Le Pillole di PLEF

Oltre la Green Economy
a cura di Planet Life Economy Foundation

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Le Pillole di PLEF

Di Emanuele Plata*

 

Alla Fondazione Forma di Milano, su iniziativa di ASTAREA, società di ricerca di marketing, si è svolto, nel ciclo dei workshop "Andare a Tempo", un prezioso incontro dedicato alla "Sostenibilità come valore economico per le imprese". Nella discussione, introdotta dalle evidenze ormai di repertorio, sia nazionale che europeo, sulla sempre più presente tematica della sostenibilità, in primis ambientale, che declina l'offerta con progressi significativi nelle norme che indirizzano ed incentivano approcci green, così come la domanda, con fenomeni modali che hanno fatto assurgere al "green" tutto un ventaglio di significati simbolici molto più ampi di quelli originalmente ecologici, si sono confrontate esperienze di imprese virtuose con analisi di tipo associativo e di tipo strettamente concettuale.

Ne è emersa una sostanziale abbondanza di buone pratiche, di innovazioni e di consapevolezza che contribuiscono a creare delle condizioni di ottimismo.
Si è ascoltato il bellissimo percorso di Carlsberg Italia che, reinventando una sperimentazione fallita della casa madre con formati in PET pensati per il consumo domestico e convertendola in una proposta di fusto innovativo per la birra alla spina nei locali HoReCa, ha progressivamente introdotto nel mercato italiano (e prevedibilmente in quello mondiale) un'alternativa per somministrare la birra, determinando condizioni di migliore freschezza del prodotto e una situazione di forte abbattimento dell'impatto ambientale grazie ai minori trasporti, al non uso di CO2 e alla drastica riduzione di impronta ecologica complessiva, ottenendo al contempo distintività, riconoscibilità e barriera all'ingresso della concorrenza, tutti fattori di apprezzamento con maggiori fatturati, maggiori margini e influenti sull'approccio dell'impresa a perseguire metodi sempre più virtuosi, stimolati dall'impegno delle certificazioni terze e dalla scoperta delle caratteristiche della sostenibilità indotte.

Si è altresì seguita la ricostruzione dei percorsi di Pomì, impegnato a rendere evidente la sua appartenenza ad una filiera integrata dal contadino alla tavola, con la piena certificazione dei processi in campo e in fabbrica, fino alla vendita all'acquirente.
Ci si è stupiti di fronte alle evidenze portate da Calvisius Caviar, che ha reso palese come il caviale sia un prodotto dell'antica storia italiana, diffuso sin dai tempi dell'Impero e oggi tornato in auge nonostante il depauperamento dei bacini naturali in mar Caspio, sostituiti sul mercato mondiale per un buon 30% dai diversi storioni allevati nel bresciano e nel parco del Ticino dalla ditta, che realizza sinergie ambientali e territoriali col parco naturale per il ripopolamento della specie e con gli alti forni di Pasini, azionista di riferimento nel bresciano per l'impresa in questione, sfruttando le acque calde indotte dall'acciaieria. Anche in questo caso con ritorni di mercato eccellenti sia su scala internazionale che a livello italiano, motivando di virtuosità in virtuosità una tracciabilità totale dal pesce alla tavola.

Ci si è elettrizzati seguendo il racconto del giovane vignaiolo Mannelli, dell'azienda vitivinicola Salcheto, che non solo ha realizzato una cantina modello, ma che, nel progresso della ricerca di qualità di prodotto e di processo, ha individuato una nuova offerta di vino fatto soltanto con… l'UVA!
Tutto ciò è stato culturalmente coerente con le evidenze di progetti di imprese sviluppate in associazione  raccontate da INDICOD ECR, sia per l'ottimizzazione logistica che per la lotta all'eccedenze produttive degeneranti in promozione dello spreco, specie quello alimentare, configurabili come esempi antesignani della logica di condivisione e di interfaccia intelligente, altrimenti detta SMART.
Ma da tutti questi esempi di qualità si è compreso che l'approccio non è tanto quello della pura efficienza, quanto soprattutto quello dell'efficacia, per essere nel mercato in modo meno replicabile con trasparenza che induce reputazione e con capacità di persuasione sul valore espresso sia verso gli interlocutori professionali che presso il grande pubblico dei consumatori.

Qui emerge il punto che target e portatori d'interesse si incrociano e si confondono in modo tale che  devono essere considerati nella costruzione delle decisioni, e che il plus argomentabile non potrà mai essere il lavoro fatto per rispettare i vincoli ambientali, sociali ed economici, ma dovrà essere il prodotto o il servizio in sé, in grado di farsi apprezzare per più di quello che il prezzo richiede.
Tutto ciò va al di là di certificazioni e codici etici, perché richiede un comportamento coerente in modo integrale sull'intera vita d'impresa, dentro e fuori dalla fabbrica.

E' questo che PLEF persegue come promozione di Strategie rispettose del vincolo di sostenibilità e che  afferma possono partire anche con poco e magari senza costo, posto che siano coerenti col posizionamento, cioè su ciò che fonda la propria costruzione di valore e che in modo partecipato può favorire anche il processo di costruzione del benessere nella comunità a cui l'impresa appartiene (il vecchio tema del "prendo dal territorio, rendo al territorio" è stato citato un po' da tutte le imprese presenti al workshop).

PLESI è lo strumento PLEF di autoanalisi che, esaminando tutto il processo di impresa, dalla carta dei valori alle relazioni con gli azionisti ed il mondo finanziario, le risorse umane, i clienti-consumatori, i fornitori, i prodotti, i processi ed infine il territorio e la collettività, permette di fare il "Punto nave" dell'impresa verso la sostenibilità, favorendo, con la costruzione del posizionamento, la definizione di un piano di azioni che  favorisca la costruzione del valore e minimizzi i costi/investimenti ai fini di avviare il cambiamento e  generarlo in modo autosufficiente.
Chi paga la sostenibilità? Nessuno! Chi ci guadagna? Tutti!
Chi paga la non sostenibilità? Tutti! Chi ci guadagna? Nessuno!
E' proprio un bel cambio
.

*Per Fondazione Plef

Tags:
sostenibilità

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