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Tasse & Pensioni

Nuova puntata su Affaritaliani.it della rubrica "Tasse&Pensioni", uno spazio a cura dello studio fiscale tributario e del lavoro Massimiliano Casto che risponderà a tutti i vostri quesiti in materia di fisco e previdenza. Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a:
tassepensioni@affaritaliani.it

 

QUESITO
Sono un impiegato ed oltre allo stipendio possiedo anche due immobili in affitto per cui percepisco 11 mila euro di pigione. Ho sempre presentato la dichiarazione dei redditi ma per questo anno me ne sono completamente dimenticato. Volevo sapere cosa posso fare e se sono ancora in tempo. Grazie.
                                                                                            Antonio Santera - Padova                                                                                                                                                                                                                             

RISPOSTA
Il modello di dichiarazione dei redditi "Unico" deve essere presentato, in via telematica, entro il 30 settembre. Chi può presentare la dichiarazione ancora in forma cartacea presso gli uffici postali, deve farlo tra il 2 maggio e il 30 giugno. Se il contribuente presenta Unico entro 90 giorni dalla scadenza del termine stabilito, la dichiarazione è considerata ancora valida ma, per il ritardo, l'Agenzia delle Entrate applicherà una sanzione (da 258 a 1.032 euro, che può aumentare fino al doppio per i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili). Si può evitare la sanzione piena se, entro lo stesso termine di 90 giorni, si versa spontaneamente una sanzione ridotta (25 euro, pari ad 1/10 di 258 euro). La dichiarazione presentata con ritardo superiore a 90 giorni si considera, invece, omessa, ma costituisce comunque titolo per la riscossione delle imposte da essa derivanti.
                                                                                 Massimiliano Casto - Noto (SR)

QUESITO
Lavoro in una Cooperativa di produzione e lavoro di Milano. Nel mese di settembre ho sostenuto circa 2000 euro di spese per cure dentarie. Vorrei sapere l'anno prossimo posso presentare il modello 730 per il rimborso. Grazie
                                                                                 Giovanni Loripa - Mantova
RISPOSTA
Certamente lei potrà usufruire del modello 730. Infatti possono utilizzare il modello 730 i contribuenti che nel periodo d'imposta di presentazione sono:
" pensionati o lavoratori dipendenti (compresi coloro per i quali il reddito è determinato sulla base della retribuzione convenzionale: per esempio, i dipendenti italiani inviati all'estero per lavoro)
" contribuenti che percepiscono indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente (quali il trattamento di integrazione salariale, l'indennità di mobilità, ecc.)
" soci di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e di piccola pesca
" sacerdoti della Chiesa cattolica
" giudici costituzionali, parlamentari nazionali e altri titolari di cariche pubbliche elettive (consiglieri regionali, provinciali, comunali, ecc.)
" soggetti impegnati in lavori socialmente utili
" produttori agricoli esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei sostituti d'imposta (modello 770 semplificato e ordinario), Irap e Iva.
                                                                              Massimiliano Casto - Noto (SR)
QUESITO
Ho alle mie dipendenze da circa un anno una signora domestica italiana regolarmente ingaggiata. Pensavo che l'Inps mi mandasse a casa i contributi da pagare ed ho aspettato invano. Mi sono recata all'Inps e mi è stato detto che dovevo andare in tabaccheria e comunicare le ore di lavoro e potevo pagare. Adesso, visto che pagherò in ritardo, quanto sono gli interessi. Ci sono multe.
                                                                                     Antonella Giuffrida - Bari
RISPOSTA
 Il versamento tardivo dei contributi comporta per legge l'applicazione al datore di lavoro di sanzioni pecuniarie da parte dell'Inps, al tasso vigente alla data di pagamento o di calcolo (attualmente pari al 6,50% in base annua) e per un massimo del 40% sull'importo dovuto nel trimestre o sulla cifra residua da pagare. Questo tasso di interesse si applica a condizione che il datore di lavoro effettui spontaneamente il versamento entro i 12 mesi dal termine stabilito per il pagamento dei contributi, prima di contestazioni o richieste da parte di Inps, Inail e Ispettorato del lavoro. Se questo termine non viene rispettato si ricade nel caso dell'evasione contributiva, sanzionata con un'aliquota del 30% in base annua sull'importo evaso nel trimestre.
                                                                         Massimiliano Casto - Noto (SR)

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