Pillole d'Europa

di Cinzia Boschiero

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Pillole d'Europa
Immigrazione o invasione? Ecco che cosa fa l'Europa


PER STARE MEGLIO COME CITTADINI  EUROPEI  E  CONOSCERE DIRITTE E TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI - In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo  un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.comeurochat2013@gmail.com

Domanda: si parla tanto del fondo di solidarietà europeo, ma nel concreto cosa fa? Rianna Muttero
Risposta: il Fondo di solidarietà dell'Unione europea (FSUE) è nato per rispondere alle grandi calamità naturali ed esprimere la solidarietà europea alle regioni colpite all'interno dell'UE. Il Fondo è stato istituito a seguito delle gravi inondazioni che hanno devastato l'Europa centrale nell'estate del 2002. Da allora è stato utilizzato ben 60 volte in risposta a diversi tipi di catastrofi, tra cui inondazioni, incendi forestali, terremoti, tempeste e siccità. Finora sono stati erogati oltre 3.6 miliardi di euro a favore di 23 paesi europei. Nel concreto ecco un esempio : il commissario europeo per la Politica regionale Johannes Hahn ha annunciato di recente lo stanziamento di un pacchetto di aiuti pari a 16,3 milioni di euro volto a ripristinare le infrastrutture e i servizi vitali, a rimborsare i costi delle operazioni d'emergenza e a coprire parte dei costi di ripulitura della regione sarda a seguito delle inondazioni del novembre 2013.

Domanda: cosa si realizza in Europa contro la droga? Elisa Baratti
Risposta: ci sono nuovi fronti di azione per i progetti della Commissione europea finalizzati alla lotta contro la droga. Un recente sondaggio Eurobarometro, ha infatti mostrato che rispetto al 2011, è calata la consapevolezza tra i giovani riguardo ai rischi dell'uso di stupefacenti, mentre è aumentato il consumo delle "droghe legali", nuove sostanze sintetiche e naturali presenti sul mercato ma non ancora regolamentate.  La segnalo anche il sito http://www.emcdda.europa.eu/index.cfm in cui ci sono dati europei in merito e progetti attivati nei diversi Paesi, oltre alle best practices. L'abuso di stupefacenti è un grosso problema sociale e sanitario nell'UE e nel resto del mondo. Sebbene l'uso dei vari tipi di stupefacenti si stia stabilizzando, la droga causa ancora tra 6 500 e 8 500 decessi ogni anno

Domanda; ma con l’apertura delle dogane in Europa, chi controlla? Mauro Tranno
Risposta. La Commissione europea ha adottato una nuova strategia e un dettagliato piano d'azione per migliorare la gestione dei rischi doganali; fra le misure previste: controlli efficienti e riduzione del rischio, condivisione di informazioni, cooperazione fra diverse agenzie e cooperazione con commercianti. L'Unione doganale, caratterizzata dall'assenza delle frontiere interne, costituisce una base fondamentale dell'Unione europea (UE) che si applica a tutti gli scambi commerciali (articolo 28 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea). I dazi doganali per le importazioni e le esportazioni nonché le tasse di effetto equivalenti tra gli Stati membri sono vietati. Alle frontiere esterne, una tariffa doganale comune, completata dalla tariffa integrata comunitaria (TARIC), è applicata alle merci provenienti dai paesi terzi. Le merci circolano liberamente all'interno dell'Unione conformemente alle regole del mercato interno e tenendo conto di certe disposizioni della politica commerciale comune. Inoltre, gli strumenti come il codice delle dogane comunitarie garantiscono l'applicazione uniforme delle norme da parte delle amministrazioni doganali degli Stati membri. L'unione doganale, avviata con il trattato di Roma nel 1957, è stata realizzata a partire dal 1º luglio 1968. Tali meccanismi si sono essenzialmente evoluti per adattarsi alle nuove tecnologie e meglio garantire la sicurezza, in particolare la protezione contro la contraffazione e la pirateria.

Domanda: come siamo messi rispetto ad altri Paesi europei con gli immigrati? Non è che è in atto un’invasione, per pacifica che possa essere sinora? Moreno Valiati
Risposta: sono state 435mila le richieste di asilo in Europa nel 2013, facendo registrare un forte rialzo rispetto al 2012 quando erano state 335mila. Secondo le stime circa il 90% sono nuove domande. Le più numerose sono state presentate da cittadini di nazionalità siriana. Emerge dai dati Eurostat, l'ufficio di statistica dell'Ue. Il 70% delle richieste si è concentrato in Germania, Francia, Svezia, Regno Unito e Italia. Nel 2013 il più alto numero di richieste d'asilo è stato registrato in Germania (127mila, pari al 29% dell'insieme delle domande), seguito da Francia (65mila; 15%), Svezia (54mila; 13%), Regno Unito (30mila; 7%) e Italia (28mila; 6%). In questi cinque Stati membri si è concentrato il 70% di tutti i richiedenti asilo dell'Ue-28 nel 2013. Secondo i dati Istat in Italia  al primo gennaio 2014, in base ai dati forniti dal Ministero dell'Interno, sono regolarmente presenti in Italia 3.874.726 cittadini non comunitari. Tra il 2013 e il 2014 il numero di cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti è aumentato di circa 110 mila unità (+3%). I paesi di cittadinanza più rappresentati sono Marocco (524.775), Albania (502.546), Cina (320.794), Ucraina (233.726) e Filippine (165.783). Tali 5 paesi rappresentano il 45,1% del totale dei cittadini non comunitari presenti. I minori presenti in Italia costituiscono il 23,9% degli stranieri non comunitari regolarmente soggiornanti. Continua a crescere la quota di soggiornanti di lungo periodo: passano da 2.045.662 nel 2013 a 2.179.607 nel 2014; questi rappresentano il 56,3% dei cittadini non comunitari regolarmente presenti.La quota di soggiornanti di lungo periodo sul totale è particolarmente elevata nelle regioni del Centro-Nord.Si registra una lieve flessione del numero di nuovi permessi di soggiorno concessi: durante il 2013 ne sono stati rilasciati 255.646, il 3,2% in meno rispetto all'anno precedente.

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