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Tasse & Pensioni
Tasse&Pensioni / Iva versata in ritardo. Ecco quali sono le sanzioni

Nuova puntata su Affaritaliani.it della rubrica "Tasse&Pensioni", uno spazio a cura dello studio fiscale tributario e del lavoro Massimiliano Casto che risponderà a tutti i vostri quesiti in materia di fisco e previdenza. Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a:
tassepensioni@affaritaliani.it

QUESITO
Il mio datore di lavoro mi ha consegnato il Cud2014. Però ho anche la partita iva perchè faccio dei rilievi geologici ed emetto regolare fattura.
 Volevo sapere se posso presentare il 730 per la parte del lavoro dipendente e poter scaricare dalle tasse le mie spese mediche. Grazie.
                                                                                           Alessandro Iunoro - Venezia

RISPOSTA
Non tutti i lavoratori dipendenti e pensionati possono utilizzare il modello 730. Infatti, non possono avvalersi della presentazione di questo modello e devono presentare la dichiarazione modello Unico coloro che possiedono, oltre al reddito di lavoro dipendente, anche redditi di impresa e redditi derivanti dall’esercizio di arti o professioni. In particolare, non possono utilizzare il modello 730, ma devono presentare il modello Unico Persone fisiche, i contribuenti che nel periodo d’imposta oggetto di dichiarazione hanno posseduto:
• redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione
• redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita Iva (come ad esempio i redditi percepiti da chi esercita arti e professioni in forma abituale)
• redditi “diversi” (ad esempio, proventi derivanti dalla cessione totale o parziale di aziende, proventi derivanti dall’affitto e dalla concessione in usufrutto di aziende).
Non possono, inoltre, utilizzare il modello 730 i contribuenti che:
• devono presentare anche una delle seguenti dichiarazioni: Iva, Irap, modelli 770 ordinario e semplificato (ad esempio, imprenditori agricoli non esonerati dall’obbligo di presentare la dichiarazione Iva, venditori “porta a porta”)
• non sono residenti in Italia nel periodo d’imposta oggetto di dichiarazione e/o in quello di presentazione del modello
• devono presentare la dichiarazione per conto dei contribuenti deceduti. 
                                                                 Massimiliano Casto – Noto (SR)
QUESITO
Dovrei fare lavorare una signora per le faccende di casa, con le mansioni classiche di una domestica. Però prima di assumerla vorrei tenerla in prova un paio di settimane. Volevo sapere quando potrò fare la comunicazione di assunzione all’Inps, se procederò all’assunzione definitiva?
                                                                                       Francesco Riserno - Livorno
RISPOSTA
La comunicazione di assunzione deve essere presentata all’Inps entro le ore 24 del giorno precedente (anche se festivo) a quello di instaurazione del rapporto di lavoro. La comunicazione ha efficacia anche nei confronti dei Servizi competenti, del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail), nonché della Prefettura-Ufficio Territoriale del Governo.
La comunicazione all’Inps è obbligatoria:
• anche per il periodo di prova;
• qualunque sia la durata del lavoro;
• anche se il lavoro è saltuario o discontinuo;
• anche se già assicurati presso un altro datore di lavoro;
• anche se già assicurati per un'altra attività;
• anche se di nazionalità straniera;
• anche se titolari di pensione.
L’obbligo di comunicazione esiste anche in fase di proroga, trasformazione (da tempo determinato a tempo indeterminato oppure in caso di svolgimento dell’attività in una abitazione del datore di lavoro diversa da quella comunicata precedentemente) e cessazione del rapporto di lavoro. In questi casi la comunicazione dovrà essere effettuata entro cinque giorni dall’evento
                                                                             Massimiliano Casto – Noto (SR)

QUESITO
Vorrei versare con un pò di ritardo l’iva del 3 trimestre dello scorso anno relativamente alla mia attività imprenditoriale che ho aperto due anni fa. Volevo sapere a cosa vado incontro in termini di sanzioni.
                                                                                           Roberto 1973 – Ferrara

RISPOSTA
L’omesso o insufficiente pagamento delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi e dell’Iva, nonché l’omesso o insufficiente versamento delle ritenute alla fonte operate dal sostituto d’imposta, possono essere regolarizzati eseguendo spontaneamente il pagamento:
• dell’imposta dovuta
• degli interessi, calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito
• della sanzione in misura ridotta.
Per le violazioni commesse dal 1° febbraio 2011 la sanzione è pari:
• al 3%, se il pagamento viene eseguito entro 30 giorni dalla scadenza prescritta (ravvedimento breve)
• al 3,75%, se si paga con un ritardo superiore a 30 giorni ma entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno d’imposta in cui la violazione è stata commessa (ravvedimento lungo) .
Inoltre, per i contribuenti che regolarizzano gli omessi o i tardivi versamenti di imposte e ritenute entro i quattordici giorni successivi alla scadenza, l’art. 23, comma 31, del decreto legge n. 98/2011, ha previsto la possibilità di ridurre ulteriormente la misura della sanzione ridotta. In particolare, la sanzione si riduce allo 0,2% per ogni giorno di ritardo, se il versamento dell’imposta è effettuato entro quattordici giorni dalla scadenza e allo stesso si accompagna quello, spontaneo, dei relativi interessi legali e della sanzione entro il termine di trenta giorni dalla scadenza.
                                                                           Massimiliano Casto – Noto (SR)

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