Le Pillole di PLEF

Oltre la Green Economy
a cura di Planet Life Economy Foundation

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Le Pillole di PLEF

di Emanuele Plata

Fa impressione a tutti sentire quanti miliardi devono essere pagati dalla pubblica Amministrazione alle imprese italiane loro fornitrici.

Fa impressione a tutti anche leggere il rapporto del professor Giarda che vede come necessaria tutta la nuova legislatura al fine di rendere operativi in modo definitivo tutti i provvedimenti legislativi della vecchia, sia del governo Berlusconi che di quello tecnico di Monti.

Fa impressione, ma sembra che tra le parole, anche quelle autorevolmente scritte nei testi di legge approvati dal Parlamento, ed i fatti, che dovrebbero esserne la conseguenza, passano anni.

Nel frattempo i partiti si sono scontrati, la gente si è incattivita, i mercati hanno tratto le loro conseguenze e i fatti non si sono verificati.

Succede proprio così: si dice che vengono stanziati dei fondi per pagare i debiti, ma le norme attrattive non ci sono e le banche non danno fidi all’azienda assetata di liquidi, così l’azienda fallisce; poi forse arriveranno al liquidatore gli avvisi di pagamento della P.A. o forse diventa un residuo attivo per lo stato.

Allo stesso modo si piange per i tagli del personale pubblico, delle amministrazioni provinciali, delle proloco e delle comunità montane, ma in realtà, non essendo arrivate le norme attrattive, i tagli non ci sono, i debiti continuano a crescere e magari si crea una bolla speculativa all’incontrario per riforme che si credono azionate e che lo saranno quando tutto è cambiato per proprio conto.

Anche questa è perdita di credibilità, anche questo è sintomo di insostenibilità.

Meno male che ci sono delle reazioni e che, almeno in altri casi, l’attrazione accade. Gli esempi felici sono i provvedimenti per le reti d’impresa, o anche quelli per le start up, laddove facilitazioni ed incentivi sono realmente già operativi. Ovviamente bisogna sapersi addentrare nella lettura dei testi e professionisti pronti a proporsi non mancano. I fondi nel caso delle reti ci sono, le semplificazioni e gli incentivi per le start up anche.

Rimane in sospeso il punto del finanziamento, dove un po’ di aspettativa si ha con la prospettiva del crowd fund delle start up innovative e cioè da soluzioni di provvista di fondi per capitali a rischio, raccoglibile in modo diffuso tramite internet.

Ma chi volesse andare più sul tradizionale può sorprendersi scoprendo che stanno nascendo nuove banche e precisamente nel territorio dove ne esistevano altre che poi sono scomparse con il fenomeno della concentrazione bancaria.

Lo slogan non è quello di Mediolanum, ma nella sostanza non si discosta poi molto, cioè si rifà alla banca che conosce sia chi presta, sia chi prende a prestito. Chissà invece se presto non avremo anche la banca che fa soltanto gestione di tesoreria e non rischia per nessuno, oppure la banca che contabilizza i baratti senza fare intermediazione monetaria.

Ci sono opportunità e opzioni in abbondanza, si tratta però di passare dalle parole ai fatti!!

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