Le Pillole di PLEF

Oltre la Green Economy
a cura di Planet Life Economy Foundation

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Le Pillole di PLEF

Di Emanuele Plata - Planet Life Economy Foundation

L'Europa lancia una nuova fase di responsabilità sociale d'impresa, Clini passa ad Orlando l'agenda  per la GREEN ECONOMY, la regione Emilia Romagna promuove col patto dei sindaci i laboratori  verdi delle provincie, Bologna festeggia con l'edizione annuale del Green Social Festival, a cui partecipa anche PLEF, al fine di contribuire ad aumentare la consapevolezza su come la costruzione del mondo migliore passi attraverso lo sviluppo di un'economia più sostenibile e solidale.

Sembra l'abituale serie di buone intenzioni e dichiarazioni, i critici si scatenano, ma sono troppe le iniziative mondiali e locali per far finta di niente!

Sempre più la gente sente che il colore verde va al di là dell'ambiente e dell'ecologia e diventa un codice per segnalare il nuovo che avanza. Qualcuno usa il blu, che forse è ancora più potente, ma alla fine è inutile fare concorrenza di colore e il verde significa anche blu per quelli che sanno l'esistenza di questo colore.

Il verde allora è il traguardo, è l'orizzonte a cui fare riferimento ben più che con la vetusta dichiarazione sulla luce fuori dal tunnel. Il verde diventa il colore del piano per fare occupazione, per far tornare le produzioni in Italia, per smettere di fare il sottocosto, per non sprecare più, per rispettarsi, dare opportunità e puntare alla felicità. Il verde diventa per davvero il colore della speranza!

Allora assistiamo a volontari capaci di riciclare tutto, start up innovative che lanciano vaschette per alimenti che diventano, una volta usate, cibo per cani e gatti, finanziarie che adottano monumenti, geniacci che brevettano aquiloni che catturano l'energia, “Cesarine” che associano decine di migliaia di persone nel mondo per gustare la cucina di famiglia in 500 case in tutta Italia, banche del tempo che scambiano senza garanzie e santuari che si aprono ai non credenti.

Questo è il mondo del verde, questo è il mondo che rifiuta istintivamente il dibattito dei soliti noti, che non è interessato alla soluzioni vecchio stile con incentivi per speculatori verdi, che sanno riconoscere il green washing, che non si fermano all'Italia e all'Europa, ma propongono confronti tra le biodiversità del Monferrato e quelle del Sichuan.

Questo è il mondo che riconosce gli errori del capitalismo emergente in Vietnam e lo riconosce a partire dai centri commerciali impazziti come quelli che abbiamo visto da noi.
Questo è il mondo che ha compreso che il cosiddetto miracolo economico si faceva senza pagare l'IGE ed i contributi, e che, ciò nonostante, ha lasciato terre da bonificare grandi quasi quanto l'UMBRIA.

Questo è il mondo che non ha vergogna di dire che il miracolo che faremo, ora sarà VERDE.

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