Le Pillole di PLEF

Oltre la Green Economy
a cura di Planet Life Economy Foundation

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Le Pillole di PLEF

di Emanuele Plata

La proporzione può sembrare un gioco, ma sempre più le sorti di una popolazione si riconducono alla potenzialità o vulnerabilità di un territorio così come le priorità dell’occupazione e del welfare di un paese sono collegate alle condizioni dell’ambiente in cui si vive.

Il rapporto non è solo tecnico e fisico, ma soprattutto strategico e qualitativo, nel senso che non si tratta solo dell’evidente problematica delle condizioni di vita in un ambiente insalubre o insicuro, ma delle ragioni stesse di vita in un ambiente con una sua ragion d’essere che motiva la presenza e non l’abbandono.

L’importante convegno dell’Associazione Italiana per gli studi sulla Qualità della Vita (AIQUAV) tenutosi a Firenze proprio sul tema “Popolazione e Territorio” ha reso evidente che il movimento nato dalla commissione Fitoussi-Stiglitz, coinvolgente anche Giovannini, definito Beyond GDP, continua a macinare progressi che stanno portando ad una seconda commissione Stiglitz finalizzata anche ad una presa di posizione della conferenza delle NAZIONI UNITE entro il 2015.

In questo contesto il nostro paese, grazie al sostanziale impegno dell’ISTAT che, insieme al CNEL, ha sviluppato in modo condiviso l’indicatore composito BES, per la prima volta adatto a misurare gli elementi qualitativi del benessere equo e sostenibile a livello nazionale, è pronto a svolgere un ruolo di primaria importanza sia sul piano metodologico che sul piano applicativo, dal momento che, adottando concetti e criteri nazionali, sono già partite applicazioni locali a livello di aree metropolitane e di alcune provincie.

In altri termini, il ruolo di promotore e agente di cambiamento italiano può prefigurare che al fine di perseguire un obiettivo di qualità della vita, non solo ci si debba applicare a livello nazionale, ma lo si debba fare a livello locale, attivando il più possibile la sensibilità della cittadinanza per utilizzare le misurazioni come elementi di valutazioni partecipate delle priorità e successivamente di giudizio sulla gestione di queste priorità affidate con la delega democratica ai referenti politici amministrativi.

Ecco allora che la popolazione riconosciuta come soggetto attivo di un territorio deve poter conoscere le sue situazioni fondanti pedo-geo-climatiche e culturali, deve poter disporre di competenze nel territorio non necessariamente pubbliche, ma in grado di trasferire - anche a pagamento - servizi di osservatorio, formazione e consulenza di cui gli operatori locali pubblici e privati necessitano e che sono alla base di qualsiasi programma di sviluppo locale orientabile alla costruzione di valore e di Benessere equo sostenibile.

Ecco allora che il pensiero e l’azione di Giovannini come referente in Italia del movimento “Beyond GDP“ e oggi come ministro per il Lavoro, si lega all’obiettivo del ministro Orlando di attivare attraverso la consapevolezza dei valori degli ecosistemi territoriali, oggetto del lavoro con il Consiglio Nazionale della Green Economy, nuove opportunità di lavoro intelligente che facciano evolvere dal basso delle comunità territoriale il livello di sostenibilità ambientale, sociale ed economica del nostro paese.

Processo che, se parte, intercetta la grande volontà della gente di promuovere il cambiamento senza buttar via con l’acqua sporca il bambino, rappresentabile dal sistema Italia, comunque esistente nonostante le contraddizioni e le distorsioni, e fatto appunto di competenze e patrimoni ambientali, culturali ed economici che hanno SOPRATTUTTO BISOGNO DI ESSERE RICONOSCIUTI, DI ESPRIMERSI, OVVERO DI PARTECIPARE.

PLEF ai due ministri propone di farsi leader di un’iniziativa innovativa tesa a mettere in campo le competenze di enti nazionali come ISTAT-ENEA-ISPRA-ISCOM che, costituendosi in una società operativa con disciplinari e brevetti adatti ad attivare centri di osservatorio, formazione e consulenza, li promuova in tutti i territori identitari in Italia, ovvero con assolute omogeneità di carattere pedogeoclimatico e culturale, partendo da pochi esempi direttamente controllati (anche solo due) e poi offrendoli in franchising a spin-off universitari degli atenei locali di riferimento, che a loro volta privatamente offrano i servizi alle utenze private o pubbliche locali.

PLEF è convinta che queste nuove imprese in franchising di nuova occupazione intelligente potrebbero raccogliere capitale diffuso proprio dal territorio mettendo in atto la recente legge sulle imprese innovative e sul crowdfunding vigilato dalla CONSOB.

PLEF è convinta che l’indotto di imprese virtuose atte a costruire valore e a migliorare il benessere equo e sostenibile sarebbe rilevante proprio partendo dalle soluzioni delle nostre vulnerabilità più evidenti, rischi idrogeologici e sismici e diseguaglianze sociali, ma soprattutto è convinta che valga la pena provare.

In altri termini, vediamo se introducendo un metodo partecipativo si riesce a valorizzare territorio ed imprese dando un senso all’equazione tra Popolazione e Territorio da un lato e Lavoro e Ambiente dall’altro.

 

 

 

 

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