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Tasse & Pensioni

Nuova puntata su Affaritaliani.it della rubrica "Tasse&Pensioni", uno spazio a cura dello studio fiscale tributario e del lavoro Massimiliano Casto che risponderà a tutti i vostri quesiti in materia di fisco e previdenza. Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a:
tassepensioni@affaritaliani.it

 

 

QUESITO
Possiedo un reddito da lavoro dipendente a tempo pieno ed indeterminato da quasi 3 mesi. Mio figlio, che ha 17 anni e vive con me, ha un reddito annuo di lavoro dipendente di 4.550,00 euro. Volevo sapere se è sempre a mio carico. Grazie.
                                                                                      Giovanni Foletto - Ravenna

RISPOSTA
Anzitutto è bene evidenziare che ogni contribuente che abbia dei familiari a proprio carico può godere di un beneficio fiscale al momento della dichiarazione annuale dei redditi ed anche durante il rapporto di lavoro nel conteggio della busta paga mensile.
La Legge finanziaria per il 2007,  ha rivisto profondamente i meccanismi di detrazione per i familiari a carico. Attualmente sono considerati familiari a carico dal punto di vista fiscale:
il coniuge non legalmente ed effettivamente separato; i figli, compresi quelli naturali riconosciuti, gli adottivi, gli affidati e affiliati; altri familiari (genitori, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle), a condizione che siano conviventi o che ricevano dallo stesso un assegno alimentare non risultante da provvedimenti dell'autorità giudiziaria.
Per essere a carico questi familiari non devono disporre di un reddito proprio superiore 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili (sono esclusi alcuni redditi fra i quali le pensioni, indennità e assegni corrisposti agli invalidi civili, ai sordomuti, ai ciechi civili). Inoltre va conteggiata invece l'eventuale rendita dell'abitazione principale. Pertanto suo figlio, che ha un reddito proprio più alto della soglia prevista, non è più un familiare a carico.
                                                                                    Massimiliano Casto - Noto (SR)

QUESITO
Ogni anno, quando a fare la mia dichiarazione dei redditi, ho sempre problemi con il mio commercialista perché mi vieta di scaricare alcune spese sanitarie. Vorrei sapere con chiarezza cosa è possibile scaricare dalle tasse e soprattutto nel modello 730.
                                                                                            Franceso Moscatelli - Treviso
RISPOSTA
 Sia per il modello 730 che per il modello Unico, possono essere detratte le seguenti spese, che siano state sostenute sia nell'ambito di prestazioni private sia del Servizio sanitario nazionale (ticket):
o visite mediche generiche e specialistiche (anche di medici omeopati);
o esami clinici: analisi, radiografie ecc.;
o interventi chirurgici e relative degenze ospedaliere;
o medicinali anche i farmaci omeopatici e le preparazioni galeniche (cioè i farmaci preparati direttamente dal farmacista);
o dispositivi medici sia acquistati che noleggiati: occhiali e lenti a contatto, apparecchi acustici, prodotti ortopedici (stampelle, tutori ecc.), bende, siringhe, apparecchi per la pressione, aerosol, materassi antidecubito, ecc., purché dotati di marcatura CE;
o dispositivi medici diagnostici: test di gravidanza, contenitori campioni ecc.;
o assistenza infermieristica e riabilitativa: fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia ecc., purché prescritte da un medico;
o trattamenti di psicoterapia, psicomotricità, logopedia, prestazioni di educatori professionali.
E' utile ricordare che non sono detraibili le spese sanitarie sostenute per danni arrecati da terzi  come ad esempio quelle a seguito di un incidente stradale che siano già risarcite dal danneggiante o da altri per suo conto cioè dall' assicurazione. Diverso è il discorso per i rimborsi di spese mediche per polizze sanitarie pagate dallo stesso contribuente: in questo caso i costi sostenuti possono comunque essere portati in detrazione.
                                                                                  Massimiliano Casto - Noto (SR)

QUESITO
Lo scorso mese di settembre è deceduta mia madre e la spesa del funerale è stata sostenuta in parti uguali dai figli. Però la fattura , l'agenzia l'ha emessa a nome di mio fratello maggiore. Come potremo scaricare le spese funebri dalla prossima dichiarazione dei redditi?.
                                                                                     Alberto B. - prov. Pisa
RISPOSTA
Sono detraibili dall'Irpef gli importi pagati in seguito al decesso di familiari compresi tra quelli previsti dall'articolo 433 del Codice civile e di affidati o affiliati, per un importo, relativo a ciascun decesso, non superiore a 1.549,37 euro. Il limite massimo detraibile si riferisce al singolo evento luttuoso e pertanto, se più familiari sostengono la spesa, questi possono detrarre la propria quota-parte sempre riferita a un ammontare detraibile complessivo di 1.549,37 euro: se la spesa viene sostenuta da più persone e la fattura è però rilasciata a una sola di queste, gli altri partecipanti alla spesa devono farsi rilasciare dall'intestatario una dichiarazione di ripartizione.
                                                                               Massimiliano Casto - Noto (SR)

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