Padre Mariano

a cura del Movimento Sacerdotale Mariano

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Padre Mariano
Padre Mariano/ Laicità o laicismo?

di don Bruno Armanini e Michèle Leks

Niente presepe per gli alunni dell’Istituto De Amicis di Celadina, a Bergamo. Il divieto arriva dal dirigente scolastico, Luciano Mastrorocco, che sulla questione ha un’idea precisa: «La scuola pubblica - dice - è di tutti e non va creata alcuna occasione di discriminazione». Nelle nostre città proliferazioni di renne, babbi natale di ogni colore, luci-lucette, stupide stellette con occhiali e minigonne, ma con zero Bambin Gesù e meno ancora mamma Maria e papà Giuseppe. Tabù assoluto poi per gli asinelli o i buoi: guai ad offendere qualcuno! In Olanda, dove il processo di olocausto cristiano è avviato ben prima che si potesse solo immaginarselo qui in Italia, con la cancerogena evoluzione - in senso progressista naturalmente made post Concilio Vaticano II e l’immobilismo di Curie aperte alle “innovazioni ”autodistruttive, ecco che la chiusura di chiese con scadenza settimanale per mancanza di fedeli ridisegna in modo impressionante l'agonizzante situazione religiosa-culturale di un Paese in cui il nome più diffuso dei bambini da qualche tempo è Mohammed.

In Germania, da sempre modello di efficienza, è partita la vendita on-line delle chiese. Come mai? “I tempi cambiano, aggiorniamoci” si esclama! Ciò non è un Trend solo germanico perché la tendenza è europea. In Francia, terra sacra della laïcité, nell’indifferenza generale idem: edifici cattolici più o meno antichi rasi al suolo: “tanto non ci sono più cristiani ”si afferma. E pazienza se al posto arrivano moschee, ristoranti, centri commerciali o parcheggi. Ora però la svolta: si sta scoprendo la differenza tra la laicità e il laicismo! Quest’ultimo è il ‘nuovo’ dogmatismo che bandisce qualsiasi libertà di coscienza religiosa e trasforma il pensiero ateo in una dittatura intellettuale a nome di uno pseudo rispetto delle sensibilità. Non si tratta più di rendere lo Stato indipendente dalle confessioni religiose, ma di uno Stato che scivola da una perfetta equidistanza nei confronti di ogni posizione etica e/o credo religioso verso una visione - più o meno dichiarata - di negazione delle convinzioni religiose e delle correlate impostazioni etiche.

La non interferenza nelle scelte politiche come dogma per i cattolici, il relegare la spiritualità nell’ambito del privato, con il risultato dell’approvazione delle nozze tra persone omosessuali e l’insegnamento dell’ideologia di gender nelle scuole, misure che nascondono vere e proprie operazioni di manipolazione delle mentalità. Altro che neutralità!

Da ricordare però che chi ha ‘inventato’ la laicità sono proprio i cristiani, unica religione a fare una distinzione tra il sacro e il profano (rendere a Cesare ciò che è di Cesare). A differenza dei musulmani che reclamano ovunque la sharia! Nel contesto di questa riconquista del proprio merito e specifica unicità i nostri cattolici francesi si stanno svegliando dopo che proprio nella prefettura della Vendea (emblema del cattolicesimo per eccellenza), la città de Béziers mette all’indice nei luoghi pubblici il presepio, ancora a nome della laicità. Qui sta succedendo un qualche cosa che assomiglia ad un miracolo: una vasta mobilitazione popolare si muove, e dopo la “Manif pour tous” a protezione della famiglia, si denuncia il “laïcisme forcené” (forsennato) e la dittatura del relativismo. Ci si rende conto finalmente che tutto questo non è certo “neutralità religiosa”, ma radicalismo negatore della verità storica che fa dell’Europa il testimone della cristianità equilibrata. Radere al suolo le chiese, eliminare il Bimbo Divino dalle vetrine, cambiare il nome del Natale in “Festa delle luci” e imbrattare i presepi non è certo rispetto della neutralità , ma un parricidio, l’uccisione del Padre.

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