovremmo rappresentare l’eccezione alla nuova regola?

LEGGI ANCHE: Consigli per risparmiare sulla polizza auto

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