Le Pillole di PLEF

Oltre la Green Economy
a cura di Planet Life Economy Foundation

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Le Pillole di PLEF

di Paolo Ricotti - Per Planet Life Economy Foundation

Chi ha compreso che la rigenerazione della nostra economia non può che passare  dalle PMI?
Chi ha compreso che l’identità e forza di un modello economico in grado di valorizzare le tipicità del nostro paese, transita obbligatoriamente dai nostri territori e dalle nostre PMI?
Chi ha compreso che per parlare di riforme e di modifiche dei nostri assetti normativi e costituzionali, occorre prima aver deciso in quale direzione deve andare la nostra economia?

Il 25 Settembre scorso a Chia Laguna in Sardegna ero ospite della Confcommercio per la loro Conferenza di Sistema “Identità, cultura e impresa – una nuova prospettiva per l’Italia”, in cui ho presentato il modello economico della mia Fondazione (www.plef.org) che illustra e propone risposte concrete alle domande appena sopra esposte, con il tema: Riscossa competitiva, PMI e Territorio.

Il titolo della relazione che mi avevano assegnato era pressoché identico al titolo del mio ultimo libro   perché quella Confederazione che annovera bel 700.000 imprese del terziario, presente capillarmente in ogni dove, ha in realtà capito che per fare strategia e creare valore aggiunto, competitività e occupazione occorre ripartire dalla Piccola e Media impresa in tutti i singoli territori del nostro paese.

Non ci sono altre ricette o alternative concrete, non ci sono mezzi o mezzucci per risanare il nostro paese da un “Gap” competitivo che ci è crollato addosso negli ultimi anni e per rimettere in moto l’economia.
Ripartire dalle PMI non vuole affermare la logica conflittuale con le grande imprese di Ernst Friedrich Shumacher “Small is beautiful” ma, al contrario, percorrere gli stadi evolutivi naturali di ogni processo di eccellenza che parte sempre dal piccolo per generare il grande e non viceversa.
E’ proprio questo fondamentale principio naturale dell’equilibrio e dell’armonia evolutiva delle nostre civiltà, della nostra specie, del nostro universo che ispira la logica di fondo per cui occorre ripartire dal piccolo per imprimere vero sviluppo.

E’ proprio quel “…e non viceversa” che ci fa ben capire quale direzione certa occorre imprimere al nostro Paese e  capire che non si può partire dai massimi sistemi o dal “già consolidato e grande”, per innovare e modificare tendenze, direzioni e filosofie di vita.
E’ proprio dal piccolo che si generano gli equilibri eco-sistemici, in grado di diventare poi equilibri universali.
E’ proprio dall’idea del singolo, dalla forza, coraggio e passione di noi stessi che si può imprimere una diversa velocità e prospettiva al nostro Paese. E’ proprio dai nostri territori e patrimoni storici, naturali e relazionali che c’è reale forza competitiva, in maniera distinta e non replicabile da nessuno, da tutto il mondo riconosciutaci.
Se poi ci rendiamo conto che il valore aggiunto dell’impresa è generato da attributi immateriali offerti dai nostri prodotti e servizi (e non quelli di natura materiale), e che questa immaterialità è per definizione “ambientalmente” corretta e preferita in termini di apprezzamento e piacere da parte della gente, allora davvero facciamo “Bingo”: felicità, valore aggiunto, occupazione, benessere, consapevolezza nei nostri stili di vita e di consumo.

Per il nostro paese, poi, questa possibilità di sviluppo è congeniale, perché affonda le radici proprio nel  “Genius Loci” delle caratteristiche e identità di tutta la nostra popolazione, senza distinzioni o retrocessioni.
Siamo solo noi che abbiamo la maggiore forza e cumulo di energia naturale e storica che ci invidiano in tutto il mondo e che non sappiamo valorizzare per miopia o incertezza.
Sembrerebbe infatti tutto così semplice, logico e naturale: ma perché nessuno  ha ancora preso in mano la leadership di questa consapevolezza e volontà di cambiamento? (salvo la mia Fondazione  ed alcune altre realtà a noi vicine)

La risposta è semplice: soffriamo di poca autostima e di piena sudditanza nei confronti dei grandi poteri e dei modelli economici “importati” che non ci appartengono.
Eppur qualcosa si sta muovendo.
La conferenza di Sistema di Chia Laguna, ha segnato una svolta in questo panorama deludente, e Confcommercio sembra assumere una piena leadership su questo percorso di innovazione e di svolta strategica che fino ad ora nessuno aveva mai osato sostenere.
Le relazioni del Presidente Sangalli (Cultura, identità e impresa nella politica confederale), quelle del Prof. Becchetti (oltre la crisi, la via del riscatto) e quella mia, erano tutte convergenti e coerenti al tema centrale di riuscire ad imprimere uno sviluppo economico che possa partire dalle nostre identità e forze reali del Paese rappresentate, appunto, dalle nostre piccole e medie imprese e dai nostri territori.
Del resto, chi poteva essere paladino di questa svolta e direzione strategica se non proprio da coloro che sono “costituzionalmente” centrati sulle PMI e sui territori?

1)  Paolo Ricotti – La riscossa competitiva delle PMI del territorio – Franco Angeli - 2014

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