Le Pillole di PLEF

Oltre la Green Economy
a cura di Planet Life Economy Foundation

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Le Pillole di PLEF


Di Emanuele Plata*

Parafrasando Amleto, uno spettatore in platea nell'aula magna dell'Università La Sapienza di Roma lo scorso 12 dicembre poteva domandarsi di cosa preoccuparsi di più. L'occasione dell'incontro era stupefacente, s'intitolava “LA NATURA DELL'ITALIA” e su questo tema il ministro dell'Ambiente Orlando aveva messo al lavoro gli esperti della GREEN ECONOMY, della BIODIVERSITA' e delle AREE PROTETTE, rendendo disponibili proposte e documentazioni per i vertici governativi presenti in massa: ministro dell'Economia, ministro del Lavoro, ministro della Salute, ministro delle Infrastrutture e Trasporti, ministro della Coesione Sociale, ministro dello Sviluppo Economico, ministro delle Politiche Agricole, ministro per gli Affari Europei e, in capo a loro, il Primo ministro.

Un successo per Orlando, tuttavia andato mediaticamente in fumo per effetto delle bombe carta fatte esplodere da alcune decine o forse poche centinaia di manifestanti, credo studenti, che a simposio aperto hanno attaccato l'aula magna e che, seppur respinti dalle forze dell'ordine in modo deciso, nell'aula hanno fatto cogliere il senso frustrante di altre priorità e di lontananza tra l'impegno intellettuale ed operativo di tante buone volontà e la percezione nel paese, per lo meno di quella parte del paese che interpreta l'emergenza delle nuove povertà e della strumentalizzazione della politica da incolpare comunque!

Un successo secondo me ancora più forte per Orlando, perché accanto alla mobilitazione così imponente dei nostri attuali POLICY MAKERS, tirati per la giacca a confrontarsi col tema del cambio di paradigma, pressato dal cambiamento ambientale per antonomasia e cioè quello climatico, è riuscito, probabilmente in modo inconsapevole, a far capire quanto poco distante sia la  famosa sala attualizzata della PALLACORDA per i paesi occidentali e per il vecchio sistema economico in cui siamo anche noi ed in modo particolarmente fragile!

Un successo perché chi deve capire capisca e non si tratta solo di politici ma anche di imprenditori, banchieri, sindacalisti, amministratori locali, docenti e contestatori stessi. L'urgenza del cambiamento è nelle priorità che Ronchi ha richiamato con le ben più pericolose bombe d’acqua, le improvvise alluvioni che nel nostro paese possono significare, come in molti atolli oceanici, il rischio di sopravvivenza stesso di città e territori.

La natura dell'Italia è bellissima perché figlia di un’opera millenaria di stravolgimenti della crosta terrestre. La ricchezza culturale delle nostre genti è straordinaria perché figlia di millenarie migrazioni delle popolazioni in fuga da trasformazioni straordinarie di clima e geografia. Esserne consapevoli ci può rendere meno vulnerabili e un po’ più stoici e preparati di fronte al divenire. Esserne consapevoli vuol dire però in primo luogo prevenire, tutelare, evitare di farci danno da soli.
Questo la scienza lo ha fatto emergere e capire e la Conferenza organizzata alla Sapienza ne ha mostrato il senso.

La mobilitazione di conoscenza, fatta di ricerca ed esperienza applicata nell'impresa e nel sociale è in grado di far affermare con soddisfazione ad ORLANDO che c'è la legge contro l'uso del suolo, c'è la legge contro l'uso degli OGM, c'è la legge per il dibattito pubblico sulle infrastrutture e altrettanto con forza fa affermare a GIOVANNINI  che c'è la legge per l'orientamento professionale ai giovani con l'alternanza al lavoro fin dalla scuola superiore, c'è la legge per istituire un comitato interministeriale per il Capitale Naturale, analogo a quello per la programmazione economica e che tutto questo è in linea e perfettamente coerente con gli obiettivi lanciati dalle Nazioni Unite per il target dello sviluppo sostenibile entro il 2015 in cui l'Italia dà un contributo di metodo importante anche con l'adozione del BES, progressivamente complementare al PIL nella rendicontazione e programmazione dello stato.

Capacità e progressi che il commissario europeo per l'ambiente POTOCNIK ci riconosce ed incita ad usare proprio prendendo a riferimento la leadership europea che l'Italia assumerà nel secondo semestre del 2014, in concomitanza con l'elezione del nuovo parlamento europeo e della  conseguente nomina della nuova commissione. Tutta una serie di scadenze che, se collegate anche alla visibilità mondiale che l'Italia avrà con EXPO 2015, possono contribuire non certo a una fantomatica ripresa economica, ma molto più probabilmente e significativamente a una  accelerazione del cambiamento di paradigma.

Forse quello che vogliono i contestatori, citando Ronchi, torna a segnare l'urgenza, come una diversa fiscalità e una diversa gestione del credito, voci entrambe presenti nelle preoccupazioni della nostra carta costituzionale, ma che non si descrivono solo con riferimento alla progressività e all'accessibilità ma anche al merito di chi converte la propria attività dall'economia di consumo a quella di riciclo, dall'economia lineare a quella circolare. 

Queste sono cose che Roma caput mundi conosce: lo dicevano all'epoca romana che è più difficile far cambiare vecchie abitudini piuttosto che avere nuove idee; lo diceva più recentemente il Club di Roma sull'urgenza di cambiare, forse lo dicono anche gli studenti con le bombe di carta, senz'altro lo hanno fatto capire le bombe d'acqua che sempre più ci toccano, dalle Cinque Terre alla Sardegna. Leggiamoci il “collegato alla legge di stabilità” per l’ambiente e forse scopriamo che alla faccia della stabilità Orlando e i suoi stanno provvedendo nella direzione del cambiamento magari senza che Saccomanni, forte della sua solidarietà dichiarata sul tema ambientale, se ne ACCORGA!

*Per Fondazione Plef

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Tags:
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